Intesa Sanpaolo, come noto, è un istituto bancario italiano. Tra i più importanti per capitali gestiti e ramificazione territoriale. Ma essendo anche quotata sulla Borsa di Milano, può rivelarsi anche un importante asset su cui investire.
Vediamo dove comprare le azioni Intesa Sanpaolo, se effettivamente conviene, quali sono le migliori piattaforme per farlo e i principali competitors per il gruppo.
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Partiamo da chi è Intesa Sanpaolo. Il gruppo bancario nasce dalla fusione di due importanti gruppi: il milanese Intesa e il torinese Sanpaolo. A loro volta già con un passato importante alle spalle, fatto di diverse acquisizioni di altre realtà creditizie.
Addirittura l’Istituto Bancario San Paolo di Torino risale al 1563 e per poco non è il gruppo bancario più antico del mondo, record stabilito sempre da una italiana: Monte dei Paschi di Siena, nata qualche anno prima.
Fa parte del paniere dell’indice FTSE MIB, Euro Stoxx 50 ed Euro Stoxx 50 Banks.

Anche dopo la fusione, il gruppo Intesa Sanpaolo ha continuato a fagocitare altri istituti bancari. Nel 2010 ha rilevato il 79% di Banca Monte Parma, con l’integrazione è diventata operativa dal febbraio 2012. Ma ci sono state anche diverse incorporazioni di banche che facevano parte del gruppo.
Nel dicembre 2016 rileva, al prezzo di 153 milioni di euro, il 90% delle quote azionarie di Banca ITB, di cui già deteneva il restante 10%, e che verrà rinominata.
L’anno seguente ha acquisito Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, al prezzo simbolico di 50 centesimi di euro per ciascuna delle due banche. Escludendo dalla cessione d’azienda i crediti deteriorati.
Nel 2020 Intesa Sanpaolo ha raggiunto il 91,0149% del capitale di UBI, con conseguente delisting della banca. Ha dovuto però anche cedere degli sportelli come imposto dal Garante per evitare un eccessivo accentramento.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo è il maggiore gruppo bancario in Italia, con 13,5 milioni di clienti e circa 4.700 filiali, e figura nella Top 20 dell’Eurozona.
All’estero è presente con circa 1.000 sportelli e 7,2 milioni di clienti. Soprattutto nel Centro-Est Europa, nel Medio Oriente e Nord Africa attraverso il controllo di banche estere.
Queste le principali divisioni del gruppo Intesa Sanpaolo:
| ❓Chi è | Principale gruppo bancario italiano |
| 🏦 Settore | Banking |
| 👍 Sede | Torino |
| 💻 Quotazione | Borsa di Milano – Ftse Mib |
| 👍 Ticker | ISP |
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Utili e ricavi
Nell’intero 2021 per Intesa Sanpaolo si è verificato un rialzo del 19,4% a 4.185 milioni dai 3.288 milioni dell’intero 2020 anno (dove c’è stata anche l’acquisizione di Ubi Banca).
Nel Q4 2021 il risultato netto ha visto un rallentamento a 179 milioni dai rispetto ai 983 milioni del trimestre precedente. Gli stanziamenti allocati a valere sull’utile ante imposte sono stati pari a 2,2 miliardi nell’anno, di cui 1,7 miliardi nel quarto trimestre.
Nel biennio 2020-2021, Intesa Sanpaolo ha allocato complessivamente – a valere sull’utile ante imposte – circa 8 miliardi di euro di stanziamenti per il rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo. A questo concorrono anche le sinergie annue previste per oltre un miliardo di euro che derivano dalla fusione di UBI Banca.
Infine, mostra una forte capitalizzazione anche superiore ai requisiti normativi richiesti.
Vediamo quali sono le piattaforme più interessanti se si decide di operare con il trading CFD sulle azioni Intesa Sanpaolo.
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Vediamo infine cosa offre il broker FP Markets:
Vediamo il grafico con la quotazione in tempo reale delle azioni Intesa Sanpaolo (ISP):
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Vediamo quali sono i principali concorrenti di Intesa Sanpaolo. Del resto, anche il sistema creditizio è diventato altamente concorrenziale, con le banche che cercano di offrire quanti più servizi possibili e commissioni competitive.
Molto si gioca sull’home banking, vale a dire le piattaforme messe a disposizione dalle banche per poter espletare i propri compiti online senza dover recarsi allo sportello.
Con una accelerazione comportata dalla Pandemia, che ha ridotto ulteriormente la presenza fisica e comportato molti tagli di personale e sportelli. Già in atto da diversi anni, soprattutto dalle banche che hanno sofferto maggiormente il passaggio da un sistema tradizionale a uno digitalizzando. Essendo operative già anni prima dell’ascesa della FinTech.
Per individuare le principali concorrenti di Intesa Sanpaolo, è molto interessante una relazione del novembre 2019 pubblicata dalla Banca d’Italia, che ha individuato in UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM e Monte dei Paschi di Siena istituzioni a rilevanza sistemica nazionale (Other Systemically Important Institutions, O-SII) autorizzate in Italia.
Unicredit è una delle prime 4 banche italiane, molto presente anche essa anche all’estero. Con la Germania principale paese straniero per presenza. Unicredit è presente infatti in Europa centrale ed Est Europa, con mire espansionistiche anche in Medioriente.
La banca aveva messo nel proprio mirino anche la stessa Mps, poi la cosa è saltata.
Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472, cerca un nuovo rilancio dopo il commissariamento che ha rigenerato il gruppo uscito con le ossa rotte dalla gestione scellerata dei decenni precedenti. Per quanto si cerchi di venderla a privati, non si vuole comunque svendere una banca come visto ancora molto importante.
Banco BPM ha invece origine cooperativa, presente in tutta Italia con l’eccezione dell’Alto Adige. Operativo dal 1º gennaio 2017 e particolarmente radicato in Lombardia, in Veneto ed in Piemonte. Le tre regioni considerate più ricche d’Italia.
Il Gruppo opera in Italia in tutti i settori dell’attività bancaria e finanziaria ed è presente anche in altri Paesi europei, con società controllate e filiali. E in Asia, mediante alcuni uffici di rappresentanza.
Per l’home banking e il trading online offre una piattaforma a parte: Webank.
Dopo aver visto le prime 3, vediamo le altre banche da tenere presenti nella propria analisi fondamentale rispetto alle azioni Intesa Sanpaolo:
Il management di IntesaSanpaolo ha proposto la distribuzione di un saldo del dividendo 2022 (relativo all’esercizio 2021) di 0,0789 euro per azione ordinaria, per un ammontare complessivo di 1,53 miliardi di euro.
La cedola sarà staccata il 23 maggio 2022 e messa in pagamento il 25 maggio.
Non è possibile fare previsioni accurate sul titolo. Fate le vostre ricerche e valutazioni personali. Ecco alcuni dati aggiornati sul titolo.
E’ possibile però consultare l’andamento del titolo, ecco i dati aggiornati:
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Il titolo si muove in range ristretti e può essere utile per chi cerca asset più stabili in portafoglio.
Banche come Unicredit, BPM, MPS, Fineco, Mediolanum, Mediobanca sono concorrenti da cui guardarsi.
Sono interessanti broker come eToro, Capital.com e FP Markets.

La fusione tra Banca Intesa e Banco Sanpaolo IMI fece molto discutere all’epoca, anche per ragioni politiche. Ma tant’è. Oggi è nato un gruppo che forse non ha pari in termini di capitale gestito e capillarità territoriale. Nel 2020, ha aggiunto al proprio portafoglio anche UBI Banca.
Le azioni Intesa Sanpaolo possono rivelarsi interessanti per chi cerca di controbilanciare il proprio portafoglio con un titolo più stabile e che si muove in un range ristretto.
Per il futuro, occorre capire come sarà la gestione della fase post-pandemica finanziaria generale, se il gruppo espanderà le proprie controllate verso nuovi orizzonti oppure, di contro, darà vita a cessioni. Difficilmente comunque, almeno fino al 2025, riuscirà a vedere i 5 euro di prezzo, non più esplorati dal 2015. Ma ovviamente, tutto è da vedere.
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