Saras è uno dei colossi petroliferi italiani, noto anche per essere legato alla famiglia Moratti, storica proprietaria dell’Inter per diversi decenni. La Saras è anche quotata in Borsa ed è dunque lecito porsi qualche domanda riguardo il comprare azioni Saras.
Per esempio, è opportuno prima di investire in questo stock conoscere bene cos’è la Saras, se conviene investire sulle sue azioni emesse, dove comprare azioni Saras.
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Chi è Saras? Saras è una società per azioni italiana nata nel 1962, che si occupa della raffinazione del petrolio e di produzione di energia elettrica. E’ uno dei principali player europei del settore.
La società è quotata presso la Borsa valori di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

A fondarla fu Angelo Moratti (che in quegli anni era anche Presidente della Grande Inter di Herrera) fin da subito con la denominazione di S.A.RA.S. (acronimo di Società Anonima Raffinerie Sarde) e inaugurata quattro anni dopo.
La raffineria di Sarroch – posizionata sulla costa a sud-ovest di Cagliari – è una delle più grandi del Mediterraneo per capacità produttiva (15 milioni di tonnellate all’anno, pari a 300.000 barili al giorno) e una delle più complesse dal punto di vista operativo.
La raffineria viene gestita dalla controllata Sarlux SrL e può arrivare a gestire oltre un quinto del totale della lavorazione complessiva delle raffinerie italiane (dall’alto dei suoi 300mila barili giornalieri).
Nel 2001 il gruppo Saras ha intrapreso anche l’attività di produzione e vendita di energia elettrica mediante un impianto di gasificazione a ciclo combinato (IGCC), che ha una potenza installata di 575 megawatt. Sempre gestito da Sarlux SrL. Da solo copre quasi la metà del fabbisogno dell’intera Sardegna.
Non manca però la produzione di energia tramite rinnovabili, come il parco eolico sito nel comune di Ulassai, operativo dal 2005 e gestito dalla controllata Sardeolica SrL. Vanta una capacità installata pari a 96MW.
Nel 2009 Saras è stata la prima raffineria in Italia ad ottenere l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), che riconosce il percorso di miglioramento delle caratteristiche tecniche e strutturali degli impianti e del sito produttivo al fine di minimizzare l’impatto ambientale delle attività produttive
Nel corso del 2013 la compagnia petrolifera pubblica russa Rosneft arriva a controllare attraverso 2 scalate distinte, il 21% della società. Quote che però i russi cederanno in altrettante volte tra il 2015 e 2017 ad un gruppo di investitori internazionali.
A seguito della morte del presidente Gian Marco Moratti avvenuta il 26 febbraio 2018, la presidenza è passata al fratello Massimo. Noto per essere stato Presidente dell’Inter per un ventennio, tra la metà anni ‘90 e gli anni ‘10 del 2000.
Come tutte le aziende petrolifere, Saras non è esente da critiche e controverse, riguardo l’inquinamento perpetrato in Sardegna ma anche per alcuni casi di operai morti.
| ❓Chi è | Società per azioni italiana nata nel 1962, che si occupa della raffinazione del petrolio e di produzione di energia elettrica |
| 🏦 Settore | Energia / Petrolio |
| 👍 Sede | Sarroch |
| 💻 Quotazione | Borsa di Milano – Ftse Mib |
| 👍 Ticker | SRS |
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Le aziende petrolifere quotate in borsa meritano particolare attenzione sia dal punto di vista tecnico ma anche fondamentale, dato che sono soggette ad altre dinamiche influenti.
Come quelle geopolitiche e tecnologiche, ma anche fattori economici esterni legati all’andamento industriale, tra gli altri. Per questo motivo è importante monitorare la quotazione petrolio se si vuole investire in questo settore.
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Saras da tempo ha deciso di non rivolgersi più al mercato russo. Diciamo anche dal 2017, quando Igor Sechin, capo di Rosneft (il gigante petrolifero statale russo), sedeva nel CDA e la società deteneva ancora il 12% delle azioni.
Una scelta che però oggi potrebbe rivelarsi vincente, data la situazione in Ucraina, col resto dell’Europa che vuole abbandonare il mercato russo.
Tuttavia, ci sono altri problemi come il blocco delle esportazioni dal nord dell’Iraq e il rallentamento delle importazioni dal Mar Nero, data la guerra in corso che riguarda proprio quella fascia geografica. Il tutto, sta creando una mancanza molto forte di petrolio grezzo ma anche di prodotti finiti.
Questa situazione sta anche aumentando molto la domanda di prodotti petroliferi, con positivi risvolti sul settore della raffinazione. Insomma, la maggior richiesta di benzina e gasolio, e il contemporaneo calo di offerta, aiuta i conti dei petrolieri.
Le turbolenze dei mercati, massime in questo periodo, non consentono di prevedere prezzi stabili sia delle materie prime che dei prodotti finiti, ma di certo le raffinerie che marceranno a pieno regime avranno numeri operativi più che interessanti.
La Saras sta anche puntando forte sull’energia rinnovabile, con programmi di potenziamento almeno fino al 2025. Il che potrebbe portare ad una maggiore diversificazione e a sopperire eventuali problemi legati agli idrocarburi.
La società prevede di chiudere l’anno con un segno più.
Il bilancio del 2021 si chiude con una perdita di 136 milioni, migliore rispetto ai 197 milioni dell’anno precedente. Ciò è dovuto alla ripresa registrata nei margini di raffinazione (in pratica il guadagno finale su ogni barile di petrolio raffinato) a partire dal secondo semestre.
Migliora l’indebitamento, che scende a 453 milioni di euro (al 31 dicembre 2020 era a 505 milioni di euro). Tuttavia, peggiora la disponibilità liquida che cala di quasi 200 milioni nel 2021, fermandosi a 301 milioni.
Prosegue l’ampliamento degli investimenti nelle energie rinnovabili, che si prevede arrivi a 500 megawatt di potenza installata entro il 2025, quasi tutta sul fronte eolico.
Il business del Gruppo Saras si concentra soprattutto nel settore dell’energia e raffinazione del petrolio. Vende e distribuisce prodotti petroliferi sul mercato nazionale e internazionale. Il Gruppo è inoltre attivo anche nel settore della produzione di energia elettrica tramite eolico.
Non mancano poi servizi di ingegneria industriale e di ricerca per il settore petrolifero, dell’energia e dell’ambiente.
Il Gruppo Saras conta circa 1.572 dipendenti e presenta ricavi pari a circa 8,6 miliardi di Euro al 31 dicembre 2021 (circa 5,3 miliardi di Euro al 31 dicembre 2020).
Una approfondita analisi fondamentale di una società quotata in borsa, non può prescindere dall’analisi dei suoi principali concorrenti. Vediamo quali sono i principali concorrenti del gruppo Saras.
Non è possibile fare previsioni accurate sul titolo. Fate le vostre ricerche e valutazioni personali. Ecco alcuni dati aggiornati sul titolo.
E’ possibile però consultare l’andamento del titolo, ecco i dati aggiornati:
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Si tratta di un’azienda petrolifera operativa principalmente in Sardegna, fondata nel 1962 da Angelo Moratti. Succeduto negli anni dai suoi figli. Saras è una delle principali compagnie petrolifere e del gas europee, ma da qualche anno sta investendo massicciamente nell’eolico.
Non sono mancate accuse relative all’inquinamento e alla scarsa sicurezza in favore degli operai.
Il titolo è sottoposto ad una tendenza shortista ormai atavica, aggravata dalla Pandemia che lo ha portato sotto 1 euro di valore. Il 2022 potrebbe però essere l’anno della ripresa anche in Borsa, alla luce degli incoraggianti dati finanziari, la ripresa industriale e ad un maggior investimento nelle rinnovabili.
Consigliabili sono broker come eToro, Capital.com e FP Markets.

Saras è una società per azioni italiana nata nel 1962, che si occupa della raffinazione del petrolio e di produzione di energia elettrica. E’ uno dei principali player europei del settore.
La società è quotata presso la Borsa valori di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap.
Al momento della scrittura ha rotto il tabù di 1 euro di prezzo e potrebbe finalmente nel corso del 2022 ritrovare il prezzo dei 2 euro. Anche grazie agli incoraggianti dati finanziari, la ripresa industriale e ad un maggior investimento nelle rinnovabili.
Già dal 2017 ha rotto ogni rapporto col mercato russo e ciò potrebbe costituire un vantaggio rispetto alla concorrenza che lo sta facendo adesso.
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