Barclays “boccia” FCA: ecco perchè e cosa potrebbe accadere

Gli analisti di Barclays hanno emesso un verdetto di sonora bocciatura per FCA. Il titolo di Fiat Chrysler è infatti stato sostanzialmente ricondotto a più miti prospettive, con i consulenti della banca d’affari che hanno abbassato il target price del titolo dalla precedente meta di 10 euro, a soli 5,5 euro. Contemporaneamente, è stato abbassato il rating da overweight e a underweight (sottopesare). Insomma, una inversione piuttosto netta nell’opinione precedentemente espressa nei confronti dell’operatore italo – americano del settore auto, che potrebbe non aver trovato particolare gradimento negli stakeholders dell’azienda condotta (ancora per pochi trimestri) dal CEO Sergio Marchionne.

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L’analisi di Barclays su FCA

Ma per quali motivi FCA è stata così severamente giudiciata?

In linea di massima, gli analisti di Barclays sottolineano come nel nuovo scenario FCA possa candidarsi al ben poco invidiabile ruolo di “peggiore” titolo del settore, a causa dell’elevato livello del proprio debito, in un contesto in cui gli utili nel mercato nordamericano sono sempre più sotto pressione, e la ripresa nel mercato europeo si fa sempre più debole rispetto alle previsioni.

Ne consegue che gli osservatori diramano una nota nella quale ritengono che il panorama attuale “si riveli troppo impegnativo per permettere alla società di sovraperformare o addirittura rimanere in linea con il settore nei prossimi dodici mesi”. Più nel dettaglio, per quanto concerne il Nord America, l’Unione Europea e il Sud America, tali mercati dovrebbero rappresentare degli elementi potenzialmente negativi per l’azienda. Dunque, gli analisti attendono “che FCA soffra di più dei concorrenti a causa della sua debolezza di bilancio e della mancanza di focus verso i megatrend come i meccanismi alternativi di trasmissione di energia o i veicoli autonomi”.

Tralasciando le analisi di medio lungo termine, e concentrandoci solamente sul breve periodo, gli analisti di Barclays stimano che la qualità delle vendite del gruppo possa diminuire nei prossimi 18 mesi in scia a incentivi più elevati. FCA – ricordano gli osservatori della banca d’affari – ha un’elevata esposizione su suv e pickup, che dovrebbero proteggere i propri margini nel breve periodo, ma una maggiore capacità del segmento potrebbe seriamente mettere a rischio gli attuali margini nel comparto.

In ambito europeo, le aspettative sono sempre più basse. Il vecchio Continente avrebbe dovuto supportare la crescita degli utili del 2016 e del 2017, ma dopo il referendum sulla Brexit, gli analisti hanno dovuto rivedere le proprie stime, prevedendo una flessione di tutti i più imporatnti mercati europei, ostacolando così la capacità dell’azienda di far crescere il proprio margine. Per quanto attiene gli altri mercati extra europei, FCA si mantiene in pole position per poter cavalcare la ripresa del mercato brasiliano che, ad ogni modo, non sembra ancora stata avviata con incisività.

Tra le altre osservazioni diramate nella nota di Barclays, un cenno al nuovo lancio di casa Fiat, la Tipo: un veicolo che – sostengono gli analisti – è possibile che possa mettere sotto pressione i prezzi del segmento C, uno dei più redditizi per FCA (“colpa” – se così si può dire – di un prezzo di circa il 25 per cento al di sotto di quello dei concorrenti, con una buona gamma di accessori che di norma vengono proposti come optional). Altro cenno al “futuro” di FCA, nella convinzione “che Sergio Marchionne non abbia finito di trasformare l’azienda in una società di mercato di massa”.

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