Comprare azioni ENI: come investire oggi e se conviene [2021]

Comprare azioni ENI è una buona idea? Se lo chiedono coloro che riconoscono l’importanza che questa multinazionale ricopre per l’economia nazionale e intravedono in essa delle opportunità di investimento.

Per rispondere a questa domanda è necessario effettuare un’analisi approfondita di Eni, comprendere il ruolo che gioca nel settore di riferimento e le dinamiche che soggiacciono alla sua partecipazione nel mercato azionario.

Di seguito trovate una guida dettagliata per chi caldeggia un investimento nelle azioni Eni. Nello specifico, forniremo informazioni utili sull’attività di Eni, sui suoi conti economici, sui fattori che incidono sulle sue performance.

Infine, presenteremo le principali modalità di trading e descriveremo le migliori piattaforme e i migliori intermediari che consentono di investire (a vario titolo) nelle azioni.

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ENI: chi è e di cosa si occupa

ENI è una delle più grandi aziende italiane, se non la più importante in assoluto. Di certo, supera tutte le altre in fatturato (eccetto ENI). E questo nonostante il calo che, giocoforza, ha sperimentato nel 2020, che si è rivelato convulso per tutte le realtà impegnate nel petrolifero.

Ad ogni modo, è utile fornire qualche coordinata storica e tecnica. Eni è stata fondata nel 1953 da Enrico Mattei, che sognava un’Italia autonoma dal punto di vista energetico, svincolata dagli interessi internazionali (e in particolare di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti).

Conviene investire in azioni ENI?

Eni è nata come società pubblica, dunque di proprietà dello Stato, ma nel 1995 ha intrapreso un percorso di privatizzazione, coordinato comunque della istituzioni. Attualmente, il 70% di Eni è in mano privato, mentre il 30% è gestito dallo Stato, attraverso Cassa Depositi e Prestiti.

La trasformazione di ENI ha ispirato un maggiore dinamismo, come si evince da alcune sue più o meno recenti acquisizioni. La più importante è avvenuta nel 2006, e ha coinvolto Snamprogetti, acquisita per mezzo della controllata Saipem. Anche in virtù di questa acquisizione, Eni si è confermata come uno dei più grandi player a livello internazionale nel settore petrolifero. Anzi, da questo punto di vista, ENI è considerata in modo unanime l’ottava società più importante al mondo.

ENI è soprattutto una multinazionale solida sul piano economico. Nel 2019 ha registrato un fatturato di 69,9 miliardi di euro e un utile netto di 148 milioni di euro. Nel 2020 non è riuscita a confermare i numeri a causa delle già accennate difficoltà sul fronte petrolifero (e della domanda, ovviamente) Nello specifico, il fatturato è stato di 43,99 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha virato verso il rosso, segnando -8,64 miliardi.

Va detto, comunque, che a partire dal quarto trimestre ENI ha rialzato la china. Infatti, il netto relativo a questo periodo ha registrato un discreto +66 milioni.

Broker per investire in azioni ENI

Prima di continuare con questa guida vi presentiamo le migliori piattaforme per investire in azioni:

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Conviene investire in ENI oggi?

La risposta, come sempre in questi è: “dipende”. Non è possibile decretare, per tutti, la desiderabilità di un titolo azionario. Sono molti i fattori in gioco, e molti dipendono proprio dalle caratteristiche del singolo. E’ una domanda a cui deve rispondere il trader, e nessun altro.

Di certo, possiamo affermare che sì, vale la pena prendere ENI in considerazione. Merita interesse, come minimo. I motivi sono numerosi.

In primis, la solidità di ENI. Nonostante i pessimi risultati del 2020, in linea con quelli di tantissime altre realtà del settore petrolifero, la multinazionale italiana è in grado di esprimere una certa forza, una stabilità frutto di un know-how sconfinato e di una presenza capillare non solo nel nostro paese ma anche all’estero. E’ difficile, alle condizioni attuali, che ENI si possa trovare in grande difficoltà, se non altro dal punto di vista operativo.

Un altro aspetto positivo, e che giustifica l’interesse da parte dei trader, riguarda la questione della leggibilità. E’ risaputo: l’analisi è una componente irrinunciabile per qualsiasi trader, e l’analisi si gioca sulla visibilità. Più la società emittente è esposta, maggiori sono gli elementi che possono essere impiegati nell’attività analitica, più solidi sono gli appigli che l’investitore può utilizzare per giungere a conclusioni realistiche circa il presente e il futuro dell’asset.

ENI è una delle multinazionali petrolifere più importanti del mondo, dunque le informazioni sul suo conto si sprecano, come si sprecano i report e gli outlook promossi da istituzioni private e non. Insomma, il trader ha a disposizione tanto materiale per orientare la sua attività di investimento.

Tale leggibilità si declina anche in un rapporto quanto mai limpido con i market mover. Comprare le azioni Eni, venderle, insomma farci del buon trading finanziario implica la possibilità di fare affidamento su market mover stabili, dall’impatto se non esattamente certo comunque probabile. Una dinamica, questa, che a dire il vero caratterizza molte realtà dell’energetico, ma che in ENI è ancora più evidente.

Sicché le quotazioni di ENI reagiscono abbastanza bene ai movimenti del prezzo del petrolio, reagiscono altrettanto bene alle fluttuazioni della domanda. Reagiscono, ovviamente, anche alle notizie riguardanti i dati economici.

Ovviamente, a incidere sono anche altri fattori. Per esempio, le notizie riguardanti le possibili acquisizione e i cambiamenti, veri o caldeggiati, della struttura societaria. Il consiglio, dunque, è di conferire importanza all’analisi fondamentale, e non solo all’analisi tecnica (che rimane comunque irrinunciabile).

Azioni Eni: dove comprarle

Dove comprare le azioni ENI? Rispondere, almeno in questo caso, è relativamente facile. Infatti, sotto questo profilo ENI non si differenzia da qualsiasi altra società attiva nel mercato azionario. Le modalità di investimento a disposizione dei trader sono sempre le stesse. Nello specifico, possono essere divise in due macro-categorie: trading diretto e trading indiretto.

Il trading diretto è l’acquisto e la vendita di azioni reali. Lo scopo è duplice: da un lato godere dei dividendi che la stessa società concede agli azionisti. Dall’altro lato, ottenere un surplus dalla vendita, il cui prezzo deve essere di molto superiore a quello di acquisto. In ragione di questi due obiettivi, chi pratica il trading diretto, detiene le azioni per un lungo periodo, molto spesso per anni, un modo classico dunque di investire in azioni.

Il trading diretto è la modalità preferita da chi non intende agire necessariamente con fare speculativo, da chi considera l’azionario come uno strumento di guadagno a lungo termine. Molto spesso, il trading diretto è praticato dai risparmiatori, anche perché viene proposto dai consulenti bancari.

Tuttavia, a determinate condizioni, anche il trading diretto si presta alle attività di speculazione. Vi è però il rischio di vedersi erodere i guadagni, dal momento che buona parte degli intermediari – in caso di trading diretto – impone commissioni salate.

Discorso parzialmente diverso per il trading indiretto. Esso consiste nell’investimento non già sulle azioni reali, bensì sui prodotti derivati che utilizzano le azioni come sottostante (o qualsiasi altro asset, ovviamente). In questo caso non è possibile ottenere i dividendi, in quanto non vi è una proprietà reale.

Tuttavia, i prodotti derivati sono di norma meno costosi e più rapidi nelle transazioni. In ogni caso, permettono di guadagnare dalla oscillazioni di prezzo, dunque rappresentano un’alternativa da prendere seriamente in considerazioni.

Sia chiaro, esistono profonde differenza anche tra prodotti derivati. La scelta è in genere tra Future e CFD. I primi possono essere considerati “istituzionali”. I secondi, in quanto Over The Counter, sono emessi direttamente dai broker. Le garanzie di sicurezza sono comunque buone, vista la normativa stringente che regola le attività degli stessi broker.

I CFD sono mediamente meno costosi dei Future, più “abbondanti” (presenti in un numero maggiore). Buona parte dei trader che punta alla modalità di investimento indiretta preferisce i CFD.

Piattaforme migliori per comprare azioni ENI

Di seguito, presentiamo alcune delle migliori piattaforme per comprare azioni ENI, o per meglio dire “investirci su”, sia nella forma diretta che indiretta. Si tratta di grandi nomi del trading, che nel corso degli anni sono stati capaci di organizzare community poderose, in virtù di un livello di qualità elevato e dell’abilità nel venire incontro agli utenti.

eToro

eToro è uno dei grandi nome dell’investimento speculativo. E’ salito alla ribalta grazie all’introduzione di un servizio rivoluzionario, di carattere pionieristico: il Copy Trading.

Grazie a questo servizio, è possibile letteralmente copiare le azioni di un trader a propria scelta. Potenzialmente, è possibile guadagnare senza sforzo. Ovviamente, decidere il trader giusto è tutt’altro che semplice, ma tant’è: è una opportunità molto affascinante.

Al di là del opy Trading, eToro C è un broker solido. Lavora principalmente con i CFD, ma non disdegna il trading diretto. Anzi, proprio per quanto concerne le azioni, mette a disposizione entrambi i metodi. Soprattutto, lo fa azzerando le commissioni. Una scelta coraggiosa, soprattutto in merito all’acquisto di azioni reali, e che viene accolta con estremo favore dai trader. Le commissioni, ovviamente, sono sostituite dagli spread.

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Capital.com

Anche Capital.comè un broker che ha fatto la storia. Si apprezza in particolare la volontà di porsi al fianco del cliente. Nello specifico, lo fa in due modi: predisponendo un’offerta economica estremamente accomodante, proponendo una curva di “apprendimento” molto dolce.

Per quanto concerne il primo aspetto, è impossibile non menzionare il deposito minimo iniziale di Capital.com, che è davvero infimo. Per quanto riguarda il secondo, va citata l’offerta di account, non priva di un elemento di progressività, in grado di adattarsi al variegato bacino dei trader.

Ovviamente, gli account si differenziano per le barriere all’entrata, i costi e le funzionalità aggiuntive (principalmente di tipo analitico).

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Plus500

Plus500 è uno dei broker dalla community più estesa. Anche in questo caso, infatti, parliamo dell’elite del brokeraggio. Di Plus500 si apprezza in primo luogo l’offerta sterminata, benché specializzata nei soli CFD. Gli asset a disposizione sono davvero numerosi. Tutti i trader trovano esattamente ciò che cercano, a prescindere da quanto strane o esotiche siano le loro preferenze.

Plus500 è anche un broker “conveniente”. Il riferimento è alle commissioni azzerate, anche in questo caso sostituite da degli spread, che sono comodi e strutturalmente incapaci di erodere il guadagno. Il deposito minimo iniziale è basso, alla portata di tutti.

Plus500 si regge, poi, su una infrastruttura tecnica all’avanguardia, tale da coniugare efficienza, completezza e accessibilità.

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Grafico azioni ENI in tempo reale

Qui sotto trovato un grafico delle azioni ENI in tempo reale. Come potete notare, le quotazioni hanno reagito sempre abbastanza bene alle sollecitazioni dell’ambiente economico, confermando una condizione di estrema leggibilità.

Non è un caso che il picco sia stato raggiunto all’alba della crisi del 2008, quando ha toccato superato i 28 dollari. Nel 2020 le azioni ENI hanno sofferto, come quasi tutte del resto. E’ comunque riuscita a rialzarsi e a recuperare gran parte del terreno perso durante i mesi più tragici della pandemia.

Attualmente, staziona a qualche dollaro di distanza dal periodo prepandemico.

Dividendi azioni ENI

ENI si difende molto bene in quanto a politica dei dividendi. Tuttavia, prima di fornire cifre e date, è bene ribadire che solo i trader “diretti” possono godere dei dividendi.

Ovvero, solo chi si impegna a comprare azioni ENI e detenerle per il tempo sufficiente. I trader altamente speculativi, i veloci e gli scalper si precludono questa possibilità. Così come se la precludono i trader “indiretti”, che investono su CFD e Future.

Gli ultimi dividendi di ENI sono stati staccati il 24 maggio, e sono stati pari a 24 centesimi. Considerato le difficoltà lato fatturato, si tratta di una cifra tutt’altro che pessima, e non troppo distante da quelle precedenti. In media, quindi in tempi “normali”, ENI ha sempre staccato sui 40 centesimi, con punte 90 centesimi nei periodi migliori.

Dunque, siamo di fronte a una politica di dividendi tutto sommato “accogliente”, che viene incontro alle esigenze degli azionisti.

Comprare azioni ENI: le domande frequenti

Conviene investire sulle azioni ENI?

Si tratta di una delle più grandi azioni del settore energetico. E’ uno dei titoli azionari migliori dell’indice FTSE Mib della Borsa Italiana dunque vale la pena seguirlo.

Dove si possono comprare azioni ENI?

Abbiamo detto come sia possibile fare trading indiretto acquistando le azioni in Banca. Oppure si può sfruttare la potenza dei derivati CFDs per poter negoziare sull’andamento del prezzo e dunque sfruttare le oscillazioni. Ad esempio piattaforme come eToro permettono di copiare dai migliori investitori copiando anche interi insiemi o panieri di azioni.

Dove è quotata Eni?

E’ un titolo azionario quotato al FTSE Mib di Milano ma anche alla borsa di New York.

Comprare azioni ENI

Conclusioni

Insomma, comprare le azioni ENI è un affare? Di nuovo, dipende dalle caratteristiche, dalle ambizioni e dal profilo di rischio del singolo. Come abbiamo visto, sono tanti i motivi per prenderle come minimo in considerazione.

Il consiglio, comunque, è di approfondire ulteriormente e di studiare le dinamiche che hanno inciso e continuano a incidere sulle azioni ENI.

Un altro consiglio riguarda invece la scelta dell’intermediario, I broker che abbiamo presentato sono tutti performanti, ma comunque presentano delle specificità. Alcune di queste sono rilevabili solo a seguito di un periodo di prova.

Dunque, aprite un conto demo presso ciascuno di loro, in modo da decidere con cognizione di causa. Ecco i link per accedere al conto demo dei broker:

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