Broker regolamentati dove puoi acquistare questo ETF. Commissioni e caratteristiche a confronto.
*Il tuo capitale è a rischio. I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente.
Se vuoi puntare tutto sul mercato americano con un unico strumento, CSSPX è probabilmente il punto di partenza più ovvio. L’iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD (Acc) con ISIN IE00B5BMR087, ticker CSSPX su Borsa Italiana, è il più grande ETF che replica l’S&P 500 a livello globale, con oltre 112 miliardi di euro in gestione.
Gestito da BlackRock, domiciliato in Irlanda e conforme alla normativa UCITS, è lo strumento che molti investitori europei scelgono quando vogliono un’esposizione diretta e senza fronzoli all’economia statunitense.
L’indice replicato è l’S&P 500, quello che probabilmente hai già sentito nominare mille volte: le 500 principali società quotate negli Stati Uniti, ponderate per capitalizzazione di mercato. La modalità di replica è fisica totale, il fondo compra letteralmente tutti i titoli dell’indice, nessuno escluso. Non ci sono swap, non c’è campionamento: quello che vedi nell’indice è quello che trovi nel portafoglio.
I costi sono il punto di forza più evidente: il TER è dello 0,07% annuo, tra i più bassi in circolazione per un ETF azionario. In euro, su dieci anni, quella differenza rispetto a un fondo più costoso si sente eccome. Anche qui il meccanismo è ad accumulazione: nessun dividendo distribuito, tutto reinvestito in automatico.
Per i residenti italiani, il vantaggio è concreto: paghi il 26% sul guadagno solo quando vendi, non ogni volta che arriva un dividendo.
Aprire CSSPX e guardare i pesi rivela qualcosa di molto diverso da un ETF globale come VWCE. Qui non c’è diversificazione geografica: è tutto Stati Uniti, punto. E all’interno di quel mercato, le posizioni di testa sono molto pesanti: NVIDIA si aggira intorno al 7,4%, Apple al 7,1%, Microsoft al 6,3%, Amazon quasi al 4%. Le prime dieci posizioni da sole — Alphabet, Meta, Tesla incluse — valgono oltre il 37% del portafoglio.
Il settore tecnologico pesa circa il 34,8%. Questo vuol dire che quando il tech americano vola, CSSPX vola con lui. E quando scende — come nel 2022 o nei primi mesi del 2026 — lo senti subito. Non è un difetto di per sé, ma è qualcosa che devi tenere bene a mente prima di entrare.
I numeri parlano chiari: +17,6% nel 2025, +24,7% nel 2024, +25,9% nel 2023. L’eccezione è il 2022, con un -18,3% che ha messo alla prova anche i più convinti. A cinque anni, il rendimento annualizzato si attesta intorno al 13,9% — un dato che storicamente pochi asset possono vantare.
La volatilità a un anno è intorno al 18% in euro, più alta rispetto a strumenti più diversificati. E il dato al 19 marzo 2026 — -3,3% YTD — riflette la turbolenza di questo periodo: mercati americani sotto pressione, Fed ferma sui tassi, petrolio alle stelle. Niente di strutturalmente rotto, ma un promemoria che anche il mercato più performante del pianeta ha i suoi momenti no.