Fca alla ricerca di un alleato: ecco cosa ha in mente Marchionne

Archiviato – almeno per il momento – il sogno di un’alleanza europea con Peugeot (ne avevamo parlato qualche settimana fa), Fca esce nuovamente allo scoperto in maniera più propositiva, affermando di essere alla ricerca di un partner per il mercato nordamerico, utile per abbattere i costi di produzione di veicoli di media grandezza. Un’intesa commerciale e strategica, anticipata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, che ha poi precisato che già attualmente la società italo-statunitense ha avviato alcune discussioni con altri produttori.

Ad ogni modo, è probabilmente errato attendersi grandi annunci nell’arco del breve termine: il top manager di Fca ha infatti spiegato che al momento non c’è nessuna urgenza, e che se un accordo verrà raggiunto, sarà fatto “nel tempo giusto”. Tra gli altri spunti di maggiore rilevanza, l’intuibile disinteresse a discriminare la provenienza del potenziale partner, che potrebbe pertanto essere americano, asiatico o europeo.

Archiviate le dichiarazioni programmatiche sulla potenziale intesa che coinvolgerà Fca (S&P ne ha alzato il rating da BB a BB- con outlook stabile), gli scorsi giorni sono stati momenti piuttosto intensi anche sul fronte partecipativo. Merito, stavolta, delle affermazioni del presidente di Fca, John Elkann, che in merito al closing dell’acquisizione di PartnerRe (riassicuratore di riferimento internazionale) da parte di Exor, ha spiegato che oramai la discussione è in fase conclusivo, e che a giorni sarà dunque possibile celebrare formalmente l’acquisizione e la nomina del nuovo management (Elkann sarà presidente).

Con l’occasione, Elkann è anche tornato a parlare dell’uscita di Fca dal capitale di Rcs, e il contemporaneo ingresso di Exor nel capitale di L’Espresso (con quota del 5%). A sancire la fuoriuscita dal business editoriale, come avevamo anticipato, la distribuzione delle azioni Rcs in possesso di Fca a partire dall’assemblea di metà aprile (le azioni andranno agli azionisti Fca, tra cui Exor). “Abbiamo comunicato in maniera molto chiara che procederemo a vendere sul mercato, quindi a nessuno in particolare” – ha spiegato Elkann.

Per quanto infine concenre l’operazione L’Espresso, Elkann ha ricordato che si tratta di una transazione molto importante per i giornali italiani. “Mio nonno che, essendo un editore, era interessato al futuro dei giornali, l’avrebbe condivisa perché va in quella direzione. La fusione dell’anno scorso tra i quotidiani La Stampa e Il secolo XIX ha dato grandi risultati economici. Tutti i settori che sono in cambiamento necessitano di fasi di consolidamento e vogliono farlo bene come abbiamo fatto noi” – ha aggiunto Elkann.

Sempre nell’ottica del gruppo del Lingotto, chiudiamo con una notizia che riguarda Ferrari: il Cavallino Rampante avrà un parco tematico in Cina, il maggior mercato auto del mondo, grazie a un’intesa siglata dalla società auto italiana con il gruppo cinese Beijing Automotive Group e con l’immobiliare Baic Eternaland Property.

L’intesa – non vincolante – riguarda una licenza relativa all’ideazione, alla costruzione e alla gestione di un parco tematico Ferrari da situarsi in una tra le principali città della Cina continentale.

Se l’intesa dovesse portare i frutti sperati, Maranello riuscirebbe a incrementare la sua rete di parchi tematici dopo quello già presente ad Abu Dhabi, e il secondo in costruzione in Spagna (aprirà nel 2017 all’interno del parco di divertimenti Port Aventura, a Barcellona). All’interno dei parchi sarà possibile ripercorrere le tappe più importanti della storia del brand, provare simulatori di ultima generazione e scoprire le nuove tecnologie usate da Ferrari.

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