Fed funds, il rialzo di marzo si fa sempre più possibile

La giornata di ieri ha permesso agli investitori valutari di trarre alcune considerazioni di massima su quel che potrebbe avvenire nel mese di marzo in ambito Fed. La prima delle considerazioni emerge infatti dalla lettura del Beige Book che è stato preparato per la riunione del FOMC in corso questo mese, nel quale appare evidente l’espansione positiva in tutti i distretti a ritmi fra modesti e moderati fra la fine del mese di gennaio e la metà del mese febbraio.

In particolar modo, crescono a ritmo modesto i consumi, mentre incrementa a ritmi moderati l’attività nel manifatturiero. Solamente il credito viene limitato a un giudizio di “stabilità”. Ne deriva che dal Beige Book emerge una visione piuttosto ottimista sullo scenario di breve termine, sebbene probabilmente un po’ di meno rispetto a quanto era stato riportato nel mese di gennaio.

Sul fronte dell’occupazione, il mercato del lavoro rimane oramai veicolato all’interno di un percorso piuttosto stretto, con crescenti segnali di difficoltà nel reperire la forza lavoro, con gli occupati aumentati a ritmi modesti in tutte le aree e con aumenti salariali non troppo vivaci. Tornando al fronte dei consumi, i prezzi sono stabili dal lato input, mentre dal lato vendita le imprese riportano aumenti almeno modesti (ma in 4 distretti i prezzi di vendita rimangono stabili).

Complessivamente, dal Beige Book emerge un quadro di crescita diffusa, fra settori e aree, in modo omogeneo, con il mercato del lavoro vicinissimo oramai al pieno impiego tanto desiderato dalla Federal Reserve e senza particolari pressioni sui prezzi. Uno scenario ideale per la rimozione graduale dello stimolo monetario, pur senza particolare urgenza. Ma cosa ne penserà la Fed?

Fed sempre più convinta ad accelerare i tempi del rialzo

In attesa delle dichiarazioni di Yellen, si è fatto avanti in maniera abbastanza esplicita Brainard, i lquale ha dichiarato chiaramente che il proprio istituto monetario è ormai molto vicino agli obiettivi del suo mandato, che la crescita globale sta continuando ad accelerare e che i rischi per lo scenario non sono stati così vicini all’equilibrio da diverso tempo.

Quanto sopra, tradotto in termini concreti, sta a significare che per Brainard presto sarà giunto il momento di rimuovere stimoli addizionali, proseguendo sulla strada del sentiero graduale. Brainard ha altresì aggiunto che l’economia sembra essere in una fase di transizione e che, se il processo continuerà, sarà opportuno non solo normalizzare i tassi, ma anche considerare le modalità e i tempi di una riduzione della dimensione del bilancio della Federal Reserve.

Considerando anche la valenza delle dichiarazioni precedenti di Brainard, tipicamente una colomba, è possibile desumere che presumibilmente all’interno del FOMC si sta generando una posizione ampia (o maggioritaria?) verso l’arrivo di un rialzo a breve termine. Che il “presto” sia traducibile in “marzo” è ancora prematuro affermarlo, indipendentemente dalle dichiarazioni sulla politica fiscale recentemente elaborate da Trump. Occhi aperti dunque sui prossimi discorsi e in particolar modo su quelli di Yellen e di Fischer. Anche da costoro dovrebbero arrivare segnali abbastanza omogenei sul fatto che il rialzo possa arrivare piuttosto presto, senza modificare quindi l’aspettativa di una mossa a marzo, che ora – da stime Bloomberg – è accreditata all’84%.

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