Fed, Yellen conferma aumento graduale dei tassi

Nel suo atteso e discorso la numero 1 della Fed Janet Yellen ha affermato che l’istituto federale vuole incrementare i tassi in maniera “molto graduale”, su un sentiero annunciato con anticipo ai mercati che, dunque, saranno adeguatamente preparati all’evoluzione dello scenario sottostante. Lo stesso – ha aggiunto Yellen – vale per quanto concerne la riduzione del bilancio, che avverrà in modo “graduale e prevedibile”. , senza sorprese di sorta.

Nelle sue dichiarazioni Yellen si è poi soffermata sul problema dell’inflazione bassa, affermando che è importante che non ci sia uno scivolamento verso il basso delle aspettative di inflazione che renderebbero una bassa inflazione “endemica”. Complessivamente, Yellen ha poi sostenuto che i tassi resteranno su livelli storicamente bassi, anche per via della bassa produttività.

Il Comitato non sembra essere così omogeneo

Al di là delle dichiarazioni di Yellen, i membri del Comitato non sembrano assumere posizioni così omogenee riguardo alle decisioni future: se infatti sul fronte della riduzione del bilancio sembra esservi un consenso diffuso (pur non totale), sulla strada che sarà assunta dai tassi di interesse c’è ben più di qualche divergenza, determinata soprattutto dall’interpretazione del trend dell’inflazione.

In particolare, Williams ha dichiarato che la Fed sta gradualmente rimuovendo lo stimolo monetario, con l’economia che ha addirittura superato il pieno impiego e l’inflazione che dovrebbe tornare al 2% più o meno in un anno. Se quanto sopra è in grado di dipingere uno scenario positivo, lo stesso non può certamente dirsi nei confronti dei trend demografici e della bassa crescita della produttività, che – pur comuni a buona parte dei Paesi industrializzati – potrebbero pertanto risultare determinanti per l’evoluzione futura.

Tra gli altri membri, Kashkari (dissenziente all’ultimo meeting FOMC sul rialzo dei tassi), ha spiegato che la propria posizione contraria è determinata dal trend verso il basso dell’inflazione, sottolineando sì l’importanza di avere inflazione bassa, purché stabile. Harker ha infine affermato che l’economia è al pieno impiego e che il trend verso il basso dell’inflazione è dovuto a fattori temporanei: quanto basta – a sua valutazione – per non bloccare la strada per un altro rialzo dei tassi entro il 2017, come previsto dalla Fed.

Riforma sanitaria ancora rinviata

Sempre a proposito di Stati Uniti, negli ultimi giorni il leader repubblicano al Senato, McConnell, ha ritirato il disegno di legge sulla sanità dal calendario delle discussioni in aula di questa settimana e ha detto che il dibattito sulla riforma sanitaria è rinviato a dopo il 10 luglio, dopo l’interruzione dell’attività della settimana del 4 luglio.

Allo statu attuale delle cose, una decina di senatori si sta opponendo all’attuale versione della legge, dopo la pubblicazione delle stime degli effetti della riforma da parte del CBO. Anche per questo motivo il passaggio della riforma al Senato, e la successiva approvazione alla Camera con le nuove modifiche sono tutt’altro che scontati. È comunque possibile che si possa trovare un’intesa entro le prossime settimane, per potersi poi occupare su temi ancora più spinosi, come quelli fiscali, del budget e del limite del debito appena il Congresso riaprirà a inizio settembre.

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