Forex, prende il via il simposio di Jackson Hole

Dopo giornate particolarmente sonnolente sul fronte Forex, qualche novità interessante potrebbe sorgere nelle prossime ore, grazie all’inizio del simposio di Jackson Hole. Guai però ad attendersi svolte imminenti nei mercati valutari, considerato che Yellen parlerà venerdì pomeriggio, e che proprio in quei frangenti usciranno anche i dati macro sugli ordini di beni durevoli. Prima di tale momento, difficile scommettere su cambiamenti di rotta del dollaro, che – intanto – è riuscito a recuperare integralmente il calo subìto in apertura di settimana, favorito anche dalla notizia diffusa dal quotidiano statunitense “Politico” secondo cui la squadra dei consiglieri economici di Trump avrebbe fatto dei passi avanti sulla riforma fiscale, individuando le coperture per tagliare le imposte sia sulle persone fisiche sia sulle imprese.

È molto probabile, comunque, che in un contesto di agosto che risulta essere ancora caratterizzato da volumi sottili, l’effetto di mercato di questa notizia sia stato eccessivamente amplificato: occhi aperti dunque sui reali passi in avanti sul tema della riforma fiscale, poiché dopo tante delusioni dall’amministrazione Trump, una verifica in tal senso potrebbe finalmente contribuire al rafforzamento del dollaro.

Peraltro, sul generalizzato recupero del dollaro, l’euro ha visto erosa quasi completamente la risalita di lunedì. In questo caso, è bene rammentare come la diminuzione di forza della valuta unica europea sia stata supportata altresì dalla flessione più ampia delle attese dello ZEW tedesco, che ha comunque avuto un impatto moderato, lasciando l’euro al di sopra dei minimi del giorno precedente. Indicazioni positive sul fronte PMI hanno poi permesso all’euro di avanzare timidamente, in attesa dell’intervento che Draghi farà al simposio di Jackson Hole venerdì sera.

Inoltre, si noti come anche la sterlina ha corretto sulla diffusa rimonta del dollaro, sebbene il calo sia stato un po’ più ampio di quello dell’euro. Oltre manica l’attenzione di breve termine sembra essere incentrata sulla pubblicazione di alcuni documenti del governo May su come il Regno Unito vedrebbe il nuovo status delle relazioni con l’UE dopo l’uscita: dalla cooperazione in materia di diritto civile al ruolo della Corte di Giustizia Europea, il contenuto è abbastanza ampio e degno di approfondimenti, ma non sembra aver trovato il gradimento da parte dell’Unione Europea, che ritiene che questa scelta sia parte di una strategia mirata a “confondere le acque” con l’obiettivo di forzare i tempi dell’accordo sulle relazioni commerciali (mentre Bruxelles vorrebbe prima definire i termini del “divorzio”, e in particolare l’exit bill). Se il clima dovesse farsi ancora più teso, la sterlina potrebbe subire qualche battuta d’arresto, anche in uno scenario di favorevoli dati macro.

Chiudiamo infine con un breve cenno sullo yen, che sul generalizzato recupero del dollaro e sul contestuale rientro della risk aversion, è sceso rientrando da 108 a 109 USD/JPY. È comunque un movimento moderato all’interno di un range che riguarda da mezzo mese la valuta giapponese, e che non sembra essere in grado di essere rotto, almeno per il momento, tranne in caso di notizie statunitensi univocamente favorevoli sul fronte economico e/o politico.

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