Forex trading, i market mover 11-15 dicembre 2017

Si apre oggi la settimana che condurrà al FOMC statunitense e, con esso, al nuovo rialzo dei tassi fed funds. Ma non è questo l’unico evento di rilievo in ambito Forex: compiamo, come ogni settimana, un piccolo riassunto dei dati e degli eventi che sarebbe opportuno non perdere, partendo direttamente da domani, considerata la sostanziale assenza di validi spunti nella data odierna.

Martedì 12 dicembre 2017

Giornata non particolarmente densa di appuntamenti, quella di martedì. In area euro si attende però la pubblicazione dello ZEW tedesco, che a dicembre potrebbe almeno in parte calare dai 18,7 punti, dopo tre mesi di rialzi consecutivi. L’indice sulle condizioni correnti potrebbe anch’esso calare leggermente a 88,0 punti, contro precedenti 88,8 punti. L’economia rimane ad ogni modo in fase di solida espansione, sebbene in rallentamento alla fine dell’anno.

Negli Stati Uniti è invece in programma per oggi la pubblicazione del PPI di novembre, che si stima in aumento di 0,3% su mese e 2,8% su anno, spinto da un rimbalzo della benzina. Il PPI core dovrebbe essere in rialzo di 0,1% su mese, l’indice al netto di energia, alimentari e commercio dovrebbe crescere di 0,2% su mese.

Mercoledì 13 dicembre 2017

In area euro giornata sicuramente più interessante e ricca di spunti. Cominciamo dalla Germania, dove i prezzi al consumo dovrebbero essere aumentati di 0,3% su mese, con inflazione in accelerazione a 1,8% da 1,6% sull’indice nazionale e da 1,5% della misura armonizzata.

Per quanto attiene i dati aggregati, quelli di produzione industriale dovrebbero manifestare una crescita di 0,3% su mese, con variazione annua a 3,6% da 3,3%. Se confermato, il dato potrebbe permettere alla produzione una crescita di 0,3% su trimestre nell’ultimo quarto. Per quanto concerne il nostro Paese, in Italia la produzione industriale è attesa in recupero, di +0,7% su mese dopo il calo di -1,3% di settembre.

Spostiamoci quindi agli USA, dove verrà pubblicato il dato del CPI di novembre, atteso in aumento di 0,4% su mese, e con il CPI core in crescita di 0,2% su mese e di 1,8% su anno.

Ad ogni modo, come anticipavamo, il focus sarà sicuramente sulla riunione del FOMC, che dovrebbe concludersi – salvo sorprese – con un rialzo dei tassi a 1,25 – 1,5% e una valutazione positiva dello scenario economico, con previsioni di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e graduale risalita dell’inflazione verso il 2%.

Sarà molto interessante cercare di comprendere come la Fed ha in mente di orientarsi per il 2018, con la consapevolezza di avere davanti a se alcuni rischi, pur bilanciati: da un lato il possibile surriscaldamento determinato dalla riforma tributaria ora in discussione in Congresso; dall’altro il proseguimento della debolezza dell’inflazione.

Riteniamo comunque che la comunicazione alla fine della riunione, con l’ultima conferenza stampa di Yellen, dovrebbe segnalare ampio consenso per una ulteriore rimozione graduale dello stimolo monetario. Per il bilancio, il FOMC dovrebbe fornire l’attesa unanimità in favore di una gestione “automatica” per altri due anni, mentre sui tassi il comitato dovrebbe conservare un’ampia dispersione di opinioni.

Rimane inoltre un discreto punto interrogativo la ricostituzione del Board nell’era Powell, che se da una parte vorrà proseguire la policy sulla strada tracciata da Yellen, probabilmente dall’altra parte dovrà guardarsi da un Board più hawkish rispetto a quello del periodo post-crisi.

Giovedì 14 dicembre 2017

Giornata di spicco per il calendario macro in area euro. La riunione BCE dovrebbe infatti permettere al Consiglio di prendere atto dei progressi sul ciclo. Le stime di crescita economica dovrebbero essere riviste al rialzo per il 2018 e 2019, sebbene le stime di inflazione verranno ritoccate per effetto del rialzo del prezzo del greggio. Molto difficile invece che la BCE riveda i parametri di implementazione e, soprattutto, il limite per emittente e/o la regola degli acquisti in base alle quote capitale.

Per quanto concerne i dati macro, in area euro verrà pubblicata la stima flash di dicembre sul PMI composito, probabilmente in correzione a 57,0 punti contro precedenti 57,5 punti, sulla scia di un calo dell’indice manifatturiero e di quello dei servizi. Usciranno anche alcuni dati nazionali sul PMI, che dovrebbero evidenziare lievi flessioni.

Tra gli altri dati macro in uscita in area euro, anche l’inflazione francese, attesa in accelerazione di un decimo all’1,3% dall’1,2% sull’indice armonizzato e all’1,2% dall’1,1% su quello nazionale. In Spagna, il dato sull’inflazione dovrebbe essere stabile all’1,7% sulla misura armonizzata e all’1,6% su quella nazionale, mentre in Italia il ato dovrebbe concretizzarsi in un’inflazione annua in calo di un decimo allo 0,9% sul NIC e stabile all’1,1% sull’IPCA.

Concludiamo infine con gli Stati Uniti, dove verranno pubblicati gli ultimi aggiornamenti sui prezzi all’import di novembre, stimati in rialzo di 0,8% su mese, sulla scia di aumenti del prezzo energetici. Le vendite al dettaglio a novembre sono invece stimate in aumento di 0,3% su mese, frenate dal comparto auto.

Venerdì 15 dicembre 2017

Giungiamo a conclusione con la giornata di venerdì. Qui gli unici spunti arrivano dagli Stati Uniti, con l’indice Empire della NY Fed stimato in crescita a 22 punti a dicembre, da 19,4 punti di novembre. La produzione industriale a novembre dovrebbe infine segnare un incremento di 0,4% su mese, dopo +0,9% su mese a ottobre.

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