Forex trading, i market mover 13-17 marzo 2017

Torna il nostro consueto appuntamento con i principali market mover della settimana. Una settimana che, premettiamo fin da queste poche righe, ci offre tantissimi spunti di rilievo, e che ha il suo perno fondamentale nel nuovo FOMC della Fed, che segue a distanza di pochi giorni il precedente meeting di politica monetaria della BCE. Ma andiamo con maggiore ordine.

Lunedì 13 marzo 2017

Si inizia con una giornata di lunedì non ricchissima di eventi. Uno dei principali ci riguarda però da vicino, visto che nel nostro Paese usciranno i dati di produzione industriale, attesa in calo di -1,0% m/m a gennaio, dopo l’aumento dell’1,4% del mese di dicembre.

Martedì 14 marzo 2017

Sempre in area euro è la volta della Germania, in cui verrà pubblicata la seconda stima dell’inflazione, con stime di aumento a 2,2% a febbraio da un precedente 1,9%, con un livello che è il massimo da agosto 2012. Vengono inoltre pubblicati i dati complessivi per l’area euro della produzione industriale, che è vista in aumento di 0,9% m/m a gennaio dopo il calo di -1,6% m/m a dicembre scorso. Qualora confermati, i dati così previsti lascerebbero la produzione industriale in rotta per un aumento di solo 0,3% t/t a marzo, dopo il +0,8% t/t di fine 2016, a causa della debole uscita dallo scorso anno.

C’è inoltre spazio per qualche aggiornamento made in USA, relativamente a un PPI che a febbraio dovrebbe essere invariato su base mensile, con un rialzo di 0,2% m/m per l’indice core.

Mercoledì 15 marzo 2017

Nella giornata di mercoledì hanno luogo alcune pubblicazioni di dati nazionali per l’area euro. Cominciamo da quelli francesi, con l’inflazione in seconda lettura che dovrebbe confermare il rallentamento di un decimo a 1,2% da 1,3% sull’indice nazionale e di due decimi a 1,4% da 1,6% su quello armonizzato. Stessa stima per l’Italia, i cui dati in uscita dovrebbero confermare l’inflazione ai massimi da quattro anni. A febbraio, i prezzi al consumo dovrebbero segnare un aumento di 0,3% m/m sull’indice nazionale e di 0,3% m/m su quello armonizzato. L’inflazione è salita all’1,5% dall’1,0% sull’indice nazionale e di sei decimi su quello armonizzato all’1,6%.

Negli Stati Uniti, esce invece il dato sul CPI di febbraio, che è previsto stabile su base mensile (0,0% m/m) e in incremento del 2,7% su base annua, dopo +0,6% m/m di gennaio. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m e di 2,2% a/a, dopo + 0,3% m/m di gennaio. Escono anche i dati relativi all’andamento dell’indice Empire della NY Fed a marzo, previsto in modesta correzione a 17, da 18,7 di febbraio, mantenendosi così su livelli massimi da settembre 2014 a questa parte.

Attenzione infine ai dati sulle vendite al dettaglio del mese di febbraio, che sono attese in calo di -0,2% m/m, sulla scia di vendite di auto circa invariate e di una correzione del prezzo della benzina. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero mostrare una variazione meno negativa, di -0,1% m/m.

Come intuibile, quanto sopra è tuttavia solamente un piccolo assaggio di quel che avverrà in serata, quando si chiuderà la seconda riunione del FOMC dell’anno, con un rialzo dei tassi di 25 punti base, ampiamente annunciato dal fiume di discorsi di fine febbraio-inizio marzo. Archiviato prontamente il rialzo previsto per la giornata di mercoledì, l’attenzione sarà spostata immediatamente sulle nuove proiezioni dei tassi e sul tono della conferenza stampa di Yellen. Se non ci saranno novità, è lecito attendersi altri due aumenti da qui a fine anno.

Giovedì 16 marzo 2017

Passiamo dunque alla giornata di giovedì, che trascorrerà le proprie ore digerendo le novità di ieri sul fronte americano. Per quanto concerne l’area euro, ci sarà però lo spazio per dare uno sguardo alla pubblicazione dei dati della seconda stima dell’inflazione, che dovrebbe confermare un dato in aumento al 2% a febbraio per la prima volta dopo quattro anni di permanenza su livelli significativamente inferiori all’obiettivo BCE. L’inflazione core per il momento rimane inchiodata a 0,9%, ma nei prossimi due mesi dovrebbe salire sulla spinta di un effetto statistico favorevole da parte della componente energia.

Si passa poi agli USA, dove usciranno alcuni dati comunque degni di nota, come l’andamento dei nuovi cantieri residenziali, che a febbraio dovrebbero salire a 1.250 mila, dopo la correzione di gennaio a 1.246 mila. Le licenze sono invece attese a 1.260 mila, con una normalizzazione dopo il balzo di gennaio a 1.293 mila. Uscirà anche l’aggiornamento dell’indice della Philadelphia Fed per il mese di marzo, che è atteso in calo a 19, dopo il sorprendente balzo a 43,3 di febbraio, con una normalizzazione sui livelli visti fra fine 2016 e inizio 2017.

Venerdì 17 marzo 2017

Chiudiamo infine con un rapido sguardo a quel che accadrà sul finire della settimana. Non occorre infatti sottovalutare la pubblicazione di alcuni dati macro USA di rilievo, mentre dall’area euro non sembrano esserci particolari novità.

Nel dettaglio, la produzione industriale a febbraio dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, dopo -0,3% m/m, con una normalizzazione della produzione nelle utility, che aveva risentito del clima stagionalmente molto mite, e una moderata espansione nel settore manifatturiero, in linea con le indicazioni positive delle indagini. La fiducia dei consumatori rilevata dall’University of Michigan a marzo, dato preliminare, dovrebbe invece mantenersi su livelli alti, salendo a 96,8 da 96,3 di febbraio.

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