Forex trading, i market mover 2-5 maggio 2017

Settimana piuttosto densa di appuntamenti quella che è iniziata ieri, con un focus che per quanto concerne l’area euro sarà presumibilmente legato alla stima preliminare del Pil Eurozona per il primo trimestre 2017, e che per gli USA sarà legata alla riunione FOMC. Vediamo, giorno per giorno, che cosa è lecito attendersi.

Martedì 2 maggio 2017

Cominciamo con la giornata di oggi, non particolarmente ricca se confrontata con quel che avverrà nei prossimi giorni. In area euro c’è comunque spazio per osservare la seconda lettura, che dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in crescita nel mese di aprile a 56,8 punti da 56,2 punti, supportato dalla stabilità dell’indice tedesco a 58,2 punti contro i precedenti 58,3 punti e dall’avanzamento del dato francese a 55,1 punti da 53,3 punti. Il dato italiano dovrebbe essere in crescita a 56 punti ad aprile dopo i 55,7 punti di marzo.

Tra gli altri dati di oggi ci sono poi gli aggiornamenti sull’andamento della disoccupazione. Il dato aggregato in area euro ci fornirà un indicatore probabilmente stabile al 9,5% dopo il calo di un decimo a febbraio. Se confermato, il dato in media trimestrale, migliorerebbe di due decimi a 9,5%. In Italia il tasso di disoccupazione potrebbe risultare invariato a 11,5% a marzo (in calo rispetto al picco recente di 11,9% toccato a fine 2016). Per la media del 2017 il tasso dovrebbe esser pari a 11,5%.

Mercoledì 3 maggio 2017

Arriviamo dunque alla giornata di mercoledì, il focus della settimana per l’area euro. Qui la stima flash per il primo trimestre dovrebbe mostrare la crescita del PIL in aumento di 0,5% trimestrale su base congiunturale, un decimo meglio della fine del 2017. Su base annua, invece, la crescita del PIL potrebbe frenare marginalmente a 1,6% da 1,7% precedente.

Ancora, in area euro usciranno i dati sulla disoccupazione tedesca, che dovrebbe rimanere stabile a 5,8% dopo essere calata a sorpresa di un ulteriore decimo a marzo. Nel primo trimestre, l’indice era calato a 5,9% da 6,0% di fine 2016, attestandosi ormai sul minimo storico.

Negli USA, in pubblicazione la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati ad aprile, vista in calo a 183 mila unità dopo 263 mila unità di marzo. L’ISM non manifatturiero ad aprile è invece previsto in calo a 54,5 punti da 55,2 punti di marzo. L’indice composito aveva toccato 57,6 punti a febbraio, per il massimo da ottobre 2015.

Il focus sarà comunque rappresentato all’esito della riunione del FOMC che, salvo sorprese, dovrebbe concludersi con l’indicazione di tassi di riferimento fermi e con una valutazione ancora positiva dello scenario economico, nonostante il rallentamento della crescita economica nel corso del primo trimestre e il calo del CPI core a marzo. Lo scenario macroeconomico dovrebbe ancora essere valutato in modo positivo, con rischi “circa bilanciati”, e in linea con un sentiero di graduale rimozione dello stimolo monetario.

È comunque possibile che la riunione del comitato di politica monetaria non sia del tutto interlocutoria, almeno sotto il profilo degli annunci. Ci attendiamo infatti che da una parte si preparerà il mercato per un rialzo dei tassi nel corso della riunione del mese di giugno e, dall’altra parte, si preparerà ulteriormente il mercato attraverso alcune indicazioni sulla politica dei reinvestimenti, valutato che il comunicato potrebbe segnalare l’avvicinarsi di modifiche alla politica del bilancio, mentre i verbali dovrebbero dare maggiori informazioni sulle ipotesi in discussione riguardo al meccanismo di riduzione dei riacquisti e sui tempi di attuazione, oltre che indicazioni sul livello del bilancio desiderato nel medio termine.

Ricordato ciò, meglio comunque non attendersi indicazioni troppo precise, ma solamente l’espressione della volontà di preparare il mercato all’avvicinarsi di un processo di normalizzazione che dovrà essere attuato in anticipo, al fine di evitare indesiderate volatilità.

Giovedì 4 maggio 2017

La giornata di giovedì dovrebbe permetterci di metabolizzare le novità derivanti dalle riunioni dei comitati di politica monetaria. Contemporaneamente, potrebbero essere offerti alcuni utili spunti di valutazione in area euro, dalla seconda lettura del PMI composito di aprile, che dovrebbe chiudere in aumento a 56,7 punti da 56,4 punti precedente, grazie al miglioramento dell’indice manifatturiero e di quello dei servizi di due decimi. L’indice composito è in aumento per il terzo mese consecutivo.

Sempre in area euro sono attesi i dati sulle vendite al dettaglio, che ad aprile dovrebbero essere stabili dopo il buon aumento del mese precedente.

Venerdì 5 maggio 2017

Chiudiamo infine con i dati della giornata di venerdì, che dovrebbero proporci dalla Spagna una produzione industriale a marzo in crescita di 0,3% su base mensile dopo il calo riscontrato nel corso del mese di febbraio. Sul trimestre la produzione dovrebbe invece essere cresciuta di 0,5% su trimestre, replicando in tal modo lo stesso ritmo di fine 2016.

Spostandoci agli USA, importante sarà l’aggiornamento determinato dall’employment report di aprile, che dovrebbe essere positivo, con una moderata riaccelerazione dei nuovi occupati non agricoli a +190 mila unità da 98 mila unità di marzo. Disaggregando per settore, si dovrebbe registrare anche una crescita occupazionale diffusa nel settore manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi privati. Anche il settore pubblico dovrebbe vedere un aumento, alla luce dell’eliminazione del blocco delle assunzioni annunciato da Trump a gennaio, e interrotto il mese scorso.

Tra le altre statistiche sulle quali potrebbe essere opportuno soffermarsi, rileviamo come gli occupati indicati con l’indagine presso le famiglie sono attesi crescere dopo l’ampio calo di marzo, invertendo così la tendenza che è stata maturata nel mese precedente. Il probabile aumento della forza lavoro dovrebbe a sua volta determinare una risalita del tasso di disoccupazione di un decimo a 4,6%. Infine, è prevista una crescita del dato sui salari orari, che dovrebbero crescere di 0,3% su base mensile. Complessivamente, i dati dovrebbero pertanto ribadire l’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, e convalidare le aspettative di un aumento dei tassi della Federal Reserve a giugno.

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