Forex trading, i market mover 29 gennaio – 2 febbraio 2018

Prende il via una nuova settimana piuttosto intensa per i mercati finanziari internazionali, con una lunga serie di dati e di novità che sarebbe opportuno cercare di fissare all’interno del proprio calendario macroeconomico. Come nostra abitudine, cerchiamo di fare un po’ di ordine nella lunga carrellata di aggiornamenti macro, andando a individuare quelli che potrebbero influenzare maggiormente il nostro trading.

Lunedì 29 gennaio 2018

La giornata di lunedì apre con pochi dati di rilievo. In area euro l’unico aggiornamento arriva dal Belgio, con la stima preliminare che dovrebbe indicare che il PIL è cresciuto di 0,4% t/t da 0,3% t/t nell’ultimo quarto del 2017, con crescita annua all’1,8% a/a da 1,7% a/a.

Dagli Stati Uniti arrivano invece gli aggiornamenti sulla spesa personale per il mese di dicembre, che è stimata in aumento di 0,5% m/m. Il reddito personale dovrebbe invece crescere di 0,4% m/m in virtù della buona salita salariale di 0,3% m/m. Il deflatore dei consumi è atteso in rialzo di 0,1% m/m e all’1,7% a/a.

Martedì 30 gennaio 2018

Arriviamo quindi alla giornata di martedì, sicuramente più ricca di spunti. Cominciamo come nostra abitudine con l’area euro, dove verrà pubblicato l’indice di fiducia economica ESI, elaborato dalla Commissione Europea, che dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato a gennaio a quota 116,0 punti. Potrebbe invece lievemente migliorare l’indice della fiducia nei servizi, e stabilizzarsi il dato nell’industria. Negli altri settori la fiducia è vista in lieve flessione. Il morale dei consumatori dovrebbe essere confermato in aumento oltre 1 punto, raddoppiando così il valore precedente di 0,5 punti.

Il dato più atteso del giorno è tuttavia quello della crescita del PIL nel quarto trimestre 2017, che dovrebbe aver rallentato di due decimi di punto a 0,5% t/t. La crescita annua è vista altresì in rallentamento al 2,7% da un precedente 2,8%, per quanto ancora al di sopra del potenziale. Su base territoriale, crescita annua in Germania stimata a 2,2%, mentre in Spagna ci si attende una moderazione della crescita verso 0,7% t/t dopo il forte incremento dei primi nove mesi dell’anno (3,2% a/a). In Francia, il PIL dovrebbe essere avanzato di 0,6% t/t, con lo stesso ritmo dei precedenti tre trimestri (variazione annua di 2,3% a/a).

Tra i dati nazionali, in Germania la stima preliminare sui prezzi al consumo potrebbe indicare un calo a gennaio di circa mezzo punto percentuale, con l’inflazione che è comunque attesa rimanere ferma all’1,7% sul livello di dicembre sull’indice nazionale e salire di un decimo a 1,7%, sull’indice armonizzato. Tra i dati italiani, rileviamo l’aggiornamento sull’andamento della fiducia di imprese e famiglie, che potrebbe migliorare ancora a gennaio: il dato delle aziende dovrebbe altresì crescere lievemente, sopra quota 109 punti, quello delle famiglie sopra 118 punti. Infine, in Francia la spesa per consumi a dicembre potrebbe crescere di 0,5% m/m. Se così fosse, la variazione annua migliorerebbe a 2,0% da 1,2%.

Giornata più scarna di dati dagli Stati Uniti, dove l’unico upgrade di rilievo è quello sulla fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio, stimata in calo a 121 punti da 122 punti di dicembre. Il livello della fiducia dovrebbe mantenersi elevato e coerente con l’espansione sempre sostenuta dei consumi, nonostante la chiusura degli uffici governativi e i conflitti in Congresso.

Mercoledì 31 gennaio 2018

Anche la giornata di mercoledì ci propone una vasta serie di dati tra cui cercare il giusto orientamento.

In area euro, occhi aperti soprattutto sui dati aggregati. Nell’Eurozona la disoccupazione a dicembre potrebbe proseguire il trend in discesa iniziato a settembre, con un calo di un altro decimo a 8,6% da 8,7%: se confermato, in media trimestrale, la disoccupazione nell’Eurozona passerebbe a 8,7% a fine 2017 da 9,0% del terzo trimestre. Altro dato aggregato è quello dell’inflazione, con stima flash di gennaio in rallentamento di tre decimi a 1,1% da 1,4%, in gran parte per effetto del confronto sfavorevole della componente energia. L’inflazione core dovrebbe rimanere invariata a 1,1% sulla misura preferita dalla BCE (al netto di energia e alimentari freschi) e stabile a 0,9% sulla misura al netto di tabacchi.

Per quanto concerne i dati nazionali, in Germania le vendite al dettaglio dovrebbero crescere di 1,0% m/m a dicembre dopo la stabilizzazione del mese precedente. In Italia il tasso di disoccupazione potrebbe calare di un decimo a 10,9% a dicembre.

Passando agli Stati Uniti, qui usciranno i dati relativi alle stime ADP dei nuovi occupati non agricoli privati, stimati dal consenso a +183 mila, dopo +250 mila del mese precedente. L’Employment Cost Index nel 4° trimestre 2017 dovrebbe essere in rialzo di 0,6% t/t, dopo +0,7% t/t vista nel 3° trimestre.

Il focus sarà tuttavia sulla riunione del FOMC di gennaio, che non dovrebbe fornire nuove informazioni per la policy monetaria, mantenendo una valutazione positiva della crescita e una previsione di graduale ripresa dell’inflazione, coerenti con il proseguimento del sentiero di graduali rialzi dei tassi. È possibile che dalle comunicazioni e dai verbali possa scaturire anche qualche preoccupazione sull’incertezza politica ed economica, anche dopo l’entrata in vigore della riforma tributaria. Il cambiamento di leadership alla Federal Reserve e l’arrivo di molti membri nuovi, sia nel Board sia fra i presidenti delle Fed regionali da febbraio in poi, non dovrebbero modificare in modo significativo la gestione della politica monetaria rispetto alla guidance precedente.

Giovedì 1 febbraio 2018

Nella giornata di giovedì in area euro la seconda stima del PMI manifatturiero dell’Eurozona dovrebbe mostrare una correzione a 59,6 da 60,6, con l’indice tedesco a 61,2 da 63,3 e quello francese a 58,1 da 58,8.

Negli Stati Uniti l’indice sulla crescita della produttività nel 4° trimestre è previsto in rallentamento a 1,2% t/t ann., da 3% del 3° trimestre 2017. Nel dettaglio, la spesa in costruzioni a dicembre dovrebbe essere in aumento di 0,3% m/m dopo +0,8% m/m di novembre, mentre l’ISM manifatturiero a gennaio dovrebbe correggere modestamente a 58,5 da 59,7 di dicembre. Infine, le vendite di autoveicoli a dicembre sono previste in modesto calo a 17,5 mln di unità ann., da 17,8 mln di novembre.

Venerdì 2 febbraio 2018

La settimana si chiude con un’altra interessante serie di dati, sebbene meno impattanti rispetto a quelli di martedì, mercoledì e giovedì. In area euro l’unica attenzione sarà per l’Italia, che presenterà l’aggiornamento sull’inflazione, vista stabile allo 0,9% secondo l’indice nazionale e all’1% sulla misura armonizzata.

Chiudiamo infine con un breve cenno sugli ultimi dati americani: l’employment report di gennaio in uscita oggi dovrebbe prevedere aumento di occupati non agricoli di 180 mila unità, dopo 148 mila unità di novembre, con tasso di disoccupazione in calo a 4%, per il livello minimo da dicembre 2000 e salari orari in rialzo di 0,3% m/m per il secondo mese consecutivo. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale) dovrebbe invece confermare i livelli elevati della stima preliminare, con un modesto rialzo a 95 da 94,4.

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