Forex trading, i market mover della settimana 5-9 febbraio 2018

Anche oggi torna il nostro consueto appuntamento con l’analisi di tutti i principali market mover della settimana. Cerchiamo di fare un breve riassunto di tutti gli eventi che sarebbe opportuno segnare nel proprio personale calendario, in una settimana non ricchissima di elementi di rilievo, ma comunque in grado di fornirci dei dati macro piuttosto significativi, nel periodo post-meeting delle principali banche centrali.

Lunedì 5 febbraio 2018

Iniziamo naturalmente con la giornata di oggi, che in area euro vede la pubblicazione dei dati della stima finale del PMI composito dell’eurozona, che nel mese di gennaio dovrebbe confermare un aumento lieve, di mezzo punto, a 58,6 punti contro i 58,1 punti del mese precedente. Tra i contributi principali, segnaliamo il possibile rialzo di un punto dei servizi, a 57,6 punti da 56,6 punti precedente. Per quanto riguarda il dato nazionale italiano, qui gli analisti stimano il PMI servizi in lieve rallentamento a 55 punti contro i 55,4 punti precedenti, in linea con le indicazioni che sono arrivate dall’indagine Istat. Nello stesso mese, di contro, il PMI manifatturiero dovrebbe essere accelerato, segnalando un maggior dinamismo dell’industria rispetto ai servizi a inizio 2018 (a differenza di quanto visto a fine 2017).

Sempre per quanto concerne l’area euro, ma con un minore impatto sui cambi, evidenziamo come le vendite al dettaglio a dicembre siano attese in calo di -1,4% su mese da 1,7% su mese, come conseguenza delle flessioni dei dati che sono state rilevate in Germania e in Francia. La variazione annua scenderebbe così a 1,4% da 2,7%, lasciando i consumi in calo di -0,1% su trimestre nel quarto periodo dell’anno, dopo una crescita di 0,5% su trimestre, nel precedente quarto.

Passando poi agli Stati Uniti, l’indice ISM non manifatturiero per il mese di gennaio è stimato in aumento a 56,6 punti contro i 56 punti di dicembre. Ricordiamo però che a dicembre l’ISM aveva corretto dai livelli molto elevati dei mesi precedenti, che erano stati giudicati come piuttosto volatili anche per via degli effetti degli uragani. I segnali di gennaio dovrebbero essere positivi, spinti da gran parte dei settori.

Martedì 6 febbraio 2018

Passiamo poi alla giornata di martedì, piuttosto scarna di elementi in area euro, dove la principale attenzione sarà sui dati nazionali tedeschi. In Germania è tempo di aggiornamenti per le statistiche relative agli ordini all’industria, che sono attesi in crescita di 1,2% su mese a dicembre dopo il calo di 0,7% su mese del periodo precedente e l’andamento piuttosto debole di ottobre. Le indagini IFO e PMI hanno intanto segnalato come le condizioni della domanda si sono mantenute solide alla fine dello scorso esercizio. Qualora i dati dovessero essere confermati, il dato di dicembre si manterrebbe in rotta per un aumento del 3,0% su trimestre a dicembre, in rallentamento dal 3,7% su trimestre del 3° quarto.

Passando agli USA, qui il dato più importante sarà relativo alla bilancia commerciale, con il deficit che a dicembre dovrebbe essersi allargato a -52,5 miliardi di dollari, contro -50,5 miliardi di dollari di novembre. I dati preliminari relativi alla bilancia dei beni hanno intanto evidenziato un ampliamento del deficit, con import e esport in rialzo. La bilancia di beni e servizi dovrebbe registrare un aumento delle importazioni con una velocità più dinamica di quella delle esportazioni, confermando inoltre il contributo negativo del canale estero alla crescita del PIL del 4° trimestre.

Mercoledì 7 febbraio 2018

Giornata sostanzialmente silente sul fronte macro. L’unico focus sarà sui nuovi dati tedeschi di produzione industriale, che potrebbero aver perso qualche decimo di punto a dicembre dopo il forte incremento (+ 4,3% su mese) di novembre.

Giovedì 8 febbraio 2018

Anche la giornata di giovedì non sembra essere in grado di fornirci ricchi spunti sul fronte macro. I principali sono ascrivibili probabilmente alla produzione industriale spagnola, che dovrebbe correggere, a dicembre, dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti (probabile una flessione intorno al punto percentuale). La produzione chiuderà il trimestre invernale con un incremento di quasi il 2% su trimestre, in accelerazione rispetto ai mesi estivi.

Venerdì 9 febbraio 2018

Chiudiamo infine con la giornata di venerdì, contraddistinta da qualche dato nazionale in più per quanto attiene l’area euro.

In particolare, in Francia il dato di produzione industriale per il mese di dicembre dovrebbe confermare una stabilità intorno a +0,1% su mese dopo il calo di cinque decimi di novembre. Se i presupposti saranno confermati, la variazione annua della produzione industriale dovrebbe migliorare a 3,6% da 2,5%, portando così la variazione trimestrale a +1,9% su trimestre da 0,8% su trimestre, e confermando il forte contributo al PIL del manifatturiero a fine anno.

Tra gli altri dati nazionali di produzione industriale, anche quello italiano, che dovrebbe manifestare un incremento a dicembre dopo la stagnazione del mese precedente. L’output potrebbe far segnare un incremento di 0,3% su mese, con contributo positivo dell’energia. Le indagini rimangono in linea con un ritorno alla crescita nel 1° trimestre 2018

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