Forex trading, tutti i market mover 10-14 aprile 2017

Comincia oggi una settimana probabilmente meno intensa della precedente sul fronte del calendario macroeconomico, ma non per questo meno interessante per quanto concerne gli aggiornamenti statistici. Vediamo dunque che cosa ci attende in area euro e in area dollaro, e quali sono le previsioni dei principali analisti, su cui basare le proprie convinzioni.

Lunedì 10 aprile 2017

La settimana si apre con pochi dati. Quello principale, e probabilmente anche l’unico che meriterebbe di essere seguito, è quello relativo alla produzione industriale italiana, che nell’aggiornamento relativo al mese di febbraio dovrebbe crescere in misura significativa, dopo il vistoso calo del mese precedente (che tuttavia, come abbiamo avuto modo di ricordare a suo tempo, era determinato in gran parte da effetti legati alla distribuzione delle festività). Il recupero dovrebbe essere pressoché totale, con un passo stimato del +2% dopo il -2,3% mensile di gennaio. Su base annua, invece, l’output è atteso rallentare a -0,6% da +5,7% in termini grezzi, ma tornare comunque in positivo a +3,2% da -0,5% precedente su base corretta per gli effetti di calendario.

Martedì 11 aprile 2017

Martedì è atteso in pubblicazione l’aggiornamento del dato sulla produzione industriale dell’area euro di febbraio, che dovrebbe mantenersi stabile a 0,1% mensile. Di fatti, l’incremento di produzione di alcune economie (Germania, Spagna e Italia) non dovrebbe essere stato sufficiente a compensare i cali in altre economie (Francia, Olanda, Portogallo e soprattutto Irlanda). Qualora confermato, la variazione annua salirebbe a 2,1% da 0,6%, supportando la produzione per un rallentamento nel primo trimestre a 0,7%.

Tra i dati nazionali, in Germania sarà pubblicato l’indice ZEW sulle attese, che dovrebbe mantenersi stabile ad aprile a 12,8 punti, e dunque un po’ al di sotto della media di lungo termine.

Mercoledì 12 aprile 2017

Pochi i dati di rilievo nella giornata di mercoledì. In area euro l’unico spunto è quello nazionale che arriva dalla Spagna, in cui la stima finale dovrebbe confermare che a marzo l’inflazione ha rallentato a 2,3% sull’indice nazionale e a 2,1% su quello armonizzato, da 3,0%. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere confermati invariati sulla misura nazionale, ma in aumento dell’1,1% mensile su quella armonizzata.

Negli Stati Uniti, i prezzi all’importazione a marzo sono previsti in calo di –0,3% mensile, dopo + 0,2% mensile. Il significativo calo del prezzo del petrolio nel mese di marzo potrebbe aver contribuito a spingere verso il basso i valori delle importazioni, mentre il dollaro dovrebbe avere un effetto complessivo neutrale.

Giovedì 13 aprile 2017

La giornata di giovedì è sicuramente quella più ricca di spunti e di dati macroeconomici. Cominciamo come nostra abitudine dall’area a noi più vicina: in eurozona usciranno innanzitutto i dati sui prezzi al consumo in Francia,che sono saliti di 0,6% mensile da 0,1% mensile sull’indice nazionale e di 0,7% mensile da 0,2% mensile su quello armonizzato. L’inflazione dovrebbe essere altresì confermata in rallentamento di un decimo a 1,1% da 1,2% sulla misura nazionale e stabile a 1,4% su quella armonizzata.

Dalla Germania arriveranno i dati sull’inflazione, che potrebbe aver rallentato di sei decimi a marzo sull’indice nazionale a 1,6% da 2,2% e di sette decimi sull’armonizzato a 1,5% da 2,2%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere confermati in aumento di 0,2% mensile da 0,6% mensile sull’indice nazionale e di 0,1% mensile da 0,7% mensile su quello armonizzato. In Italia, la seconda stima dell’inflazione a marzo dovrebbe confermare il calo da 1,6% a 1,4% secondo l’indice nazionale e a 1,3% in base all’IAPC

Negli Stati Uniti, invece, il PPI a marzo dovrebbe essere invariato su base mensile, e in aumento di 0,2% mensile sulla misura core. L’energia dovrebbe avere contribuito con un significativo calo, determinato soprattutto dalla correzione dei prezzi della benzina. I prezzi dei servizi core dovrebbero altresì rallentare a 0,2% mensile.

Tra gli altri dati USA, uscirà l’aggiornamento sull’indice della fiducia dei consumatori, come rilevata dall’University of Michigan ad aprile, che è prevista in aumento a 98,5 punti da 96,9 punti di marzo.

Venerdì 14 aprile 2017

Concludiamo infine con i dati statunitensi, dove il CPI a marzo dovrebbe essere invariato su base mensile, con una variazione del prezzo della benzina, dovuto anche alla correzione stagionale. L’indice core è previsto in rialzo di 0,2% mensile, in linea con il trend. L’abitazione dovrebbe proseguire sul trend di variazioni di 0,3% mensile, mentre l’abbigliamento potrebbe correggere dopo due mesi di aumenti solidi. L’inflazione headline dovrebbe mantenersi ampiamente al di sopra del 2%, a 2,6% annuo, mentre per l’indice core l’inflazione dovrebbe mantenersi sul livello medio dei tre mesi precedenti, a 2,3% annuo. L’overshooting dell’inflazione headline al di sopra del 2%, dovuta all’effetto confronto con il 2016, sarà probabilmente transitoria – ricorda un dossier ISP.

Infine, l’ultimo dato macro in calendario per la settimana sarà quello relativo all’andamento delle vendite al dettaglio a marzo sono previste in calo di -0,4% mensile, dopo +0,1% mensile a febbraio. Le vendite di auto a marzo hanno registrato un calo di -5,4% mensile, e hanno toccato un minimo da febbraio 2015: tra le determinanti di questo scenario, non possono che aver influenzato anche un clima avverso e una scelta di rinvio degli investimenti da parte delle imprese (considerato che il trend ha riguardato non solamente le famiglie, quanto anche le aziende).

Ad ogni modo, al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in calo di -0,1% mensile, mentre sterilizzando il dato anche in riferimento alla benzina, le vendite dovrebbero essere stabili, sotto l’influenza negativa del clima, che è stato particolarmente rigido negli stati centrali e nordorientali. I consumi nel primo trimestre, infine, potrebbero rallentare verso un ritmo di crescita vicino all’1 per cento su trimestre annualizzato, dopo +3,5% della fine del 2016.

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