Forex trading, tutti i market mover 27 febbraio – 3 marzo

Settimana piuttosto densa di avvenimenti, quella che inizia oggi. Dall’area euro a quella dollaro, sono decine gli eventi che potrebbero impattare in misura più o meno marginale sul corso valutario. Niente di meglio che approfittare di queste prime ore del lunedì per fare il punto e cercare di capire che cosa avverrà nei prossimi giorni!

Lunedì 27 febbraio

Iniziamo con la giornata di oggi, con alcuni dati di interesse per l‘area euro aggregata. Qui è infatti attesa la pubblicazione dell’indice di fiducia economica elaborato periodicamente dalla Commissione Europea, con gli analisti che si attendono un aumento a 108,2 punti da 107,9 punti: se così fosse, sarebbe il quarto mese consecutivo in miglioramento ed il livello massimo dal 2011 ad oggi, trainato prevalentemente dall’industria, dove è lecito attendersi un miglioramento di morale, che dovrebbe riguardare anche la fiducia. Potrebbe invece esserci un calo – ma leggero – nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio in parte dovuto a fattori climatici.

Sempre in area euro diamo uno sguardo agli aggiornamenti sulla dinamica di M3, che è attesa rallentare a 4,6 per cento a gennaio da 5,0 per cento di dicembre, a causa di un effetto base negativo.

Spostandoci negli Stati Uniti, qui è prevista la pubblicazione degli ultimi dati relativi all’andamento degli ordini di beni durevoli a gennaio, che sono previsti in aumento di 2,1 per cento mese su mese, dopo -0,5 per cento su base mensile di dicembre e -4,7 per cento di novembre.

Martedì 27 febbraio

Passiamo dunque alla giornata di martedì, dove è attesa la pubblicazione della stima preliminare, che dovrebbe mostrare una crescita dei prezzi al consumo di 0,3 per cento a febbraio, in buona parte dovuta al contributo dei prezzi interni. L’inflazione è attesa in aumento di due decimi al 2,0 per cento per la prima volta dal 2013: attenzione però a non illudersi, poichè questa improvvisa fiammata dell’inflazione è dipesa soprattutto dalla componente energia e, dunque, nei prossimi mesi la dinamica potrebbe calare, pur sostenuta da un effetto base favorevole sui prezzi core che verrà meno solo in estate. Per l’intero 2017, è dunque possibile che l’inflazione possa aggirarsi intorno all’1,6-1,7 per cento.

Negli Stati Uniti si attende invece la pubblicazione della seconda stima del PIL del quarto trimestre 2016, che dovrebbe mostrare una modesta revisione verso l’alto a 2 per cento trimestre su trimestre (annualizzato) dall’1,9 per cento della stima advance. La stima dovrebbe incorporare inoltre una modesta revisione verso l’alto dei consumi personali (a 2,6 per cento, ex 2,5 per cento) e anche gli investimenti residenziali e non residenziali e le esportazioni nette dovrebbero registrare marginali revisioni positive.

Negli USA usciranno inoltre i nuovi dati relativi alla stima preliminare della bilancia commerciale dei beni a gennaio, che dovrebbe mostrare un deficit di -67 miliardi di dollari, in aumento da -64,4 miliardi di dollari di dicembre. I dati di gennaio dovrebbero registrare una correzione dell’export, dopo il forte aumento di dicembre.

Infine, nella giornata di oggi usciranno i dati sulla fiducia dei consumatori, rilevata dal Conference Board a febbraio, che è prevista in modesta correzione a 111 punti da 111,8 punti di gennaio.

Mercoledì 1 marzo

Nella prima giornata del nuovo mese, nell’area euro usciranno quasi esclusivamente dati dall’economia tedesca, i cui aggiornamenti statistici dovrebbero manifestare un aumento dei prezzi al consumo di 0,6 per cento mensile sia sulla misura nazionale, che armonizzata. Contrariamente a quanto abbiamo visto in riferimento ai dati dell’area euro, l’inflazione non dovrebbe essere stata determinata in misura così ingente dalla componente energia che, anzi, dovrebbe aver generato un contributo di solo 0,1 per cento. L’inflazione è attesa in aumento di due decimi al 2,1 per cento sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. Usciranno inoltre i dati tedeschi sulla disoccupazione, vista stabile al 5,9 per cento dopo il calo di un decimo del mese precedente.

Passando agli USA, qui l’attenzione sarà sul discorso che il presidente Trump farà dinanzi al Congresso riunito: in questa occasione Trump dovrebbe finalmente fornire qualche linea guida precisa sulle riforme e sui loro tempi di attuazione, dando priorità alla riforma sanitaria (abrogazione e sostituzione di quella Obama) e lavori sulla riforma tributaria con l’obiettivo di avere una proposta entro l’estate.

Sul fronte macro, sono attesi i dati relativi alla spesa personale del mese di gennaio, che è prevista in aumento di 0,3 per cento mensile, dopo +0,4 per cento del mese di dicembre, spinta dall’aumento dei prezzi dell’energia. In termini reali, i consumi dovrebbero essere in calo di -0,1 per cento mese su mese, per via della correzione dei beni durevoli dovuta alle auto. Tra gli altri dati, reddito personale a gennaio dovrebbe aumentare di 0,3 per cento, come a dicembre. Infine, l’ISM manifatturiero a febbraio dovrebbe segnare un nuovo aumento a 57,5 punti da 56 punti di gennaio, mentre la spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe aumentare di +0,4 per cento mensile, dopo il calo di dicembre (-0,2 per cento mensile), che era dovuto a debolezza nel settore pubblico e stabilità del segmento privato non residenziale, a fronte di un aumento solido nel settore dell’edilizia
privata residenziale.

Nella giornata di mercoledì c’è poi spazio per una specifica attenzione nei confronti della Federal Reserve, che oggi pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà marzo. Ci attendiamo che il dossier preparatorio possa dare un quadro positivo dello scenario economico, in linea peraltro con i dati che sono già stati intravisti da inizio anno, e monitorato con particolare attenzione (ne abbiamo parlato più volte anche in queste pagine). In aggiunta alla confermata ripresa diffusa fra settori e aree geografiche, il Beige Book dovrebbe infine fornire informazioni sul trend dei salari e dei prezzi, confermando in entrambi i casi delle considerazioni piuttosto positive.

Giovedì 2 marzo

Dopo l’abbuffata di dati dei primi tre giorni della settimana, giovedì e venerdì sembrano offrire un comodo approccio al weekend. Nella giornata di giovedì l’unico dato di rilievo sembra essere l’aggiornamento del tasso di disoccupazione dell’area euro, visto stabile nel mese di gennaio dopo l’inatteso di due decimi a 9,6 per cento a dicembre. La dinamica occupazionale dovrebbe essere sostenuta dall’accelerazione ciclica nei prossimi mesi stando alle indicazioni che sono emerse dalle precedenti indagini di fiducia. In Italia, il tasso di disoccupazione potrebbe essere rimasto stabile, o in lieve calo all’11,9 per cento rispetto al 12 per cento di dicembre.

Venerdì 3 marzo

L’ultima giornata della settimana per quanto attiene la disponibilità dei market mover vede in area euro la pubblicazione della stima definitiva del PMI composito, che è atteso in aumento a 56 punti da 54,4 punti a febbraio, grazie al miglioramento di clima nei servizi di quasi due punti, a 55,7 punti.

Sempre in area euro è prevista la pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio, attese in recupero a gennaio a 0,4 per cento mese su mese da -0,3 per cento grazie principalmente ai contributi positivi di Germania e Francia.

Negli Stati Uniti tempo di pubblicazione degli ultimi dati relativi all’ISM non manifatturiero, che a febbraio dovrebbe essere in rialzo a 57 punti da 56,5 punti di gennaio.

Si attendono dichiarazioni di Yellen, con il numero 1 della Fed che parlerà dello scenario economico al termine di una settimana molto importante, considerato anche il discorso di Trump in Congresso e un grande numero di interventi di esponenti del FOMC.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here