Forex trading, tutti i market mover 4-8 dicembre 2017

Nuovo appuntamento settimanale con i nostri market mover, alla ricerca dei migliori spunti grazie ai quali poter investire sul Forex. Vediamo dunque, anche questo lunedì, in che modo poter aggiornare il vostro calendario macroeconomico e pianificare in tal modo un trading più consapevole!

Martedì 5 dicembre 2017

Considerato che la giornata di oggi non propone grandi informazioni macro, cominciamo da quel che avverrà domani, dove in area euro usciranno i dati aggregati del PMI composito di novembre (dato finale), in aumento probabile a 57,5 punti da 56,0 con l’indice tedesco a 57,6 punti e quello francese a 60,1 punti. La seconda lettura dell’indice dei servizi Eurozona dovrebbe altresì confermare il miglioramento a 56,2 punti contro precedenti 55,0 punti con il PMI francese a 60,2 punti e quello tedesco a 54,9 punti. La prima stima del PMI servizi italiano potrebbe mostrare invee un rimbalzo a 52,5 punti dopo il calo degli ultimi mesi.

Sempre per quanto concerne i dati aggregati, usciranno in area euro anche quelli relativi alla stima finale del PIL, probabilmente a 0,6% t/t da 0,7% t/t del secondo trimestre e a 2,5% a/a da 2,3% a/a. Usciranno altresì i ddati sulle vendite al dettaglio, attese in correzione a ottobre a -1,4% m/m da +0,7% m/m.

Dagli USA, in uscita i dati sull’ISM non manifatturiero a novembre, stimato in calo a 59 punti da 60,1 punti di ottobre, con la Business Leaders Survey della NY Fed che ha segnato un ampio rialzo a novembre, mentre l’indagine del settore non manifatturiero della Philadelphia Fed ha segnato una correzione. Oggi inoltre il Senato vota la nomina di J. Powell a presidente della Federal Reserve: considerato che la commissione bancaria ha già dato parere favorevole, il voto dovrebbe essere senza conflitti.

Mercoledì 6 dicembre 2017

Passiamo poi alla giornata di mercoledì, dove le uniche informazioni di rilievo arriveranno dagli Stati Uniti, dove verrà pubblicata la stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a novembre, stimata dal consenso a 190 mila unità.

Inoltre, la crescita della produttività nel 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto a 3,2% t/t ann., da 3% della stima preliminare, per la variazione trimestrale più ampia da fine 2013, sulla scia della revisione del PIL.

Giovedì 7 dicembre 2017

Arriviamo dunque alla giornata di giovedì. Per l’area euro, si attendono esclusivamente aggiornamenti di dati nazionali, mentre nessuno spunto significativo arriverà dagli USA.

Pertanto, occhi puntati sulla Germania, dove la produzione industriale a ottobre dovrebbe recuperare parte del calo di settembre, risalendo di 0,7% m/m da -1,5% m/m. Nel mese l’indagine IFO aveva indicato un miglioramento del clima mentre il PMI manifatturiero era rimasto sostanzialmente stabile sul livello di settembre. Qualora il dato dovesse essere confermato, porterebbe la variazione annua a 4,3% da 3,5% impostando la produzione per un rallentamento nel trimestre corrente a 0,5% t/t da 0,9% t/t del precedente.

C’è altresì spazio per l’Italia, dove il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto stabile all’11,2% nel terzo trimestre. Nei mesi estivi, sia le forze di lavoro che l’occupazione dovrebbero essere aumentate di circa tre decimi di punto su base congiunturale, con la nuova occupazione che dovrebbe essere soprattutto di natura temporanea.

Venerdì 8 dicembre 2017

Nella giornata di venerdì pochi spunti dall’area euro, mentre qualche informazione di più arriverà dagli USA. In particolare, nell’eurozona verranno pubblicati gli aggiornamenti francesi sull’andamento della produzione industriale, che dovrebbe aumentare a ottobre di 0,3% m/m dopo 0,6% m/m di settembre. Nel mese le indagini di fiducia avevano indicato un’accelerazione di attività nel settore metallurgico e automobilistico.

Sicuramente più densa di novità la giornata per gli Stati Uniti, a cominciare dall’employment report di novembre, che dovrebbe mostrare un aumento solido di occupati non agricoli (210 mila unità), ancora sulla scia della normalizzazione dopo la stagione degli uragani. Di fatti, i nuovi sussidi di disoccupazione hanno continuato a scendere dopo i picchi di settembre, toccando poi i livelli minimi da novembre 1973 a questa parte. La crescita degli occupati dovrebbe essere diffusa a tutti i settori, con variazioni relativamente forti ancora nel manifatturiero, nelle costruzioni, nei servizi alberghieri.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi a 4,1%, un livello minimo da novembre 2001 ad oggi, con qualche rischio verso il basso. I salari orari dovrebbero invece riaccelerare, con una variazione di 0,3% m/m, dopo la stabilità di ottobre, confermando un trend ancora caratterizzato da aumenti mensili mediamente intorno a 0,2% m/m, e riportando la crescita annua a 2,7% a/a, da 2,4% a/a di ottobre.

Infine, la giornata si chiuderà con l’aggiornamento sul dato della fiducia dei consumatori rilevata dall’Università del Michigan a dicembre, che dovrebbe salire a 100 punti da 98,5 punti di novembre, sostenuta dai miglioramenti del mercato del lavoro, del mercato azionario e dalle aspettative di passaggio della riforma tributaria.

Sul fronte politico americano, rileviamo che oggi scade la legge di spesa (appropriations bill) che autorizza le uscite del Tesoro. Nel caso in cui non vi sarà un’estensione tempestiva, sarà necessario ricorrere a misure di emergenza e alla chiusura degli uffici federali. Non sembrano esservi conseguenze drammatiche di breve termine, ma considerato che i tempi sono molto stretti non è certo escluso qualche “scambio” di misure fiscali per garantire i voti democratici necessari a raggiungere la maggioranza qualificata richiesta di 60 voti.

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