Forex trading, tutti i market mover 6-10 febbraio 2017

Comincia oggi una nuova appassionante settimana per tutti i trader più attenti all’analisi fondamentale. L’elenco degli eventi e degli appuntamenti di calendario macro economico non è straordinariamente ricco, ma contiene comunque alcuni spunti che vi consigliamo di non sottovalutare, sia nell’area euro (con i dati di produzione industriale) sia negli Stati Uniti (con quelli sul deficit della bilancia commerciale a dicembre). Vediamo dunque in maggior dettaglio quali sono gli appuntamenti che vi consigliamo di tenere a mente, e quali sono i risultati che potrebbe essere lecito attendersi.

Lunedì 6 febbraio 2017

Cominciamo con la giornata di oggi, lunedì 6 febbraio 2017. In area euro usciranno i dati tedeschi relativi all’andamento degli ordini all’industria, che gli analisti attendono in incremento di 0,9% su base mensile, dopo il calo di 2,5% su base mensile del mese precedente. In particolare, gli ordini provenienti dall’estero dovrebbero aver contribuito a spingere in rialzo gli ordinativi totali, mentre minore dovrebbe essere il contributo dei dati locali. Nell’ipotesi in cui effettivamente l’elemento dovesse essere confermato, il dato di dicembre lascerebbe gli ordini in aumento del 3,6% nel quarto periodo 2016 dopo il 2,8% dei mesi estivi.

Martedì 7 febbraio 2017

Anche la giornata di martedì vede tiepida protagonista la Germania. Nel secondo giorno feriale della settimana sono attesi infatti i dati della produzione industriale, che è stimata essere in crescita per il terzo mese consecutivo a dicembre di 0,2% su base mensile, dopo il +0,4% su base mensile del mese precedente. Se confermato il dato lascerebbe la produzione in aumento di 0,9 per cento sul trimestre di fine 2016, dal +0,3 per cento del terzo trimestre dell’anno. Qualora i dati dovessero essere così confermati, sarebbero sostanzialmente coerenti con le previsioni di un incremento del Prodotto Interno Lordo di 0,5 per cento su base trimestrale di fine 2016.

La giornata propone inoltre qualche utile spunto dal mercato statunitense, con il deficit della bilancia commerciale, a dicembre, che dovrebbe risultare poco variato a -45 miliardi di dollari da -45,2 miliardi di dollari del precedente mese di novembre. Sulla base dei dati preliminari della bilancia dei beni già pubblicati, le esportazioni di beni sono attese in aumento di 3% su base mensile e le importazioni in rialzo di 1,8% su base mensile, con variazioni spinte dai volumi e prezzi relativamente stabili. Le variazioni di import ed export totali dovrebbero essere positive, anche se più modeste soprattutto dal lato delle esportazioni.

Mercoledì 8 febbraio 2017

Nella giornata di mercoledì ci attendiamo solo qualche novità proveniente dalla Spagna: usciranno infatti i dati relativi alla produzione industriale del Paese iberico, che dovrebbero confermare una crescita di 0,6% mese su mese a dicembre dopo il +1,7% su base mensile del mese precedente. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in aumento di 0,3% su base trimestrale, a fine dicembre, a causa della debole entrata nel trimestre. Il PMI manifatturiero ha segnalato una tenuta del comparto a ridosso del nuovo anno.

Giovedì 9 febbraio 2017

La giornata di giovedì non sembra apportare rilievi macroeconomici degni di nota. Potrebbe pertanto essere una giornata di sostanziale transizione in ottica analitica fondamentale.

Venerdì 10 febbraio 2017

Concludiamo infine con uno sguardo alla giornata di venerdì 10 febbraio, che dovrebbe essere altresì quella più interessante per quanto concerne i nostri lidi. Venerdì usciranno infatti i dati relativi alla produzione industriale italiana, che è attesa in calo di -0,1% su base mensile a dicembre, dopo essere aumentata di +0,7% a novembre. Su base annua la produzione rallenterebbe quindi da 3,2% a 2,7% in termini grezzi e a -0,4% se corretto per gli effetti di calendario. Nel trimestre la produzione dovrebbe essere aumentata di 0,6% su base trimestrale, in rallentamento però da 1,2% precedente ma ancora coerente con un contributo positivo dell’industria al valore aggiunto. Non è inoltre escluso che il calo congiunturale della produzione possa continuare anche nel mese corrente, seguito poi da un rimbalzo a febbraio. In ogni caso, al di là della volatilità su base mensile, le indagini di fiducia nel settore segnalano una prosecuzione della fase di moderata espansione dell’attività.

La giornata di venerdì propone inoltre qualche altro spunto nell’area euro con i dati di produzione industriale della Francia, che a dicembre è vista calare lievemente, probabilmente di 0,1% su base mensile, da +2,2% su base mensile precedente. Dopo il balzo di novembre, la produzione è infatti attesa in lieve flessione, anche se le indagini di fiducia nel manifatturiero rimangano ben impostate in chiusura d’anno. I dati dal comparto energetico non sono ancora disponibili, lasciando quindi incerto il suo contributo, ma potrebbe esserci stato un calo della produzione anche legato a condizioni meteo e controlli sugli impianti nucleari. Sull’anno la variazione passerebbe a 2,0% da 1,8%, portando l’output nell’ultimo trimestre in crescita di 1,2% su base trimestrale da zero precedente.

C’è infine spazio, finalmente, anche per qualche dato di rilievo proveniente dagli Stati Uniti, dove verranno pubblicati i prezzi alle importazioni e i dati sulla fiducia dei consumatori. Per quanto concerne il primo dato, i valori all’import a gennaio sono previsti in aumento di 0,2% su base mensile, dopo +0,4% su base mensile di dicembre. Il prezzo del petrolio a gennaio non dovrebbe avere grande influenza sui dati di gennaio, mentre il trend di apprezzamento del dollaro dovrebbe mantenere sotto controllo la dinamica dei prezzi all’import nei primi trimestri dell’anno.

Per quanto poi riguarda i dati sulla fiducia dei consumatori (nel dossier mensilmente curato dall’University of Michigan), le stime preliminari di febbraio potrebbero mostrare una correzione lieve a 98 punti da 98,5 punti di gennaio. I dati di gennaio hanno registrato un aumento delle aspettative (a 90,3 punti da 89,5 punti di dicembre), a fronte di una modesta correzione delle condizioni correnti a 111,3 punti da 111,9 punti di dicembre. La fiducia rimane su livelli storicamente elevati e coerenti con un’espansione solida dei consumi. Le aspettative di inflazione a breve e a lungo termine dovrebbero stabilizzarsi su livelli in linea con quelli di gennaio, intorno a 2,6%, in aumento da livelli vicini a 2,2% a fine 2016.

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