Forex trading, tutti i market mover della settimana 16-20 ottobre 2017

Settimana abbastanza interessante per l’analisi fondamentale e, conseguentemente, per tutti i nostri lettori trader che desiderano fissare sul proprio calendario degli eventi che potrebbero influenzare le proprie rispettive strategie.

Andiamo pertanto con ordine e vediamo, giorno dopo giorno, che cosa potrebbe essere opportuno attendersi (o meno).

Lunedì 16 ottobre 2017

Cominciamo con la giornata di oggi, dove gli unici dati di rilievo arrivano dagli Stati Uniti, con l’indice Empire della NY Fed per il mese di ottobre che dovrebbe stabilizzarsi a quota 24 punti, e dunque poco al di sotto del livello di settembre (a quota 24,4 punti). L’indagine a settembre era stata piuttosto positiva, mostrando dei segnali espansivi da ordini, ordini inevasi e consegne. È plausibile ritenere che la tendenza già espansiva del settore sarà rinforzata dagli effetti della ricostruzione post-uragani sul resto del trimestre.

Martedì 17 ottobre 2017

Nella giornata di martedì tocchiamo con mano il focus della settimana per l’eurozona: uscirà infatti l’ultimo aggiornamento dell’indice ZEW sulle aspettative degli analisti per i prossimi mesi, che dovrebbe chiudere stabile a ottobre a quota 17 punti dopo l’aumento del mese precedente. L’esito delle elezioni non dovrebbe aver alterato in modo significativo il morale degli analisti. L’indice sulle condizioni correnti potrebbe invece subire un lieve miglioramento nel mese di ottobre a 89 punti contro i precedenti 87,9 punti.

Sul fronte dei dati aggregati, verrà pubblicata la stima definitiva dell’inflazione, probabilmente stabile all’1,5% a settembre su base annua. Su base mensile i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti dello 0,4%. L’inflazione al netto di energia e alimentari freschi dovrebbe essere confermata stabile all’1,3% annuo per il 3° mese consecutivo, ma nei prossimi mesi non è escluso che il dato possa stagionalmente tornare indietro fino all’1,1%, a causa della componente energia. L’inflazione core è vista stabile all’1,3%.

Dagli Stati Uniti arrivano inoltre i dati sui prezzi all’import, che per il mese di settembre sono previsti in rialzo di 0,4% su mese, sulla scia del rialzo del prezzo dei beni energetici. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero aumentare di 0,1% su mese. Ancora, usciranno i dati a stelle e strisce sulla produzione industriale del mese di settembre, che dovrebbe rimbalzare di +0,7% mese su mese dopo il calo di – 0,9% su base mensile di agosto. Secondo la Federal Reserve gli uragani hanno sottratto circa 0,75 punti percentuali alla dinamica della produzione industriale e a quella manifatturiera ad agosto. A settembre, la produzione nel manifatturiero dovrebbe essere in aumento di 0,6% mese su mese dopo -0,3% su base mensile, con il freno esercitato dall’uragano Irma a settembre più contenuto rispetto a quello di Harvey di agosto. Sulla base delle indagini del settore, la tendenza dovrebbe essere marcatamente positiva nel resto del trimestre. Anche l’estrattivo e le utility dovrebbero registrare incrementi a settembre.

Mercoledì 18 ottobre 2017

La giornata vede la pubblicazione dei dati sui nuovi cantieri residenziali statunitensi per il mese di settembre, presumibilmente in aumento a 1195 mila unità, contro 1180 mila unità del mese di agosto, con conseguente recupero di una parte della contrazione legata agli uragani. Le licenze dovrebbero rallentare a quota 1260 mila unità, dopo il rialzo del mese precedente.

L’attenzione sarà principalmente incentrata sul Beige Book preparato per la riunione del FOMC di inizio novembre. Il report dovrebbe essere utile per poter fornire nuove indicazioni sulle conseguenze temporanee degli uragani sull’attività nei diversi settori. Anche al netto dei presumibili impatti, comunque, il quadro dovrebbe rimanere ampiamente positivo e segnalare una prosecuzione della ripresa, con scarse pressioni sui

prezzi. Seguiranno altresì degli aggiornamenti altrettanto utili sul mercato del lavoro, valutato che l’employment report di settembre, che non sembra essere affidabile sul fronte degli occupati e del tasso di disoccupazione, ha mostrato un rialzo della crescita dei salari orari, e revisioni verso l’alto anche per i mesi precedenti gli uragani. Qualora emergessero nuove indicazioni per un aumento delle pressioni salariali collegate all’eccesso di domanda di lavoro, ne deriverebbero nuovi segnali in favore di graduali rialzi dei tassi anche oltre dicembre 2017.

Giovedì 19 ottobre 2017

Gli ultimi due giorni della settimana non ci propongono tantissimi spunti, rappresentando un periodo di sostanziale pausa per l’analisi fondamentale. Gli unici provengono inoltre dagli Stati Uniti, dove l’indice della Philadelphia Fed dovrebbe risultare quasi invariato nel mese di ottobre, a 22 punti dopo 23,8 punti di settembre. L’indagine del mese di settembre era positiva per ordini e consegne, sia sugli indici coincidenti sia su quelli a sei mesi. La tendenza dovrebbe proseguire positivamente fino alla fine del 2017.

Venerdì 20 ottobre 2017

Dagli Stati Uniti arrivano infine gli ultimi aggiornamenti sulle vendite di case esistenti a settembre, il cui volume dovrebbe correggere a 5,34 milioni di unità annualizzate da 5,35 milioni del mese precedente. Come già ricordato nelle nostre precedenti sintesi, ad agosto le vendite di case esistenti erano state frenate dagli effetti dell’uragano Harvey in Texas, e a settembre i dati dovrebbero migliorare. Il trend di medio periodo rimane comunque verso il basso, in larga misura per via della scarsità di offerta e dei prezzi elevati.

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