Forex trading, tutti i market mover della settimana

Contrariamente alla scorsa, quella che si è aperta ieri è una settimana piuttosto intensa sul fronte del calendario macroeconomico. Grazie a una serie di eventi che si concentreranno tra oggi (martedì) e dopodomani (giovedì) e che collimeranno con la prima riunione BCE dell’anno, avremo modo di appassionarci a tutti gli appuntamenti che potrebbero influenzare il vostro Forex trading. Vediamoli con ordine.

Martedì 17 gennaio 2017

Cominciamo con la giornata di oggi, martedì 17 gennaio 2017. In area euro la BCE pubblicherà l’indagine sul credito, che dovrebbe mostrare condizioni pressoché invariate rispetto all’ultimo aggiornamento. L’indagine conterrà informazioni sull’effetto del prolungato regime di tassi negativi sulle condizioni sui prestiti. Sempre nell’eurozona, usciranno inoltre i dati tedeschi dello ZEW (che apriranno le porte alle pubblicazioni degli equivalenti indici degli altri Paesi membri): a gennaio il suo andamento potrebbe segnare una pausa, correggendo a 11,2 punti da 13,8 punti e rimanendo comunque coerente con un generalizzato aumento del morale degli operatori tedeschi. L’indice sulla situazione corrente potrebbe anch’esso correggere a 61,0 punti dopo tre mesi di continui aumenti.

In area USA, prevista la pubblicazione dell’indice Empire della NY Fed, che a gennaio dovrebbe segnare il terzo rialzo consecutivo, salendo a 11 punti da 9 punti di dicembre, e portandosi così sui massimi da fine 2014 ad oggi. L’indagine a dicembre aveva dato indicazioni positive per ordini (in aumento a 11,4 punti da 3,1 punti) e consegne, con segnali molto forti di espansione a 6 mesi (indice generale a 50,2 punti da 29,9 punti). Nonostante l’apprezzamento del cambio, le prospettive solide della domanda domestica e la ripresa dell’attività nell’estrattivo contribuiscono a dare un quadro espansivo per il manifatturiero nel 2017.

Mercoledì 18 gennaio 2017

La giornata di mercoledì si apre con la pubblicazione di nuovi dati di rilievo per l’economia tedesca e, in particolar modo, con il dato sulla stima finale del CPI, che a dicembre dovrebbe confermare che i prezzi al consumo sono aumentati di 0,7 per cento mese su mese da 0,1 per cento su base mensile sull’indice nazionale e di 1,0 per cento mese su mese da zero su quello armonizzato. L’inflazione è attesa essere anch’essa confermata a 1,7 per cento su entrambe le misure da 0,8 per cento dell’indice nazionale e da 0,7 per cento di quello armonizzato. Nel 2016 l’inflazione tedesca si è attestata a 0,4 per cento, ma potrebbe risalire oltre l’1,5 per cento quest’anno grazie a un effetto base favorevole. In area euro, prevista la pubblicazione della stima finale sull’inflazione di dicembre, prevista a 1,1 per cento da 0,6 per cento sulla scia del balzo del prezzo dell’energia. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere cresciuti dello 0,4 per cento contro – 0,4 per cento di novembre. L’indice core dovrebbe infine anch’esso essere confermato in accelerazione di un decimo a 0,9 per cento da 0,8 per cento. In media annua, l’inflazione eurozona sarebbe stata di 0,2 per cento nel 2016, ma è attesa ritornare sopra l’1 per cento in media 2017.

In area USA, il CPI a dicembre è previsto in rialzo di 0,3 per cento su base mensile e del 2,1 per cento su base annua,con un contributo positivo e ampio della benzina. L’indice core è previsto in aumento di 0,2 per cento su base mensile e del 2,1 per cento su base annua. Le previsioni per l’inflazione nel 2017 sono di modesto rialzo: il dollaro forte in parte frenerà le pressioni verso l’alto derivanti dalla chiusura dell’output e dell’employment gap e dal trend verso l’alto del petrolio. Verranno infine pubblicati i dati relativi alla produzione industriale di dicembre, che dovrebbe rimbalzare, con una variazione di +0,5 per cento su base mensile dopo -0,4 per cento mese su mese di novembre. Nel manifatturiero l’output dovrebbe aumentare di 0,3 per cento mese su mese, alla luce delle indicazioni positive delle indagini del settore a dicembre. Anche le utility, che avevano frenato la produzione complessiva a novembre con un calo di -4,4 per cento su base mensile dovrebbero essere in ampio rialzo per via di un’ondata di maltempo nella parte centrale del mese. L’estrattivo dovrebbe proseguire sul trend positivo recente, segnando il terzo aumento consecutivo.

Giovedì 19 gennaio 2017

Concludiamo infine con la giornata di giovedì che, come abbiamo anticipato in apertura, vede la prima riunione BCE dell’anno. Il meeting non dovrebbe comunque vedere novità di rilievo, tanto che il comunicato dovrebbe riaffermare la retorica ampiamente accomodante e ribadire che la riduzione degli acquisti, annunciata a dicembre scorso, è solo un aggiustamento al programma e non l’inizio di una graduale riduzione verso lo zero dei volumi. Non mancheranno domande sulle condizioni necessarie per l’annuncio di un tapering, ma è certo che Draghi non fornirà grandissimi spunti pratici, confermando la consueta retorica comunicativa.

Negli Stati Uniti sarà un’altra giornata di dati macro. In uscita il dato sui nuovi cantieri residenziali a dicembre, che sono attesi in rialzo a 1180 mila unità, dopo il calo di novembre di -18,7 per cento mese su mese, che seguiva a sua volta un aumento di 24,5 per cento su base mensile a ottobre. Nonostante la forte volatilità della serie da agosto in poi, il trend risulta in modesto rialzo, con la media a tre mesi a 1161 mila. Le licenze a novembre hanno subito un calo più contenuto (-4,7 per cento mese su mese) concentrato nel segmento delle unità multifamiliari, mentre per le unità monofamiliari hanno segnato un aumento sostenuto. Gli indicatori del settore sono in miglioramento, dopo la debolezza della parte centrale del 2016: la spesa per costruzioni è stata ampiamente positiva a ottobre e novembre; la fiducia dei costruttori di case a dicembre è salita a 70, sui massimi da luglio 2005. Nell’indagine dell’NAHB di dicembre, i costruttori hanno registrato un miglioramento della valutazione delle vendite correnti di 7 punti, a 76 punti, mentre le aspettative di vendite a 6 mesi sono balzate di 9 punti a 78 punti, con segnalazione anche di un aumento del traffico di potenziali acquirenti sui massimi da ottobre 2005. Nonostante l’aumento dei tassi sui mutui, il settore immobiliare residenziale dovrebbe essere in espansione nel 2017.

Per quanto attiene, in conclusione, all’indice della Philadelphia Fed, il dato di gennaio dovrebbe registrare una correzione fisiologica, dopo l’ampio rialzo di dicembre (+13,9 punti a 21,5 punti, sui massimi da novembre 2014), e scendere a 17 punti, mantenendosi sempre in territorio ampiamente espansivo. L’indagine a dicembre era omogeneamente forte, con dati solidi per ordini, consegne e occupazione e con un ampio rialzo per le condizioni a 6 mesi (da 29,3 punti di novembre a 52,6 punti di dicembre, sui massimi da gennaio 2015). Il trend per il manifatturiero dovrebbe essere di moderata espansione nella prima parte del 2017 spinta dalla ripresa dell’estrattivo, da aspettative di aumento della domanda domestica e internazionale e da previsione di stimolo fiscale, che dovrebbero più che controbilanciare gli effetti restrittivi del rafforzamento del dollaro e del rialzo dei tassi di interesse.

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