Economia Giapponese ancora in Recessione: Biglietto verde risale sullo Yen

Prosegue la fase di compressione della volatilità per la coppia USD-JPY, le cui quotazioni oscillano ormai quasi due settimane in area 105-106.

Le ultime indicazioni macro arrivate dal Giappone testimoniano come l’economia del Paese del Sol Levante stenta ancora a ripartire, con gli indicatori PMI Manifatturiero e Servizi ancora al di sotto della soglia di espansione dei 50 punti.

Il dato finale del Purchasing Managers Index nipponico di Settembre si è infatti assestato a 47,7 punti, ma tuttavia in aumento rispetto ai 47,2punti di Agosto e di 47,3 punti della stima flash.

La lettura finale del PMI relativo al settore Servizi, sempre a Settembre, ha rivelato un risultato pari a 46,9 punti, anche in questo caso in miglioramento rispetto alla stima finale di Agosto, pari a 45 punti.

Che l’economia giapponese sia ancora in affanno lo ha testimoniato anche l’ultima lettura degli indici Tankan relativa al terzo trimestre dell’anno. Il rapporto Tankan viene stilato dalla Banca Centrale del Giappone e consiste in un sondaggio economico che riguarda i settori manifatturiero e non manifatturiero.

L’indicatore Tankan relativo alla grande manifattura, pur mantenendosi in territorio negativo ha evidenziato un miglioramento a -27 punti dai -34 punti del secondo trimestre. Sono state tuttavia deluse le aspettative degli analisti, che invece avevano ipotizzato un valore pari a -24 punti.

L’Outlook sulla grande manifattura è salito a -17 punti dai -27 punti del precedente trimestre, contro i -16 punti attesi del consensus.

L’indice Tankan delle grandi industrie non manifatturiere si è invece assestato a -12 punti, in miglioramento rispetto ai -17 punti della precedente rilevazione, ma al di sotto dei 9 punti pronosticati dagli analisti.

L’indicatore relativo grandi industrie non manifatturiere ha rivelato un valore pari a -11 punti, facendo meglio dei -14 punti del secondo trimestre, ma peggio dei -7 punti delle attese.

Il Tankan, conosciuto anche come indice della fiducia delle imprese giapponesi, si fonda su diverse variabili economiche e trend di mercato in cui le aziende considerate operano. Il risultato che ne deriva getta luce sull’orientamento futuro della spesa in conto capitale e dei prezzi, ed illustra le prospettive delle imprese sull’occupazione e l’economia globale.

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Andamento Cross USD-JPY sul Breve-Medio Periodo

La compressione della volatilità della coppia USD-JPY è ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero in alto, dove si osserva che le quotazioni si trovano compresse tra le medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

Le tre EMA transitano infatti in un risicatissimo trading range compreso tra area 105,45-105,85.

Al momento della scrittura, la coppia guadagna lo 0,40% e scambia a quota 105,75, molto vicino alla principale resistenza di brevissimo, che transita in area 105,85, un ostacolo su cui passa la media mobile a 50 periodi (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico).

L’eventuale break-out di EMA 50, se confermato anche nelle sedute successive, potrebbe proiettare il cross USD-JPY di slancio verso area 107, in prima battuta, e successivamente verso area 108.

La mancata rottura dell’ostacolo indicato in precedenza, invece, potrebbe causare un nuovo ritorno sui recenti minimi in area 104, persi i quali le quotazioni non si escludono ulteriori affondi verso area 102, ovvero sui valori del crollo dello scorso mese di Marzo.

Modello di trading sul cambio Dollaro-Yen – Valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 105,85 in close oraria e fissa i primi due obiettivi in area 106,10 e 106,50; stop loss in caso di ritorno sotto quota 105,45 in chiusura oraria.

Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 106,50 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 106,90 e successivamente a quota 107,17; stop loss in caso di ritorno sotto quota 105,85 in close oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 107,15 per approfittare di possibili allunghi in area 107,55 e 108,30 estesi a quota 108,90; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 106,10 in chiusura oraria.

Consigliata l’apertura di Long sulla debolezza in caso di affondo in area 103,25 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 103,90 e in un secondo momento a quota 104,55 estesi a quota 105,20; stop loss in caso di discesa sotto quota 102,85 in close giornaliera.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 105,45 e prevede i primi due target price in area 105,20 e 104,80; stop loss in caso di close oraria sopra quota 105,85.

Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 104,80 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 104,55 e successivamente a quota 104,15; stop loss in caso di recupero sopra quota 105,45 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 104,15, per cercare di ricoprirsi in area 103,90 e 103,50, estesa a quota 103,25; stop loss in caso di ritorno sopra quota 104,80 in close oraria.

Suggerita l’apertura di Short speculativi in caso di approdo in area 108,90, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 108,30 e successivamente a quota 107,55, estesi a quota 106,90; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 109,55 in chiusura di candela daily.

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