Fed lascia invariati i tassi d’interesse USA: nessun taglio in vista per il 2020

Biglietto verde poco mosso nei confronti della Yen all’indomani della decisione della FED, ampiamente scontata, di lasciare invariati i tassi d’interesse negli USA.

La Federal Open Market Committee ha ritenuto appropriato l’attuale range dei FED FUNDS tra l’1,50% e l’1,75%, grazie ai forti dati arrivati dal mercato del lavoro ed al tasso d’inflazione vicino all’obiettivo del 2%. Per quanto riguarda l’outlook sul 2020, la FED ha ribadito che continuerà a monitorare gli sviluppi globali, pur dicendosi ottimista sui rischi al ribasso, allontanando al momento la possibilità di ulteriori tagli nei prossimi 12 mesi.

Cross USD-JPY che nei giorni precedenti aveva beneficiato dell’aumento oltre le attese fatto registrare dall’indice dei prezzi alla produzione statunitense nel mese di Novembre, in crescita dello 0,3% su base mensile, mentre il consensus si fermava a +0,2%. L’inflazione a stelle e strisce ha comunque evidenziato un rallentamento rispetto al +0,4% di Ottobre. La suddetta lettura, su base annua, ha invece rivelato un aumento del 2,1%, oltre le stime, pari a +2%, ed in miglioramento rispetto al +1,8% della precedente lettura mensile.

L’indice dei prezzi al consumo Core, ovvero al netto delle componenti più volatili, quali energia ed alimentari, sempre ad Ottobre, ha mostrato un incremento dello 0,2% su base mensile ed un aumento del 2,3% su base annua. In entrambi i casi si è trattata di letture in linea con le precedenti rivelazioni mensili e le attese degli analisti.

Lo Yen, dal suo canto, era stato sostenuto dalla lettura finale del PIL giapponese del terzo trimestre 2019, balzato dello 0,4% sul trimestre precedente, assestandosi decisamente oltre il +0,1% della prima comunicazione ed il +0,2% pronosticato dagli analisti. La suddetta stima, annualizzata, è invece volata a +1,8%, nettamente sopra il +0,6% del consensus ed il +0,2% della lettura flash.

La Bank of Japan ha invece rivelato che i prezzi alla produzione (PPI), lo scorso mese, sono aumentati dello 0,2% su base mensile (attese +0,1%), ma in frenata rispetto al +1,1% del mese precedente. La lettura del PPI su base annua ha invece mostrato un aumento dello 0,1%, come da consensus, ma migliorando rispetto al -0,4% di Ottobre.

La Japan Machine Tool Builders’ Association (Jmtba) ha confermato il forte trend in calo degli ordinativi di macchine utensili in Giappone, che a Novembre sono scesi del 37,9% su base annua, dando seguito al crollo del 37,4% registrato dalla precedente stima mensile.

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Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Quadro tecnico di breve-medio periodo confuso sulla coppia Dollaro-Yen, imbrigliata tra le medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni. Come evidente sul grafico giornaliero, in alto, le quotazioni si trovano compresse tra area 108,80-108,77, livello su cui transitano le EMA a 10 e 25 periodi (rispettivamente la linea azzurra e la linea rossa sul grafico), ed area 108,50 , zona su cui passa l’EMA a 50 periodi (la linea verde sul grafico).

Il break-out della parte alta del trading range appena evidenziato potrebbe favorire un primo allungo in area 109,50-110 ed un successivo rialzo vero area 111,50-112; mentre l’eventuale violazione del pavimento corrispondente ad EMA 50 potrebbe causare un primo affondo in area 107 ed un successivo scivolone verso area 106,50-106.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 108,60 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 108,86 e 109,27; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,44 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 109,27 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 109,53 e successivamente a quota 109,95; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,60 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,95 per approfittare di possibili allunghi in area 110,21 e 110,61, estesi a quota 111,30; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 109,27 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 106,20 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 106,85 ed in un secondo momento a quota 107,11, esteso a quota 107,77; stop loss in caso di discesa sotto quota 105,50 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 108,44 e prevede i primi due target price in area 108,18 e 107,77; stop loss in caso di close orario sopra quota 108,60. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 110,77 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 107,51 e successivamente a quota 107,11; stop loss in caso di recupero sopra quota 108,44 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 107,11, per cercare di ricoprirsi in area 106,85 e 106,45, estesa a quota 106,20; stop loss in caso di ritorno sopra quota 110,77 in close orario. Short speculativi in caso di approdo in area 111,30, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 110,62 e successivamente a quota 110,21, estesi a quota 109,53; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 112 in chiusura di candela oraria o daily.

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