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Il dollaro entra distrutto nelle vacanze Natalizie

Domenico Sacchi 26 Dic 2015, 08:58 | 2 min
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Perché distrutto? Beh, perché il dollaro USA ha avuto il più grande movimento ribassista da aprile!

Per capire questa situazione tragica, basta guardare il grafico daily di USD/JPY:

grafico-daily-usd-jpy

Le valute estere e i mercati delle materie prime hanno finito la settimana al rialzo proprio poco prima di andare in vacanza per le festività Natalizie, fattore che contribuirà non poco a mantenere leggere le movimentazioni per quanto concerne i mercati finanziari. La volatilità della price action, è stata abbastanza limitata a causa dei bassi volumi di volatilità, che sono stati causati dalla chiusura per le feste dei mercati. I mercati sono stati ovviamente chiusi anche durante la giornata di venerdì.

Il dollaro statunitense, molto più debole, è stato il catalizzatore dietro la mossa che ha portato il dollaro usa a registrare la più grande perdita da Aprile.

La price action ci suggerisce che gli investitori potrebbero aver sopravvalutato il valore del Dollaro USA e del suo rapporto con l’aumento del tasso d’interesse di 0.25 punti percentuali. Inoltre, gli investitori sono preoccupati per la tempistica dei futuri rialzi dei tassi.

I futures di febbraio dell’oro Comex sono aumentati leggermente durante la giornata di giovedì, dopo una due giorni di battuta d’arresto. Il dollaro è andato al ribasso ma è riuscito a rimbalzare un po’, ma tuttavia il movimento principale del mercato è stata la copertura short prima della pausa di Natale, che ha portato anche ad una ripresa dei prezzi del petrolio, che ha contribuito a sostenere il mercato.

Ecco come si chiude la settimana:

EUR/USD    1.0978    0.0009     0.08%
USD/JPY    120.4300    -0.0900    -0.07%
GBP/USD    1.4911    -0.0076    -0.51%
EUR/GBP    0.7353    -0.0021    -0.29%
EUR/JPY    131.9400    -0.0400    -0.03%
AUD/USD    0.7270    -0.0014    -0.19%

I futures di febbraio del petrolio greggio hanno chiuso la settimana al rialzo del 9%. Le forniture statunitensi risicate, hanno contribuito a sostenere il rally, tuttavia, l’eccesso di offerta globale ha limitato i guadagni. I prezzi degli Stati Uniti sono stati sostenuti da inventari in discesa, una trivellazione petrolifera molto ridotta, e la revoca di un divieto delle esportazioni di greggio nella gran parte degli Stati Uniti.

Appassionato di economia e finanza, porto il mio parere indipendente sui temi economici di maggiore interesse.