Indice Dow Jones 30 continua a premere sull’acceleratore sostenuto dai titoli tecnologici

Apertura di scambi con il turbo per i listini azionari di Wall Street, che dopo aver chiuso la seconda ottava consecutiva con il segno “più“, continuano a pigiare sull’acceleratore. In particolare evidenza il listino dei 30 titoli industriali a maggiore capitalizzazione, il Dow Jones, che al momento della scrittura, nella tarda mattinata statunitense, si distingue con un rialzo dell’1,30%, oltre la soglia dei 25.600 punti.

Il brusco scivolone della prima decade del mese in corso sembra essere ormai un lontano ricordo, anche se sono passati soltanto poco più di 15 giorni dalla seduta del 9 Febbraio, sessione in cui il Dow Jones aveva toccato il punto più basso a 23.360 punti, venendo giù da un nuovo massimo storico a 26.616 punti. Il recupero dal minimo appena segnalato sta per raggiungere il +10%.

In evidenza anche oggi i titoli tecnologici, con Apple, Cisco System ed Intel che guidano i rialzi con performance vicine o poco superiori ai 2 punti percentuali. Fa ancora storia a se, non partecipando al rialzo corale dell’indice Dow Jones, il titolo General Electric, in calo di oltre il 2% sulle voci che l’organo di vigilanza della borsa USA, la SEC, abbia avviato un’indagine sulla contabilizzazione di contratti di servizio a lungo termine.

Equity statunitense sostenuta dal calo dei rendimenti governativi, mentre l’attenzione degli investitori è rivolta all’audizione del neopresidente della Federal Reserve, Jerome Powell, davanti al Congresso USA, che si terrà Martedì 27 Febbraio.

Indice DJ che ha inoltre beneficiato della lettura migliore delle attese dell’indice Manifatturiero del distretto di Dallas, che nel mese in corso è balzato a 37,2 punti, dai 33,4 punti della precedente rilevazione mensile. I pronostici degli analisti, invece, erano per una contrazione a 30 punti. Snobbata, invece, il passo indietro evidenziato dall’indicatore CFNAI del distretto federale di Chicago, che lo scorso mese ha fatto registrare un dato pari a+0,12 punti, in calo dai +0,14 punti di Gennaio, mentre le attese degli analisti erano per una lettura pari a +0,25 punti.

Il Chicago Fed National Activity Index valuta le attività economiche generali e le relative pressioni inflazionistiche, elaborando una media ponderata frutto di un mix di ben 85 indicatori, e consiste in un termometro valido anche in ottica nazionale.

Andamento indice Dow Jones sul breve-medio periodo


Come è ben evidente sul grafico giornaliero, in alto, l’indice Dow Jones stupisce per la facilità di recupero. Il sentiment di breve-medio periodo è ritornato ad essere positivo, con le quotazioni che hanno riconquistato tutte le medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 periodi. La parabola rialzista delle ultime tre sedute, inoltre, risulta essere accompagnata da un forte segnale rialzista, rappresentato dall’incrocio verso l’alto delle tre EMA citate in precedenza.

Ad un primo sguardo i prezzi sembrerebbero diretti verso area 26.000 punti, anche se considerata la velocità del recupero, non si escludono eventuali pull-back. Al ribasso, la prima area di supporto si colloca tra la medie mobili a 10 e 25 gg (rispettivamente la prima linea e la linea mediana su grafico), transitanti tra 25.175 e 25.130 punti, mentre il sostegno principale cade sulla media mobile a 50 gg (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico),che passa in area 25.000 punti.

Pattern di trading sull’indice Dow Jones 30 valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di 25.670 punti e pronostica i primi due target price in area 25.765 e 25.865 punti; stop loss in caso di discesa sotto 25.535 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 25.865 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 25.995 punti e successivamente a 26.095 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 25.640 punti in close orario.

Lecito attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di area 26.095 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 26.195 e 26.355 punti, estesi a 26.455 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 25.865 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 24.625 punti approfittare di eventuali rapidi rimbalzi in primo luogo a 24.995 punti ed in un secondo momento a 25.160 punti, estesi a 25.315 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 24.380 punti in chiusura oraria o giornaliera.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 25.535 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 25.415 e 25.315 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 25.670 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 25.315 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 25.160 punti ed in un secondo momento a 25.085 punti; stop loss in caso di recupero oltre 25.535 punti in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite si spinga sotto 25.085 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 24.995 e 24.835 punti, estesa a 24.625 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 6.918 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 26.455 punti, per sfruttare possibili correzioni prima a 26.355 punti e successivamente a 26.195 punti, estesa a 25.995 punti; stop loss con close daily oltre 26.625 punti.

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