Indice Dow Jones in calo alla vigilia del meeting della Federal Reserve

A metà mattinata negli Stati Uniti, vira decisamente verso il basso l’indice Dow Jones, che al momento della scrittura cede poco più di 1 punto percentuale, scambiando in area 23.900 punti. Terza seduta consecutiva in calo, quindi, per il listino dei 30 titoli a maggiore capitalizzazione di Wall Street, che paga dazio dopo essere stato respinto con decisione dalla resistenza di breve-medio periodo, identificata in 24.500-24.800 punti.

Perde forza anche l’effetto M&A che nei giorni scorsi aveva contribuito ad alimentare gli acquisti. Il fermento scaturito da operazioni di acquisizioni ed aggregazioni aveva principalmente interessato il settore petrolifero e quello telefonico. La società attiva nel campo della raffinazione Marathon Petroleum (MPC.N) acquisirà la rivale Andeavor (ANDV.N) pagandola 23 miliardi di dollari; mentre il colosso della telefonia mobile T-Mobile, controllato da Deutsche Telecom, si fonderà con il gruppo telefonico Sprint, a sua volta controllato da SoftBank. Quest’ultima operazione, dai cui dettagli è emerso che verrà regolata, su carta, ovvero attraverso lo scambio di azioni, varrà 146 miliardi di dollari.

Si affievolisce anche il sentiment positivo arrivato sulla borsa Newyorkese con la pubblicazione delle ottime trimestrali dei principali gruppi quotati, ultima quella rilasciata soltanto ieri dal gigante internazionale del food, McDonald’s (MCD.N).

Orfano delle principali piazze finanziarie europee, chiuse, ad eccezione di Londra, per la festività dell’1 Maggio, le vendite stanno avendo, quindi, il sopravvento sul Dow Jones. Sotto l’aspetto macro l’attenzione degli investitori è tutta rivolta al meeting della Federal Reserve del 2 Maggio, in cui non è previsto un ulteriore aggiustamento al rialzo sui tassi d’interesse, ma sono attese delle possibili indicazioni sulle future manovre di allentamento e sull’inflazione.

Indice dei prezzi al consumo che sicuramente beneficerà della buona lettura relativa alle spese personali, che nel mese di Marzo sono scresciute dello 0,4% su base mensile (consensus +0,2%), facendo meglio dei redditi, aumentati dello 0,3%, come da attese.

Andamento indice Dow Jones sul breve-medio periodo

L’ondata di vendite innescata dalla mancata rottura della resistenza in area 24.500-24.800 punti ha centrato il primo obiettivo ribassista individuato a quota 24.000 punti, contribuendo a deteriorare sensibilmente il quadro grafico di breve-medio periodo.

Sentiment di brevissimo che si è girato in negativo, dopo l’incrocio ribassista tra la media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) e la media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico).

In caso di mancato recupero oltre le due EMA appena citate, che da ex supporti si sono trasformate in resistenze, con molte probabilità le quotazioni potrebbero subire ulteriori affondi in area 23.600-23.500 punti, estesi in area 23.350 punti, sui minimi toccati la prima settimana dello scorso mese di Aprile. Il break-out di area 24.220-24.330 punti (EMA 10-25 periodi), invece, potrebbe dar luogo ad ulteriori allunghi con obiettivo primario verso quota 24.475-24500 punti, zona su cui si colloca la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico).

Pattern di trading indice Dow Jones valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende quota nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 23.925 punti e pronostica i primi due target price in area 24.016 e 24.075 punti; stop loss in caso di discesa sotto 23.830 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di allungo oltre 24.075 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 24.166 punti e successivamente a 24.260 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 23.925 punti in chiusura di oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 24.260 punti, per cercare di prendere profitto in area 24.380 e 24.472 punti, estesa a 24.635 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 24.016 punti in chiusura di candela oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 23.118 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a 23.262 punti ed in seconda battuta a 23.407 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto la soglia dei 22.887 punti in chiusura daily.

Il pattern di trading ribassista, invece, si concretizza in caso di flessione sotto 23.830 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 23.773 e 23.683 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 23.925 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 23.683 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 23.592 punti ed in un secondo momento a 23.497 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di quota 23.830 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 23.497 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 23.407 e 23.262 punti, estesi a 23.118 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 23.730 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 24.635 punti, in ottica di veloci pull-back di prezzo prima a 24.472 punti e successivamente a 24.260 punti; stop loss in caso di allungo oltre 24.800 punti in chiusura di giornata.

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