Investimenti: cosa comprare e vendere questa settimana!

La settimana post-elezioni statunitensi si è conclusa con qualche interessante spunto valutativo. Ma che cosa accadrà nella prossima serie di sessioni? Cerchiamo di cogliere qualche utile base di interpretazione, orientando i nostri prossimi trading sui principali asset di riferimento.

Materie prime

Cominciamo dalle materie prime. Le quotazioni petrolifere continuano a godere di una buona spinta al rialzo: merito del supporto dato dalla prospettiva di un taglio della produzione da parte dell’OPEC. Il meeting informale di Doha dello scorso venerdì è terminato senza alcun accordo stringente, ma l’obiettivo dell’incontro ufficiale di Vienna è comunque quello già diramato: quello di contrarre la produzione OPEC a 32,5 milioni di barili al giorno. È molto? È poco? Difficile dirlo in questo momento, anche se è piuttosto scontato come occorrerà coinvolgere anche altre aree extra OPEC, come la Russia.

L’altro punto di principale incertezza sul fronte del trading sul petrolio, è legato alla possibilità di poter convincere o meno tutti gli appartenenti del cartello. A Doha si è infatti di nuovo discusso sul fatto che Iran, Libia e Nigeria possano godere di condizioni speciali: a diverso titolo, infatti, i tre Paesi si sono dichiarati scarsamente soddisfatti dalla volontà di ridurre o bloccare le proprie quote (l’Iran, per esempio, perchè è da poco tornata sul mercato internazionale dopo la sospensione degli imbarchi). L’Iraq, inoltre, continua a sperare di essere esentato dal taglio della produzione. A proposito di tagli produttivi, come abbiamo già accennato, la Russia ha ribadito di essere pronta ad un taglio dei suoi livelli, ma che prima di muoversi in tal senso desidera attendere le decisioni in seno all’OPEC. Insomma, il 30 è molto vicino e, se non dovessero sorgere delle voci contrastanti, è possibile che il petrolio possa entrare in fibrillazione, godendo di positive pressioni al rialzo.

Per quanto concerne sempre le materie prime, i metalli industriali continuano a vivere una condizione di positiva tonicità: l’idea che l’Amministrazione Trump possa varare un piano di spesa fiscale in opere pubbliche spinge infatti la domanda per i metalli, già sotto pressione per la richiesta cinese.

Forex

La vittoria di Trump alle recenti elezioni statunitensi, unitamente all’attesa sul rialzo dei tassi della Federal Reserve di dicembre, consente di tratteggiare un quadro di forza relativa per il dollaro. Di contro, la cruciale riunione BCE dell’8 dicembre potrebbe registrare un’estensione del programma quantitative easing oltre il mese di marzo 2017, con un impatto svalutativo per l’euro. Il mix sopra riportato dovrebbe determinare un deprezzamento del cambio tra euro e dollaro, anche se i margini di deprezzamento sono abbastanza contenuti, visto e considerato che i mercati finanziari hanno in buona parte già inglobato tali prospettive.

In aggiunta, ricordiamo che la BoE che tornerà a riunirsi il 15 dicembre si tiene “le mani libere” per agire. In questa fase in cui la BoE fronteggia gli effetti della Brexit, l’unico asset a rimanerne penalizzato nel breve-medio termine rischia di essere la sterlina. Su area Giappone, permane lo scenario di generale scetticismo sull’efficacia delle misure varate dalla BoJ, con un sfiducia che si somma al clima di tensione dopo la vittoria di Trump. Lo yen si deprezza solo grazie alla forza del dollaro e attende il meeting BoJ del 20 dicembre.

Titoli di Stato

La settimana conclusasi venerdì scorso è stata caratterizzata da aumenti dei tassi di mercato, soprattutto sul segmento extralungo, accompagnati da un incremento dell’avversione al rischio che ha penalizzato i periferici. Sul finire dell’ottava a contenere le vendite sono arrivate le parole di Draghi. Il Presidente della BCE ha affermato che la Banca centrale sarà impegnata a mantenere un grado consistente di stimolo monetario necessario per assicurare una convergenza sostenuta dell’inflazione verso un livello inferiore ma vicino al 2% nel medio termine. Queste dichiarazioni sono state interpretate dal mercato come la volontà ad estendere il programma di acquisto titoli oltre marzo 2017 (attuale scadenza prevista) e, almeno per il momento, senza una riduzione graduale degli acquisti mensili, che ora ammontano a titoli per un controvalore di 80 miliardi di euro.

Tale convinzione è poi stata rafforzata dalla più recente dichiarazione di Draghi al Parlamento Europeo: in estrema sintesi, il presidente della BCE ha confermato in termini molto chiari che la Banca è pronta con una politica ultra accomodante. La dialettica su questo tema tra i diversi esponenti del Consiglio Direttivo della BCE si sta accendendo e i prossimi interventi condizioneranno probabilmente gli scambi nelle sedute da oggi all’8 dicembre, giorno della riunione BCE. Sembra però oramai certo che si stia per raggiungere un consenso quasi unanime nei confronti del prolungamento del QE, ampliando le divergenze con la politica monetaria della Fed.

Obbligazionario corporate

Nel corso degli ultimi mesi i credit default swap degli emittenti finanziari americani ed europei si sono mossi in direzioni opposte. A pesare sulle banche europee permangono alcune note criticità, legate, tra l’altro, alla dinamica dei tassi e del ciclo nonché all’evoluzione della normativa e, soprattutto in alcuni paesi (tra cui l’Italia), alla gestione dei crediti deteriorati.

Per le banche USA la discesa dei CDS e il rialzo delle quotazioni azionarie (oltre l’11% dall’esito delle presidenziali), già in atto da metà anno, si sono accentuati dopo la vittoria di Trump: la promessa politica fiscale espansiva dovrebbe supportare la domanda di credito e determinare, in parallelo, una politica monetaria più aggressiva. Un ruolo importante giocano anche le attese che la nuova amministrazione possa allargare le maglie regolamentari del settore finanziario. Occorrerà però verificare l’effettivo grado di implementazione delle misure prospettate in campagna elettorale.

Fin qui, alcuni spunti di trading per commodity, Forex, obbligazionario governativo e corporate. Domani cercheremo di analizzare come orientare i propri trade sull’azionario europeo e statunitense. Continuate a seguirci!

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