Investimenti sui prodotti agricoli, quanto è forte il rischio di surplus?

La partenza d’anno è stata sicuramente positiva per le quotazioni dei prodotti agricoli, sostenute da un generale ottimismo sul comparto delle materie prime. D’altronde, è vero che il settore è particolarmente sostenuto da una buona serie di elementi favorevoli. Ma quanto durerà questa buona spinta? È lecito attendersi una stabilizzazione o un’inversione di tendenza?

L’eccesso di offerta aleggia sul settore

A nostro giudizio, il rischio di un’eccesso di offerta è sempre presente: alla fine del 2016 condizioni sicuramente benefiche per i raccolti hanno infatti spinto al rialzo la crescita delle scorte mondiali di cereali, e anche nel 2017 lo stesso scenario si è venuto facilmente a ricreare. Complessivamente, pertanto, l’offerta mondiale di cereali rimane estremamente abbondante e anche il segnale che è stato fornito dal rapporto tra scorte e consumo sulle principali granaglie sta indicando una sovrabbondanza di offerta, che potrebbe essere tale da soddisfare la richiesta globale.

A proposito di richiesta, anche se i consumi nel corso del 2016 sono effettivamente aumentati, è anche vero che l’incremento della domanda è stato comunque inferiore rispetto alla crescita della produzione generale, spinta al rialzo anche nelle prime settimane dell’anno grazie alle già ricordate condizioni favorevoli.

Stando a quanto sopra, è molto difficile che il comparto dei prodotti agricoli possa crescere ulteriormente di rilievo nel corso delle prossime settimane. Molto dipenderà comunque, oltre che dall’impatto delle condizioni metereologiche sull’offerta mondiale, anche dalle posizioni speculative che verranno assunte sui principali derivati finanziari delle granaglie.

Prezzi alimentari, indice in forte crescita

Per quanto concerne l’indice FAO dei prezzi alimentari, l’indicatore sale a gennaio del 16,4% su base annua, con una media di 173,8 punti, per un valore massimo da quasi due anni a questa parte, e con un valore in aumento del 2,1% rispetto a dicembre.

Tra gli alimentari con i prezzi in maggiore crescita, rileviamo anzitutto come l’indice del prezzo dello zucchero abbia subito un forte impulso, pari a + 9,9% nel mese di gennaio, spinto dalla previsione di una protratta scarsità dell’offerta in Brasile, in India e in THailandia. Sale anche l’indice dei prezzi dei cereali, + 3,4% al mese, per il livello più elevato degli ultimi sei mesi (grano, mais e riso sono in complessivo aumento).

Passando al già ribadito eccesso di offerta, ricolleghiamo a tale spunto l’evidenza – formulata dalla FAO – secondo cui la situazione delle scorte mondiali di cereali rischia di raggiungere nel 2017, alla fine delle stagioni produttive, un livello massimo storico: già gli ultimi dati hanno indicato come le scorte di cereali globali sono state pari a 681 milioni di tonnellate, in aumento dell’1,5% rispetto al livello previsto a dicembre e del 3% rispetto alla stagione precedente. Le scorte di grano dovrebbero crescere a quota record di 245 milioni di tonnellate, con un aumento dell’8,3% su base annua.

Nonostante tutto, previsioni ancora positive

Nonostante l’offerta mondiale di cereali sia molto abbondante – e ciò sta evidentemente facilitando un consolidamento dei prezzi dei prodotti agricoli – non è escluso che nel corso del 2017 il rapporto fra le scorte e i consumi possa gradualmente modificarsi, a patto che la domanda mondiale sia in grado di mantenersi forte. Se dovesse verificarsi tale eventualità, il rialzo delle quotazioni dei principali cereali potrebbe essere cosa certa, e potrebbe essere ulteriormente ampliato dal ritorno dei flussi finanziari sui prodotti agricoli, di cui abbiamo fatto breve cenno.

In aggiunta a ciò, è anche possibile che il quadro di maggiore forza sul comparto petrolifero possa spingere la domanda di granaglie per biocombustibili. Il contesto rimane dunque tendenzialmente positivo.

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