La crisi dell’equity in Europa contagia anche Wall Street: giù il Dow Jones

Il sentiment negativo sui principali listini azionari del Vecchio Continente ha contagiato anche Wall Street, dove l’indice Dow Jones, alla riapertura degli scambi, dopo la festività del Memorial Day di Lunedì, ha lasciato sul terreno l’1,58% a 24.361 punti. Investitori e trader hanno preferito rivolgere i propri acquisti verso il comparto obbligazionario a stelle e strisce, preferendo i Treasuries, il cui rendimento è sceso al 2,9%, all’equity.

Sul fronte interno agli USA tiene ancora banco la possibilità che l’Amministrazione Trump ripristini l’incontro tra il capo della Casa Bianca ed il leader nordcoreano Kim Jong, in calendario per il 12 Giugno a Singapore. Trump a metà della scorsa ottava aveva cancellato dalla propria agenda il summit USA-Corea del Nord a causa “di forti ostilità“ del regime di Pyongyang contro l’amministrazione statunitense.

A livello settoriale, i maggiori cali tra le azioni che compongono il paniere dei 30 titoli del Dow Jones hanno colpito i titoli bancari, tra cui sono spiccate le performance negative delle banche d’affari JPMORGAN CHASE (JPM.N), in calo del 4,27% e di GOLDMAN SACHS GR (GS.N), in flessione del 3,40%. Tra i titoli del comparto bancario spicca l’ennesimo tonfo di GENERAL ELECTRIC (GE.N) che ha perso il 3,08%, in scia alla notizia del possibile mancato pagamento del prossimo dividendo, iniziata a circolare la scorsa settimana.

Deboli anche i titoli dei due big del settore Oil, EXXON MOBIL ( XOM.N ) e CHEVRON ( CVX.N ), sul cui andamento ha continuato a pesare il calo del prezzo del petrolio, che nella versione WTI trattata al NYMEX di New York, in poco più di una settimana, ha sfiorato il -10%, dai massimi dal 2014 a ridosso dei 73 dollari al barile, ai minimi quota 65,80 dollari. Le quotazioni dell’oro nero a loro volta sino sono sgonfiate, dopo l’euforia degli ultimi due mesi, sulla possibilità che nel secondo semestre dell’anno i paesi Opec e non Opec promotori dei tagli alla produzione possano aumentare l’output, per far fonte al rallentamento della produzione iraniana su cui incombono possibili sanzioni da parte degli USA ed al crollo della produzione Venezuelana dopo la dura crisi finanziaria che sta colpendo il paese latinoamericano.

Andamento quotazioni Dow Jones sul breve-medio periodo


La tenuta dell’indice Dow Jones sul breve-medio periodo sta per essere nuovamente messa a dura prova. Le quotazioni si sono infatti riportate sotto il livello di guardia, venendo meno i supporti di riferimento rappresentati dalle medie mobili a 10-25 e 50 periodi. Il mancato recupero oltre i livelli appena indicati, con molte probabilità potrebbe innescare ulteriori discese con target in area 24.000-23.800 punti.

Lo scenario ribassista appena indicato potrebbe essere scongiurato in caso di recupero oltre la soglia su cui transitano le medie mobili a 50 e 25 giorni (rispettivamente la prima linea dal basso verso l’alto e la linea mediana sul grafico), individuata tra 23.560 e 23.600 punti. Quadro tecnico che potrebbe invertire in positivo soltanto in seguito ad un ritorno oltre la media mobile a 10 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico) che passa in area 24.700 punti.

Pattern di trading indice Dow Jones valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di recupero oltre quota 24.377 punti in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 24.472 e 24.528 punti; stop loss in caso di discesa sotto 24.225 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 24.528 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 24.625 punti e successivamente a 24.680 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 24.360 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 24.680 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 24.774 e 24.868 punti, estesi a 24.931 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 24.433 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 23.386 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 23.531 punti ed in un secondo momento a 23.622 punti, estesi a 23.768 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 23.240 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 24.225 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 24.100 e 23.945 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 24.377 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 23.945 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 23.853 e punti e successivamente a 23.768 punti; stop loss in caso di recupero oltre 24.185 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 23.768 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 23.622 e 23.531 punti, estesa a 23.386 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 24.005 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 24.931 punti, per sfruttare possibili correzioni in primo luogo a 24.868 punti ed in un secondo momento a 24.744 punti, estesi a 24.527 punti; stop loss con close daily oltre i 25.085 punti.

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