La talpa di Deutsche Bank non vuole l’assegno di ricompensa

Una talpa, o in gergo un ‘whistleblower’ ha aiutato i controllori del mercato statunitense ad incastrare Deutsche Bank e a svelare al mondo intero le pratiche contabili irregolari che sono state perpetuate in materia di portafogli derivati. La soffiata è arrivata da ‘dentro’ e ha permesso alla Sec, l’equivalente della Consob americana, di multare nel maggio del 2015 la banca tedesca per l’importo considerevole di 55 milioni di dollari.

La talpa potrebbe ricevere in cambio del suo ‘lavoro’ un assegno alquanto cospicuo, 8 milioni di dollari per le informazioni che si è impegnato a sdoganare, ma lo stesso protagonista della vicenda ha dichiarato di rifiutarlo, in segno di protesta con la Sec, che ha certamente multato in modo deciso il colosso bancario, ma non è stata in grado di far arrestare i protagonisti della maxi truffa ai danni dei consumatori.

Il whistleblower si chiama Eric Ben-Artzi e la sua storia è stata raccontata con dovizia di particolari nelle pagine del Financial Times. L’uomo ha spiegato che non desidera unirsi al ‘saccheggio’ delle persone che era stato chiamato a proteggere quando era stato assunto e quindi non desidera acquisire l’assegno anche se in questo momento si trova in gravi situazioni finanziarie.

Per comprendere la vicenda bisogna fare un piccolo passo indietro e volare nel tempo al 2010, quando la ‘talpa’ e altri due colleghi avevano comunicato ai controllori Usa la pratica scorretta di Deutsche Bank di gonfiare i portafogli dei titoli.

Il risultato dell’inchiesta ha portato a gravissime ripercussioni sulla banca, soprattutto sui dipendenti che ora stanno perdendo il posto di lavoro, mentre gli ultra manager che avevano ideato il tutto se ne sono potuti andare con liquidazioni da urlo, calcolate sulla base di bilanci gonfiati.

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Ben-Artzi ha quindi dichiarato che la multa non è servita a punire i veri responsabili dell’accaduto, che ora possono godersi tanti denari senza essere stati condannati penalmente, mentre i consumatori, la banca e i suoi dipendenti ci hanno rimesso eccome, sia in termini di immagine che di stabilità economica.

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