Legge di Bilancio: ecco cosa contiene!

Sebbene il clamore mediatico sia prevalentemente concentrato sul referendum costituzionale, spazio crescente è finalmente attribuito alla legge di Bilancio ancora in corso d’esame, che dovrebbe apportare alcune importanti novità a diversi aspetti della nostra vita quotidiana, personale e professionale.

Valutata 26 miliardi di euro, la legge di Bilancio 2017 vede oltre la metà degli impegni (15 miliardi) assorbita dalla necessità di evitare l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia ovvero l’aumento “automatico” di Iva e accise per effetto di precedenti disposizioni legislative (prevalentemente, dall’epoca del governo Monti). Si noti, comunque, come le clausole siano sterilizzate solo per l’anno prossimo, mentre rimangono invariate per il 2018, anno in cui dovrebbero entrare in vigore, a meno che non si punti a intervenire ulteriormente.

Per quanto concerne invece i restanti 11 miliardi di euro, si tratta di diverse misure di stimolo e di espansione. Cerchiamo di riassumerle, punto per punto:

  • Imprese: il governo intende rilanciare la competitività e gli incentivi agli investimenti attraverso il cosiddetto piano “Industria 4.0” (che dovrebbe valere 1,4 miliardi di euro l’anno prossimo, 2,5 miliardi di euro nel 2018 e 3,7 miliardi di euro nel 2019). Tra le misure interne a tale area, c’è la conferma del super-ammortamento al 140% dei beni strumentali e il nuovo iperammortamento al 250% dei beni sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Vi è inoltre il rafforzamento del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, mentre un miliardo di euro è attribuito al rifinanziamento al Fondo di Garanzia delle PMI, da cui il Governo si attende l’attivazione di credito per le piccole e medie imprese per circa 25 miliardi euro, la proroga della Legge Sabatini-bis e nuove misure di sostegno alle start-up innovative. Sono parte integrante di questa area anche il rafforzamento della detassazione dei premi di produttività (vale poco più di 200 milioni di euro l’anno prossimo, che raddoppiano a partire dal 2018), le misure aggiuntive di finanza per la crescita, con impegno finanziario per 450 milioni di euro tra il 2017 e il 2020 e attese mobilitare risorse private per oltre 2,5 miliardi di euro. Infine, rientra in questo ambito anche l’aumento di 100 milioni di euro della dote per la promozione del made in Italy, da cui il Governo si attende un aumento di 1 miliardo di euro del fatturato delle aziende esportatrici.
  • Tagli fiscali: il governo – come aveva paventato qualche ottimista non troppi mesi fa – non toccherà le aliquote Irpef, ma provvederà comunque a dare seguito ad altri tagli fiscali per le imprese, in particolare abolendo l’Irpef agricola, con esclusione dei redditi dominicali e agricoli dalla base imponibile Irpef di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, nonché la decontribuzione per agricoltori under 40, con effetti sulla finanza pubblica a partire dal 2018 (circa 200 milioni di euro). Di interesse è anche l’approdo della nuova Iri, con aliquota fissa al 24%, che verrà applicata al reddito d’impresa degli imprenditori persone fisiche (anziché essere ricompreso nel reddito complessivo ed essere sottoposto alla progressività dell’Irpef). Altri interventi sono inoltre previsti per quanto concerne le partite Iva, e la nuova forma di decontribuzione sulle assunzioni, non più generalizzata ma limitata ai giovani e alle aree svantaggiate.
  • Previdenza: il pacchetto previdenza, valutato 7 miliardi in 3 anni, da distribuirsi in quasi 2 miliardi di euro nel 2017 (e circa 3 miliardi di euro nei due anni successivi), consiste principalmente in due misure, le varie modalità di Anticipo pensionistico (APE) e l’introduzione e il rafforzamento della quattordicesima per le pensioni più basse e aumento della no tax area.
  • Lotta alla povertà: per stimolare gli interventi di lotta alla povertà il governo ha stanziato 50 milioni di euro al Fondo dedicato alla non autosufficienza, l’aumento del Fondo per la lotta alla povertà per 500 milioni di euro dal 2018, 600 milioni di euro per le politiche per la famiglia.
  • Investimenti pubblici: è previsto un nuovo piano di investimenti pubblici valutato 2 miliardi di euro aggiuntivi nel 2017, 4 miliardi di euro nel 2018 e 6 miliardi di euro nel 2019. Di tali cifre, 4,5 miliardi di euro finiranno sul piano “Casa Italia”, che includerà anche i finanziamenti per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma sia per le azioni legate alla messa in sicurezza degli immobili italiani anche attraverso incentivi fiscali. Rientrano in questa area anche il piano per la riqualificazione delle periferie che vale 2,1 miliardi di euro, i nuovi stanziamenti per 7 miliardi di euro 7 anni per investimenti mirati a ridurre i rischi di dissesto idrogeologico e il piano di rilancio di Fs e Anas nonché piani strategici su porti e aeroporti.
  • Pubblica amministrazione: il governo ha stanziato 1,9 miliardi di euro lordi (ovvero 1 miliardo di euro al netto degli effetti indiretti sulle entrate) per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione (oltre a forze armate, corpi di polizia e nuove assunzioni).
  • Ristrutturazioni edilizie: il governo stanzia 3 miliardi di euro in 3 anni per l’allargamento a condomini e alberghi degli incentivi sulle ristrutturazioni edilizie (che sinora hanno prodotto dei benefici netti per il bilancio dello Stato) e il contrasto al dissesto idrogeologico e l’edilizia scolastica; è previsto anche il potenziamento degli incentivi per la riqualificazione energetica e per gli adeguamenti antisismici.
  • Studenti: vengono stanziati 800 milioni di euro per il sostegno agli studenti, al diritto allo studio e il rafforzamento del piano “la Buona Scuola”.
  • Enti territoriali: infine, sono stanziati 3 miliardi di euro in tre anni (ovvero 1 miliardo di euro l’anno) “a supporto dei bilanci di Regioni, Comuni, Enti territoriali”.

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