Mediaset, AgCom avvia istruttoria su scalata Vivendi

Nuovi tasselli della telenovela finanziaria più appassionante di questa parte finale d’anno. Ci riferiamo naturalmente alla vicenda VivendiMediaset, con il titolo della compagnia di Cologno Monzese che ieri sera ha chiuso in rialzo del 2,8%. A movimentare le negoziazioni del titolo italiano (il 6% del capitale è passato di mano) sono state le voci sulla continua scalata di Vivendi al capitale sociale dell’operatore televisivo. Contemporaneamente, AgCom ha scelto di aprire un’attesa istruttoria su quanto realizzato dall’azienda di Bollorè. Come andrà a finire?

Cosa è accaduto ieri

Cerchiamo di riassumere le numerose novità di questa complicata vicenda che, giorno dopo giorno, sembra arricchirsi di nuovi dettagli. Nella giornata di ieri, il gruppo Vivendi è salito al 25,75% di Mediaset, con diritti di voto che arrivano al 26,77%. È dunque proseguita questa scalata al timone della compagnia televisiva italiana che, dall’altra parte, vede una posizione di sostanziale “debolezza” la famiglia Berlusconi, che per regola non può acquistare più del 5% di azioni di Mediaset all’anno. In sintesi: Vivendi continua a crescere, e Fininvest non può attivare eventuali meccanismi di contrapposizione.

Interviene l’AgCom

In questo scenario, l’AgCom ha scelto di avviare un’istruttoria sulla scalata, raccogliendo le note difensive dell’esposto presentato dal Biscione, in cui viene definita come illegittima la condotta di Vivendi, avendo violato – sostiene la tesi difensiva – la disciplina di settore e, in particolar modo, le regole sulle posizioni dominanti operanti nel settore dei servizi di media audiovisivi e radiofonici.

In aggiunta a ciò, la società di Cologno Monzese solleva un ulteriore problema: la scalata a Mediaset potrebbe infatti ostacolare la strategia di sviluppo dell’operatore a causa del collegamento incrociato esistente con Telecom Italia, considerando che Vivendi partecipa al 24,2% nel capitale della compagnia telefonica ed avrebbe pertanto superato la soglia che stabilisce il collegamento tra società quotate.

Si muove anche la Consob

In questa vicenda non certo priva di riflessi geofinanziari, interviene anche la Consob, che nella giornata di domani incontrerà il CEO di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine: si tratta di un intervento dovuto, considerato che Fininvest aveva altresì presentato anche un esposto alla Commissione per poter verificare che le segnalazioni (obbligatorie) del gruppo transalpino fossero state effettuate nei modi e nei tempi previsti dalla legge.

Fininvest: disperato tentativo di difesa?

Il rischio (per Fininvest) è tuttavia che quanto azionato (Consob, AgCom, ecc.) sia un estremo ma non decisivo tentativo di difendere le proprie posizioni. I francesi hanno infatti una forza finanziaria che non ammette tante repliche, e Fininvest – come abbiamo già ricordato – ha le mani legate fino ad aprile, periodo nel quale potrà rialzare la propria quota nel capitale di Mediaset, ma non oltre il 5% di nuove partecipazioni.

Berlusconi contro tutti

È per questo motivo che le recenti dichiarazioni di alcuni membri della famiglia Berlusconi sembrano essere un appello al ricorso all’italianità dell’azienda, e a ricondurre l’attuale evoluzione societaria a quanto avvenuto negli scorsi mesi, quando Mediaset e Vivendi sembravano molto vicine a formalizzare un accordo su Premium (la pay tv satellitare di Cologno Monzese), poi svanito e sfociato in una querelle giudiziaria i cui contorni sembrano essere ancora vaghi.

Sentendosi ferito, nel suo recente intervento alla presentazione del libro di Bruno Vespa, Berlusconi non ha risparmiato gli attacchi. Ha dapprima difeso Mediaset, definendola come la “cosa” in cui si è impegnato di più, per poi puntare il dito contro le regole (che no npermettono a Fininvest di acquistare più del 5% di azioni Mediaset all’anno), contro Vivendi (“ci ha fatto un ricatto” – ha dichiarato Berlusconi) e anche contro la Rai (accusata di far crollare il mercato della pubblicità con la Sipra, la concessionaria per la pubblicità commerciale sulla tv pubblica)…

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