Azioni ENI sui minimi ad oltre 20 anni affossate da crollo prezzo petrolio

Il crollo del prezzo del petrolio sta mietendo vittime illustri tra le azioni delle Big Company del settore oil mondiale. Tra i più colpiti la nostra ENI. Le azioni del gruppo del cane a sei zampe, toccando un minimo intraday a 6,26 euro, nella seduta del 16 Marzo, sono crollate sui valori più bassi dal lontanissimo 1996.

Le quotazioni del petrolio hanno invece toccato il livello più basso degli ultimi 18 anni, sfiorando i 22 dollari al barile nella versione WTI. Prezzo del greggio che mentre scriviamo sta lasciando sul terreno quasi il 19%, mentre da inizio anno sta facendo segnare un crollo del 60%.

Il prezzo del barile si sta sempre più avvitando verso il basso dopo il blocco totale degli spostamenti in Europa, che presto potrebbero interessare anche quelli tra i vari stati negli USA. Si va pertanto verso uno shock della domanda, alimentato inoltre dal blocco di gran parte delle attività produttive in giro per tutto il mondo. La richiesta della materia prima potrebbe crollare su livelli mai visti in precedenza.

Continua inoltre il cruento braccio di ferro tra i Paesi OPEC a trazione saudita e gli ormai ex alleati capitanati dalla Russia. L’Arabia Saudita ha reso noto di aver programmato il livello più alto della propria produzione, sostenendo di poterlo fare per tantissimi mesi. I sauditi inoltre stanno inondando il mercato offrendo petrolio a forte sconto. La Russia dal canto suo, tramite il portavoce di Vladimir Putin ha fatto sapere di seguire l’evoluzione dei prezzi con grande attenzione, sperando in una risalita dei prezzi.

La crisi potrebbe portare le parti a sedersi nuovamente intorno ad un tavolo di trattative per riequilibrare le quotazioni, destinate secondo molti analisti a scendere a 17 dollari al barile o nella peggiore delle ipotesi a 15 dollari.

Tornando ad ENI il management del gruppo guidato dall’AD Claudio Descalzi ha comunicato di aver ritirato la proposta di buyback, per un controvalore di 400 milioni di euro, sulle proprie azioni per il 2020. I vertici della società hanno inoltre deciso che alla luce degli effetti negativi legati al coronavirus le attività per l’anno in corso e per il prossimo saranno riprogrammate.

La nota diffusa riporta che “la revisione considererà una significativa riduzione dei Capex e delle spese previste, portandole a livelli congrui con il nuovo scenario“.

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Andamento azioni ENI sul breve-medio periodo

Il grafico con time-frame giornaliero la dice tutta su quanto il titolo ENI sia stato oggetto di vendite selvagge nell’ultimo mese. Dallo scorso 20 Febbraio, quando le quotazioni viaggiavano in area 12,90 euro ai minimi segnalati in precedenza a quota 6,26 euro, il valore dell’azienda si è più che dimezzato.

Nel caso in cui l’emorragia del prezzo del greggio non dovesse attenuarsi non si escludono nuovi minimi, con primo obiettivo in area 6 euro e successivamente a quota 5,50 euro. Nella peggiore delle ipotesi a 5 euro.

Sul brevissimo la prima resistenza è già molto lontana e si colloca su EMA 10 (la linea azzurra sul grafico), che passa in area 7,87 euro. La pressione delle vendite potrebbe attenuarsi solo in caso di risalita sopra EMA 25 (la linea rossa sul grafico), che transita in area 9,75 euro. Inversione rialzista solo sopra EMA 50 (la linea verde sul grafico) ,che si colloca in area 11,17 euro.

Pattern di trading sul titolo eni (ENI.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di recupero oltre 6,74€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 6,84 e 6,916 euro; stop loss in caso di discesa sotto 6,64€ in close oraria.

Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 6,916€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 6,96 e successivamente a 7,029€; stop loss in caso di ritorno sotto 6,694€ in close oraria o giornaliera.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close oraria o daily maggiore di 7,029€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 7,10 e 7,215 euro, estesi a 7,33€; stop loss in caso di ritorno sotto 6,84€ in close oraria o giornaliera.

Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 6,098€, in ottica di rimbalzo, in primo luogo a 6,26€ ed in seconda battuta a 6,363€, esteso a 6,428€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 6€ in chiusura daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 6,64€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 6,575 e 6,533 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 6,74€ in chiusura oraria.

Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 6,533€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 6,428€ e successivamente a 6,363€; stop loss in caso di ritorno sopra 6,694€ in close oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 6,363€ in close oraria o giornaliera, con l’intento di ricoprirsi in area 6,26 e 6,19 euro, estesa a 6,098 euro; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 6,575€ in close oraria o daily.

Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 7,33€, per sfruttare eventuali correzioni prima a 7,215€ e successivamente a 7,10€, estese a 7,029€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 7,45€ in chiusura giornaliera.

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