Mutui subprime: multa per Deutsche Bank e Credit Suisse

Sanzioni per oltre 12 miliardi di dollari, inerenti alla vicenda dei mutui subprime, per due tra i più importanti istituti bancari del Vecchio Continente, Deutsche Bank e Credit Suisse. Per la banca tedesca prevista una multa di 3,1 miliardi di dollari, a cui vanno ad aggiungersi ulteriori 4,1 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni a tutela dei consumatori americani. Per gli svizzeri, una ammenda totale di 5,3 miliardi di dollari. Attivata una azione legale contro Barclays Plc.

Deutsche Bank-Usa: accordo

La disputa sui mutui suprime andrà a costare oltre 12 miliardi di dollari in sanzioni per Deutsche Bank e Credit Suisse.

L’istituto tedesco, tramite una nota, ha comunicato di aver raggiunto un accordo per 7,2 miliardi di dollari con il Dipartimento della Giustizia degli Usa, un ammontare praticamente dimezzato rispetto ai 14 miliardi di dollari inizialmente previsti.

Nel dettaglio, il colosso tedesco sborserà 3,1 miliardi di dollari e altri 4,1 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, come misura di sostegno per i consumatori americani.

I vertici di Deutsche Bank prevedono una incidenza di 1,17 miliardi di dollari nel corso del quarto trimestre. Ricordiamo che la banca tedesca dal 2012 ha già versato oltre 12 miliardi di dollari per cause similari.

Credit Suisse: raggiunta intesa con gli Usa

Anche Credit Suisse ha raggiunto una intesa con il Dipartimento di Giustizia americano per la risoluzione della disputa in atto sui mutui subprime.

I vertici della banca svizzera hanno reso noto che saranno pagati 2,48 miliardi di dollari di multa. A questi si andranno ad aggiungere 2,8 miliardi di dollari a sostegno dei consumatori statunitensi, allo stesso modo di quanto previsto per Deutsche Bank.

Nel frattempo giunge la notizia che il Dipartimento della Giustizia degli Usa ha intrapreso un’azione legale contro Barclays Plc, accusata di condotta non lecita nel periodo compreso dal 2005 al 2007.

L’istituto britannico si sarebbe reso responsabile di avere occultato in maniera intenzionale la rischiosità dei suoi prestiti, con l’obiettivo di accrescere i propri utili ed il corrispondente valore del titolo della banca in Borsa.

Il gruppo inglese sarebbe considerato responsabile per aver contribuito allo scoppio della bolla immobiliare a partire dall’anno 2008.

I vertici di Barclays Plc al momento respingono ogni accusa al mittente.

In Borsa oggi il titolo di Deutsche Bank sta perdendo quasi un punto percentuale a quota 17,41 euro mentre Credit Suisse guadagna l’1,84 per cento a 34,19 euro.

In calo il titolo della britannica Barclays Plc, di oltre mezzo punto percentuale, a quota 223,75.

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