Oro: quotazioni ai massimi da due anni

Corre il valore dell’oro che si spinge ai massimi da due anni superando la soglia dei 1.300 dollari l’oncia.

Le quotazioni del metallo giallo beneficiano soprattutto della grande incertezza che influenza i mercati finanziari di tutto il mondo, quando ormai è iniziato il countdown per il Referendum sulla Brexit, ovvero sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Oro bene rifugio

Una parte considerevole di economisti sono concordi nel ritenere che in caso di uscita del paese anglosassone dall’Ue, non soltanto l’economia del paese d’Oltremanica registrerà pesanti conseguenze negative ma anche i mercati finanziari mondiali subiranno un forte contraccolpo, con una volatilità ancora più accentuata rispetto a queste ore.

Come tutti i periodi di incertezza economica, si torna a investire nell’oro, da sempre il bene rifugio per eccellenza.

Nel corso dell’ultimo mese le quotazioni dell’oro sono aumentate di oltre il 7 per cento e con il moltiplicarsi di sondaggi a favore dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, l’apprezzamento sta diventando in queste ore ancora più marcato. Nel momento in cui scriviamo il metallo giallo ha raggiunto il valore di 1312 dollari l’oncia.

Una parte degli analisti ritiene che in caso di vittoria della Brexit sarebbe agevolmente superato il supporto a quota 1.350 dollari, per poi spingersi fino ai 1.400 dollari.In caso di “vittoria del no”, l’area più probabile sarebbe intorno ai 1.230-1.250 dollari.

Quotazione Oro in tempo reale

Brexit Pil mondiale

L’oro in questo periodo viene scelto dagli investitori non soltanto sulla scia dei timori del referendum sulla Brexit ma anche a causa della debole congiuntura economica globale.

Nei giorni scorsi infatti la Banca Mondiale ha tagliato le stime di crescita del Prodotto interno lordo (pil), prevedendo per il 2016 una crescita più debole, al 2,4%.Identica revisione al ribasso anche per il Fondo Monetario Internazionale che da un ottimistico 3,6% dello scorso gennaio, scende al più modesto 3,2% in aprile.

Una situazione economica dunque non stabile, con frequenti e considerevoli tagli alle stime che inducono gli investitori a puntare nuovamente sul metallo giallo.D’altronde anche le banche centrali stanno contribuendo ad accrescere il clima di incertezza sul referendum in Gran Bretagna.

La Banca d’Inghilterra prevede un possibile crollo della sterlina in caso di uscita dall’Ue del paese.Stessi timori sono stati espressi dalla Banca centrale americana, la Fed, che considera il referendum inglese la principale causa del periodo di incertezza economica e uno dei motivi per mantenere il costo del denaro al di sotto di quanto inizialmente previsto. Nelle scorse ore si è fatta sentire anche la Bce di Mario Draghi che ha diffuso il suo ultimo bollettino mensile, in cui si mette in evidenza che la vittoria della Brexit sarebbe uno dei principali rischi alla crescita dell’Eurozona.

La corsa al rialzo delle quotazioni dell’oro sembra essere l’unica cosa certa del periodo.

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