Petrolio sotto i 50 dollari: ancora tensione in vista del meeting Opec

Una nuova pesante battuta d’arresto nella giornata di ieri per il prezzo del petrolio scivolato al di sotto della soglia dei 50 dollari al barile. La tensione resta alta sui mercati in vista del prossimo importante meeting Opec del 25 maggio 2017.

Petrolio quotazioni

Il petrolio a New York è sceso nuovamente sotto i 50 dollari al barile. A pesare sul calo delle quotazioni il consolidamento del dollaro, a seguito anche dell’annuncio della Bce di lasciare immutata la sua politica monetaria.
Una caduta dei prezzi del greggio influenzata anche dalle notizie secondo cui la produzione di petrolio americano ha raggiunto quota 9,25 milioni di barili al giorno, ai massimi dal 2015.
L’ultimo rapporto API ha evidenziato che gli stock di greggio sono diminuiti di 840.000 barili al 14 aprile mentre le scorte di carburanti sono cresciute a sorpresa di 1,4 milioni di barili, nonostante l’avvicinarsi della stagione calda che solitamente determina una crescita dei consumi. La domanda negli Usa resta invece ancora piuttosto tiepida.

Una serie di motivi che hanno provocato il forte calo delle quotazioni di greggio nel corso delle ultime ore, a cui si sono aggiunte le dichiarazioni di Khaled Al Falih. Il ministro saudita, nonostante i tagli convenuti, ha fatto intendere che la produzione si è mantenuta sui massimi storici. Parole interpretate dagli analisti come una sorta di fallimento dei negoziati.

Quotazione Petrolio WTI

Qui sotto è possibile controllare l’andamento del petrolio WTI.

Si attende dunque con grande interesse la prossima riunione OPEC, in programma per il 25 Maggio, in cui i paesi membri dovrebbero allungare il congelamento della produzione anche dopo giugno per ulteriori sei mesi.

Petrolio analisi

La situazione non è delle più facili, anche perché Iran e Iraq stanno nel frattempo prendendo in seria considerazione un possibile aumento della produzione di greggio, malgrado siano tra i firmatari dell’accordo Opec dello scorso fine novembre a Vienna sul congelamento dell’output. È quanto affermato da parte di importanti esponenti del governo di entrambi i Paesi nelle scorse ore.

A breve dovrebbe inoltre esserci un incontro tra il ministro del Petrolio saudita, Khalid Al Falih, e il collega russo Alexander Novak, in cui si discuterà della proroga dei tagli anche nella seconda parte dell’anno per cercare di riequilibrare il mercato.

Al momento il prezzo del Brent sui mercati internazionali è in crescita dello 0,45 per cento a 51.67 dollari al barile mentre il WTI sale dello 0,69 per cento a quota 49.31 dollari al barile.

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