Il prezzo dell’oro ritorna a spingere sui massimi di periodo in area 1365-1.370 dollari

La costante debolezza del dollaro nei confronti delle principali valute mondiali continua ad alimentare gli acquisti sull’oro, che ha concluso la scorsa ottava in rialzo del 2,40%, rispetto alla chiusura settimanale precedente, a quota 1.349,70 dollari, tuttavia in calo dal massimo giornaliero toccato a quota 1.364,40 dollari. La forte area di resistenza individuata in area 1.365-1.370 dollari, quindi, continua a fare da tappo, limitando l’ascesa delle quotazioni del metallo giallo, che in caso di deciso break-out dell’ostacolo appena citato potrebbero dirigersi rapidamente, prima verso area 1.400 dollari e successivamente verso quota 1.450 dollari, obiettivo rialzista di medio periodo.

L’oro dopo due settimane incerte, in cui le quotazioni erano scivolate su un minimo a quota 1.309 dollari, ha ripreso vigore, sfruttando, come anticipato, la debolezza del biglietto verde, a sua volta appesantito dalle paure degli investitori e degli operatori del mercato dei cambi, che il piano di spesa progettato dall’amministrazione Trump, considerato troppo dispendioso (300 miliardi di dollari) possa ulteriormente gonfiare il deficit federale statunitense, facendolo schizzare a 1.000 miliardi di dollari.

Sulle oscillazioni del prezzo del metallo giallo, nel corso della settimana appena trascorsa, hanno influito anche una serie di dati contrastanti arrivati da oltreoceano, tra cui inflazione, produzione industriale e fiducia dei consumatori, letture che hanno fatto ballare su e giù le quotazioni, a seconda delle interpretazioni del mercato.

Il balzo oltre le attese dell’indice dei prezzi al consumo di Gennaio,+ 0,5% su base mensile e +2,1% su base annua, aumentando le aspettative di rialzo dei tassi, ha contribuito al recupero del dollaro penalizzando i preziosi; mentre l’inatteso calo della produzione industriale, -0,1% su base mensile a Gennaio, ha nuovamente penalizzato il biglietto verde, favorendo le quotazioni del metallo giallo.

A fine ottava, invece, il deciso aumento della fiducia dei consumatori statunitensi, volata sui massimi a 14 anni, a quota 99,9 punti, secondo la rilevazione del mese di Gennaio, elaborata dall’Università del Michigan, ha innescato ulteriori prese di beneficio sull’oro che ha concluso gli scambi dello scorso Venerdì 16 Febbraio, in calo dello 0,41%.

Andamento quotazioni oro sul breve-medio periodo


Al momento della scrittura, la resistenza daily (1.365-1.370 dollari) segnalata tra le righe del paragrafo precedente si sta confermando un ostacolo alquanto difficile da superare. Il contratto Future sull’oro sta passando di mano in area 1.349,80, invariato rispetto al close della scorsa ottava. Dando un rapido sguardo al grafico giornaliero in alto, in caso di discesa, le quotazioni potrebbero testare nuovamente il sostegno di brevissimo, rappresentato dalla media mobile a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico), che transita in area 1.343 dollari, circa.

Supporto daily che invece si colloca sulla media mobile a 25 periodi (la linea rossa sul grafico), individuata in area 1.335 dollari, circa. Quadro grafico di beve-medio periodo che continuerà a mantenersi rialzista finché le quotazioni si manterranno al di sopra della media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico) che passa in area 1.323 dollari, circa.

Al rialzo, invece, in caso rottura della resistenza 1.365-1.370, gli obiettivi rimangono quelli già citati in precedenza, ovvero 1.400 dollari e in seconda battuta 1.450 dollari.

Modello di trading sull’oro valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading Long prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di quota 1353,35$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 1.356,55 e 1.361,70 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 1.348,20$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1.361,70$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 1.364,90$ e successivamente a quota 1.370,15$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1.353,35$ in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 1.370,15$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 1.375,35 e 1.383,85 dollari, estesa a quota 1.397,70$; stop loss in caso di ritorno sotto 1.361,70$ in close orario. Lecito acquistare sulla debolezza in caso di affondo in area 1.315,20$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi in un primo momento a quota 1.328,45 e successivamente a quota 1.336,75 dollari; stop loss in caso di eventuali flessioni sotto quota 1.307$ in chiusura di candela oraria o daily.

Il modello di trading Short, invece, si attiva in caso di chiusura oraria minore di quota 1.348,20$ e fissa i primi due obiettivi in area 1.345,02 e 1.339,90 dollari; stop loss in caso di recupero oltre quota 1.353,35$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 1.339,90$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a quota 1.336,75$ e successivamente a quota 1.331,65$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 1.348,20$ in close orario.

Ed ancora, suggeriti nuovi Short in caso di flessione sotto quota 1.331,65$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 1.328,45 e 1.323,40 dollari, estesa a 1.315,20$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 1.345,02$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 1.383,85$, per approfittare di eventuali correzioni in primo luogo a quota 1.375,35$ ed in seconda battuta a 1.370,15$; stop loss in caso di ulteriori estensioni sopra quota 1.407$ in chiusura di candela oraria o daily.

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