Le strutture pubbliche, siano esse uffici della Pubblica Amministrazione o sportelli di una banca privata o di una multinazionale, si stanno sempre di più adattando alle esigenze dei propri clienti.
Con i ritmi lavorativi sempre più frenetici, con le mille e più attività da seguire diventa sempre più difficile per i lavoratori, soprattutto per i dipendenti, potersi recare davanti ad uno sportello per una qualsiasi pratica, soprattutto se, poi, per arrivare a quel determinato sportello è necessario fare ore di fila e, di conseguenza, richiedere mezze giornate (se non giornate intere) di permesso che volano via e, purtroppo, non tornano più.
Oggi proveremo a dare una mano a tutte quelle persone che recentemente hanno ricevuto a casa un avviso di giacenza di una raccomandata postale e non sanno come poterla andare a ritirare, senza dover richiedere ore di permesso al lavoro ed armarsi di pazienza per tutto il tempo necessario per questa operazione.
Come accennavamo poco fa, molto è stato fatto negli ultimi anni per poter venire incontro alle esigenze di quei cittadini che lavorano e che non possono permettersi di recarsi sempre presso una struttura pubblica o agli sportelli della propria banca.
Prima di tutto, infatti, molti enti hanno deciso di modificare i propri orari, proprio per permettere ai cittadini di recarsi nelle loro strutture dopo l’orario lavorativo. Di sicuro, uno dei casi più conosciuti è quello di Poste Italiane, che mantiene le sue filiali più grandi ed importanti aperte fino alle 19:30 dal lunedì al venerdì. Stesso dicasi, che quasi tutte le banche più grandi ed altisonanti, come Intesa San Paolo, che ha introdotto il doppio turno lavorativo dal lunedì al venerdì fino alle 19, e che esteso il ricevimento dei suoi clienti anche al sabato mattina.
Un altro passo da gigante, iniziato da qualche anno e che coinvolgerà le strutture pubbliche e private, per ancora molti anni a venire riguarda la cosiddetta digitalizzazione dei servizi, ovvero la possibilità di effettuare delle operazioni che prima venivano richieste unicamente recandosi di persona nell’ufficio preposto, direttamente e comodamente da casa con il proprio pc.
Ne sono un esempio il notissimo home banking, che consente di gestire il proprio conto in maniera autonoma e di effettuare, ad esempio, bonifici bancari o bonifici postali direttamente con il proprio pc, smartphone o tablet.
Ma non solo. Perché oggi molti enti pubblici, come l’Inps o l’Agenzia delle Entrate permettono di verificare, ad esempio, la propria situazione lavorativa mediante l’accesso con PIN online o con le cosiddette credenziali virtuali SPID, di cui vi parlavamo qualche giorno fa.
Questi semplici ma importanti cambiamenti, sia nell’orario di apertura e chiusura degli uffici che nella possibilità di inoltrare determinate richieste direttamente online, hanno fatto sì che si venisse incontro alle esigenze dei lavoratori, anche se c’è ancora molto da fare in tal senso.
Uno degli spinosi problemi che andiamo ad affrontare oggi, infatti, è quello del ritiro di una raccomandata in giacenza, perché in questi casi non è possibile recarsi direttamente ad un ufficio postale (magari dopo l’orario di lavoro) ma è uno di quei casi in cui si ripiomba indietro nel tempo, a quando cioè era indispensabile dover richiedere un permesso lavorativo per assolvere a questioni prettamente burocratiche.
Cominciamo, allora, a vedere quale sia l’iter che segue una raccomandata al momento della sua consegna. Come ben sapete, la raccomandata è un documento che ha valore legale, per cui, al momento della sua consegna, è necessario che il destinatario o un suo familiare apportino una firma sulla ricevuta che il postino vi presenterà.
Se, al momento della consegna, in casa è presente il destinatario della raccomandata o un suo familiare, il documento verrà consegnato ad uno di essi senza alcun problema, a patto che si firmi prima di tutto la ricevuta.
Il problema si pone quando il postino prova a consegnare la raccomandata quando in casa non c’è nessuno.
In questo caso il postino lascia, nella cassetta delle lettere, una ricevuta, in cui si attesta che è passato e che non ha trovato nessuno a cui poter consegnare il documento. Questa ricevuta prende il nome di avviso di giacenza della raccomandata, ed è il documento tramite il quale è possibile risalire alle informazioni della raccomandata non ancora recapitata.
In alcune città è possibile usufruire di un “servizio a domicilio” che permette di ricevere, con un piccolo contributo, la raccomandata direttamente a casa propria ad un giorno ed un orario prestabilito con l’ufficio postale. È possibile infatti prenotare un appuntamento direttamente al numero verde di Poste Italiane 803 160 e concordare la visita a domicilio:
Se nessuna delle opzioni precedenti rientra nel vostro caso, allora molto probabilmente vi toccherà recarvi presso l’ufficio giacenza designato nella ricevuta di mancata consegna della raccomandata.
Purtroppo, come dicevamo, nella maggior parte dei casi, si tratta di uffici dislocati al centro della città (con tutti i disagi che ne conseguono) magari proprio nel palazzo delle Poste Centrali, e con orari limitati e limitanti per chi lavora.
Non resta che richiedere ad un vostro caro familiare o parente di fare questo sforzo per voi e di recarsi all’ufficio giacenza con la ricevuta della raccomandata e con una delega da voi opportunamente compilata.
Vediamo, adesso, passo per passo, come è possibile preparare una delega per il ritiro della vostra raccomandata in giacenza.
Prima di tutto occorre precisare che non esiste alcun modulo di Poste Italiane cui sia necessario far riferimento. È possibile, infatti, realizzare una classica delega in carta semplice, purché, al suo interno, siano presenti tutti i seguenti dati:
Concludiamo questo nostro articolo sulla consegna ed eventuale delega per il ritiro di una raccomandata, con due note estremamente importanti.