Stipendio: come calcolare il netto dal lordo

Come calcolare il netto dal lordo del proprio stipendio è una delle domande più ricorrenti da parte di tutti coloro che desiderano scoprire il proprio “cuneo fiscale”, e – soprattutto – da parte di tutte quelle persone che sono uscite da un colloquio di lavoro conoscendo quanto percepiranno di stipendio lordo, e ignorando quanto avranno realmente tra le mani alla fine di ogni mese. Ma come fare?

Un calcolo non facile!

Per sfortuna di tutti coloro alla ricerca di una facile soluzione, scoprire che cosa accada tra il lordo dello stipendio e il suo netto non è affatto facile, visto e considerato che i fattori che incidono sull’importo netto in busta sono davvero numerosi, e non sempre il reddito da lavoro costituisce l’unico reddito di cui si dispone, con la conseguenza che le tasse che vengono imputate possono essere non corrispondenti a quelle che effettivamente sono oggetto di trattenuta sulla busta paga.

Naturalmente, quanto sopra non ci deve assolutamente scoraggiare (anzi). Cerchiamo dunque come poter calcolare lo stipendio mensile netto partendo dal lordo, cominciando dal comprendere quali siano i fattori che occorre considerare.

Quali fattori influenzano il lordo e il netto dello stipendio

Chiarito quanto precede, cerchiamo di comprendere quali possano essere i fattori che possono influenzare l’importo netto partendo da quello lordo, e sui quali vi consigliamo di soffermarvi in maniera specifica, visto e considerato che la loro presenza può effettivamente fare la differenza tra uno stipendio più o meno lauto.

  • Importo lordo. Come intuibile, la voce di partenza è rappresentata dall’importo lordo, ovvero l’importo complessivo che l’azienda paga per il dipendente, e che comprende non solamente quanto il dipendente riceverà sul conto corrente, bensì anche una serie di ulteriori voci (imposte, tasse, contributi, premi di assistenza, ecc.) che gravano per una quota non irrilevante. Sull’importo lordo dello stipendio verrà calcolata un’aliquota Irpef media differente, progressiva sulla base dello scaglione di appartenenza.
  • Detrazione Irpef per lavoro dipendente o autonomo. Si tratta di una voce che spetta in relazione al reddito annuo complessivo, e che va a incidere sull’effettivo stipendio netto in modo non indifferente.
  • Aliquota previdenziale. È l’aliquota che viene applicata, sull’imponibile, dalla cassa pensionistica di appartenenza. La maggior parte dei lavoratori è assoggettata a contribuzione INPS, ma esistono molte altre casse di previdenza a seconda delle categorie professionali di appartenenza (ad esempio, l’INPGI per i giornalisti).
  • Aliquote addizionali. Sono le aliquote regionali, provinciali e comunali. La quota applicata sullo stipendio lordo dipende dal luogo in cui si vive e, pertanto, non sussistono delle percentuali identiche per tutto il territorio nazionale. Inoltre, di frequente tali aliquote cambiano da un anno all’altro, rendendo dunque necessario un aggiornamento periodico per poter avere una migliore consapevolezza di quel che avviene nel passaggio dal lordo al netto.
  • Bonus 80 euro. Introdotto qualche anno fa dal governo Renzi, è un benefit rivolto ad alcune categorie di lavoratori, purché non superino i 24 mila euro di stipendio lordo. Dai 24 mila ai 26 mila euro, il bonus è erogato in misura ridotta.
  • Spese legate allattività. Gli autonomi e i professionisti possono portare in deduzione alcune spese, purché riconducibili in modo chiaro e univoco allo svolgimento dell’attività di cui alla loro partita IVA.

Tenete inoltre conto come in aggiunta di tutti questi elementi (si pensi alle condizioni presenti nei singoli contratti), non è facile stabilire in anticipo quale sarà l’importo dello stipendio netto, partendo dal lordo. Possiamo comunque provarci, almeno in linea di massima, con qualche semplice metodo di calcolo. Ma quale?

Come calcolare lo stipendio netto in meno di un minuto

Se volete avere una stima di massima dellimporto del vostro stipendio netto, partendo dal lordo, tenete conto che potete sottrare dal secondo una quota tra il 25% e il 40% al fine di arrivare al primo. In altri termini, assumendo che lo stipendio lordo sia pari a 2.000 euro, è molto probabile che il vostro stipendio netto si aggiri tra i 1.200 euro e i 1.500 euro.

Tenete altresì in valutazione che più il vostro stipendio sarà elevato, e più la quota da sottrarre dal lordo si avvicinerà al 40%, mentre se il vostro stipendio lordo sarà piuttosto contenuto, potrebbe essere sufficiente sottrarre un 25%.

Per quanto riguarda inoltre il mondo delle partite IVA, salvo il caso in cui non si adottino dei regimi fiscali particolari e agevolati (come quello dei c.d. “minimi”) è altresì molto probabile che si renda necessario optare per un’aliquota elevata, anche oltre il 40%, visto e considerato che i contributi pensionistici sono quasi interamente in capo ai lavoratori (che possono però in parte compensarli aggiungendo in fattura delle rivalse), contrariamente a quanto avviene per i lavoratori dipendenti, per i quali la parte più importante dei contributi è versata dal datore di lavoro.

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