Telecom Italia: Vivendi apre a fusione con Open Fiber

Nuovo passo fondamentale per Telecom Italia grazie a Vivendi, che si è detto disponibile a cooperare con Open Fiber per rendere la rete fissa e mobile TIM migliore rispetto al passato.

Una fusione inevitabile per TIM

Nel corso degli ultimi mesi, la rete telefonica TIM non ha vissuto dei momenti memorabili e positivi come si ipotizzava.

In particolar modo, Vivendi, eseguendo diverse manovre non proprio ottimali, ha messo in crisi la compagnia telefonica che sul mercato si è trovata con un totale di 25 punti percentuali persi nel valore delle sue azioni.

Pertanto, prendendo in considerazione questo insieme di situazioni, nonché quella relativa alla costante “fuga” di clienti, Vivendi ha pensato di optare per una soluzione che in passato si era semplicemente accennata ma che, ora, sembra essersi conclusa con una risposta positiva da parte sua, ovvero la fusione con Open Fiber.

Già da tempo caldeggiata da Elliott e sostenuta dal governo, la fusione, dovrà avvenire a “condizioni corrette ed eque […] e supervisionata da un Cda composto in maggioranza da amministratori indipendenti”.

Il paletto imposto da Vivendi

Prima dell’accordo con Open Fiber, Vivendi ha voluto precisare che la rete TIM rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia e Paese italiano e, proprio per questo, i diversi accordi devono essere stretti cercando di tutelare il prodotto stesso e facendo in modo che questo possa trarre vantaggio dalla collaborazione con quelli che vengono definiti come rivali della stessa TIM.

Vivendi non ha voluto di certo mettere in secondo piano quelli che dovranno essere gli svariati punti che hanno, come obiettivo, quello di potenziare appunto il servizio proposto da parte di TIM.

Affinché la fusione e la collaborazione con Open Fiber possa essere definita come perfetta, Vivendi ha voluto precisare che questa partnership deve semplicemente basarsi sull’equità per quanto riguarda l’aspetto finanziario e operativo.

Inoltre, un team di Amministratori indipendenti deve effettuare costanti verifiche per valutare appunto il modo di operare delle due società affinché questo equilibrio possa essere costantemente mantenuto.

Vivendi ha dovuto anche fare i conti con le sue scelte non proprio corrette, ovvero nominare i nuovi consigliari di Elliot, che non sono stati definiti come all’altezza della situazione e hanno comportato una perdita del valore economico nel corso degli ultimi mesi di TIM.

Pertanto, Vivendi deve trovare una soluzione che gli consenta di porre rimedio alla situazione e sia in grado di rispecchiare perfettamente non solo le esigenze dei nuovi investitori, ma anche quelle dei consumatori che hanno deciso di rimanere fedeli a TIM e che si attendono dei miglioramenti per quanto riguarda il servizio stesso proposto dalla compagnia telefonica.

Gli effetti derivanti dalla fusione con Open Fiber

L’annuncio della fusione con Open Fiber ha già prodotto degli effetti positivi per quanto riguarda la quotazione sul mercato di TIM.
Nel corso della seconda parte del 2018 e durante quella iniziale dell’anno in corso, ovvero il 2019, il valore azionario di TIM è riuscito a recuperare ben 4,7 punti percentuali, che potrebbero essere il chiaro segnale di un nuovo corso della società delle telecomunicazioni italiane.

Ovviamente occorre anche valutare quali saranno tutte le diverse novità che verranno apportate da questa particolare collaborazione, soprattutto, per quanto riguarda il servizio offerto da parte della compagnia telefonica, che dovrà trovare delle soluzioni in grado di adattarsi perfettamente ai clienti e fare in modo che la concorrenza possa essere meno incisiva rispetto quanto accaduto in passato.

TIM corre quindi ai ripari con questa collaborazione che potrebbe apportare delle modifiche alle varie proposte.

Solo il tempo permetterà di capire se questa mossa effettuata da TIM avrà anche degli effetti positivi sul fronte dei servizi e sulla qualità.

Per ora gli azionisti, vista la novità annunciata da Vivendi, hanno risposto in maniera positiva tornando a investire sulla compagnia telefonica, dimostrando quindi di essere interessati nel modo di operare della TIM, che potrebbe quindi tornare a essere una delle leader, se non l’unica, sul fronte delle telecomunicazioni italiane.

Vivendi-Telecom Italia: la posizione dei Sindacati

L’amministratore delegato di Tim ha incontrato le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil per illustrare le linee strategiche del nuovo piano industriale 2019 – 2021.

In una nota, i sindacati esprimono un giudizio “complessivamente positivo sulle strategie di rilancio del Gruppo a partire dalle prospettive di integrazione della Rete e Open Fiber, sempre sostenute dal sindacato confederale“.

Sul piano dell’occupazione sono previste “uscite volontarie per circa 4.400 lavoratori come già concordato con l’intesa ministeriale dell’11 giugno 2018 unitamente a quota 100“.

I sindacati hanno sottolineato, ancora una volta che occorre il mantenimento dell’intero perimetro industriale e occupazionale, la formazione per l’aggiornamento delle competenze e l’inserimento di nuove risorse con skill adeguati ai nuovi processi di innovazione e digitalizzazione, sia sul versante tecnologico che dei nuovi servizi offerti ai clienti e alle imprese.

Dunque, è fondamentale che si creino le condizioni per un definitivo ritorno alla normalità delle relazioni sindacali e per ristabilire contestualmente un clima positivo.

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