Uber e Airbnb : basta ostacoli al modello di business in Europa

Ci sono settori e business in Italia ed in Europa che sono oggetto di veri e propri monopoli. Pensiamo a quanto è difficile prendere un taxi negli aeroporti italiani e ai costi esorbitanti che ci sono dietro. I tassisti hanno le loro ragioni ma non si può imporre un modello che blocca di fatto l’espandersi di nuovi servizi utili per il consumatore.

E’ quello che pensa la Commissione Europea su nuovi business come il servizio di mobilità e autonologgio privato di Uber o l’affitto di camere proposto dal sito Airbnb. In particolare avevamo giù parlato di Uber a Milano in un nostro precedente articolo. Un servizio efficiente che funziona e che fa risparmiare parecchio. Finalmente una presa di posizione decisa dell’Europa che ha sottolineato come questi servizi dovrebbero essere bloccati solo in “ultima istanza” e non per proteggere diritti acquisiti o modelli di business esistenti.

Ottime notizie dunque per questi due servizi che sono ritenuti utili dai cittadini ma di fatto vietati in molte città italiane dove tutto è regolato da un meccanismo perverso di regolamentazioni e licenze. Come sappiamo Roma e Milano sono pieni di tassisti abusivi spesso scelti da molte persone perchè fanno risparmiare. Non è allora forse meglio regolamentare tutto il settore in modo serio aprendo il mercato ?

Uber funziona ed è comodissimo da usare grazie ad una app progettata specificatamente per uno scopo : facilitare il meccanismo di prenotazione. E’ il momento dunque che l’economia europea di adegui e faccia crescere tutte le realtà “collaborative”.

Linea guida della Commissione Europea

Da Bruxelles si punta molto sulle nuove realtà imprenditoriali e le startup dedicate ai servizi per il pubblico. Un documento redatto dalla Commissione ha di fatto sancito la libertà di servizi come Uber e Airbnb ad operare in regime di trasparenza per gli utenti. Posizioni troppo rigide potrebbero di fatto costare caro all’Europa che non si può permettere misure troppe conservative.

Katainen ha dichiarato che, se vogliamo aziende dinamiche, dobbiamo seminare terreno fertile affinchè crescano altrimenti se ne andranno a prosperare da qualche altra parte come ad esempio negli Stati Uniti.

No dunque a norme specifiche volte a proteggere settori specifici come alberghi o taxi. Ovviamente in quest’ottica deve essere salvaguardato sia il lavoro che il pagamento delle imposte. Katainen ha aggiunto che in una economia in fase di sviluppo i nuovi posti di lavoro sostituiscono quelli vecchi, insomma nuove opportunità e non pericoli per il lavoro.

Da Bruxelles fanno sapere che intendono utilizzare queste linee guide per garantire che non vengano violati i trattati dell’Unione Europea da parte dei governi. Cosa ne penseranno ora alberghi e tassisti?

Uber in Borsa prima della fine del 2016?

Uber potrebbe essere un’occasione di investimento per molti, sembra che ci sarà lo sbarco in Borsa entro la fine del 2016.

Intanto l’azienda di noleggio privato ha attirato gli investimenti arabi con una iniezione di liquidità di circa 3,5 milardi di dollari da parte di un fondo saudita. Grazie a questo investimento Uber si espanderà nel mercato in Medio Oriente dove si sta espandendo velocemente grazie al fatto che l’80% dell’utenza è costituita dalle donne che non possono guidare.

E’ partita dunque la guerra tra proteste e divieti in Europa da parte di governi, associazioni dei consumatori che vorrebbero chiarire se Uber è una società di tecnologia o di trasporti. Chi la spunterà ?

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Giornalista indipendente e trader privato. Sono laureato in Economia e finanza e mi occupo di analisi finanziarie e di notizie sull'economia.

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