Oro e materie prime, quotazioni e scenari 8 Luglio 2016

Il prezzo dell’Oro ha toccato i 1.375 dollari l’oncia, il livello più alto dal mese di marzo 2014, a seguito della crescita dei timori della “Brexit”. In queste ore sta registrando un ritracciamento e viene scambiato intorno i 1355 dollari l’oncia. Per gli analisti comunque la soglia dei 1.400 dollari non è poi così lontana. Un mercato delle materie prime che in generale rimane comunque di difficile interpretazione e piuttosto complesso.

Quotazioni oro

Prosegue dunque la fuga al rialzo dell’Oro sui mercati, trainata dai timori della Brexit che vanno a premiare gli asset più sicuri.

Quotazioni del metallo giallo peraltro favorite anche dalle continua incertezza che si registra sui mercati azionari e dai rendimenti obbligazionari che si mantengono su livelli piuttosto bassi.

Gli investitori sono dunque alla ricerca di sicurezza e l’unica strada al momento percorribile è di puntare sul metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza in un mercato in cui la debolezza sembra predominare.

Non soltanto oro ma anche l’argento ha guadagnato parecchio dopo l’esito del referendum britannico (previsto a 25$ l’oncia per fine 2016 dai 21$ attuali), a seguito della elevata domanda pervenuta soprattutto da parte degli investitori asiatici.

Tutto questo mentre si attendono interventi di politiche monetarie da parte della Banca centrale statunitense e della Bce, con l’obiettivo di attenuare gli effetti della Brexit sull’economia.

Scenari materie prime

Impennata dell’oro e dell’argento, calo del petrolio e debolezza sui mercati finanziari. Una serie di accadimenti che si sono intensificati nel corso degli ultimi giorni e che hanno reso gli scenari di difficile interpretazione in chiave futura.

Governi e banche centrali rimangono piuttosto prudenti e sembrano non aver ancora deciso chiaramente quale strada intraprendere.

La preoccupazione al momento continua a mantenersi su livelli piuttosto elevati, in quanto si teme un “rischio contagio” in altri paesi che potrebbe provocare gravi ripercussioni politiche ed economiche in tutta l’Unione europea, Oltreoceano e Asia.

A testimonianza di tutto ciò, le quotazioni attuali della moneta giapponese, lo yen, bene rifugio come l’oro che nel corso delle ultime sedute si sta apprezzando rapidamente.

Discorso opposto per la moneta cinese, lo yuan. Nelle scorse ore ha toccato i minimi da 5 anni sul dollaro, un livello preoccupante soprattutto con riguardo ai prezzi delle materie prime.

La Cina (e l’India) sono infatti tra i maggiori paesi al mondo in qualità di domanda di materie prime, con in testa oro e argento (ma anche petrolio e rame). Un deprezzamento repentino dello yuan produrrà un impatto piuttosto accentuato sui consumi in quanto è proprio Pechino a guidare la richiesta mondiale.

Se il potere di acquisto diminuisce con la svalutazione della yuan, la domanda globale delle materie prime potrebbe soffrirne. Scenari dunque che rimangono piuttosto complessi e con sfumature che al momento appaiono difficili da cogliere.

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