Valute, oro e petrolio all’esame Brexit

Il 23 giugno è il giorno tanto atteso sul referendum che sancirà la permanenza o l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. In queste ore si intensificano le previsioni degli analisti su quali potranno essere i possibili scenari economici in entrambe le situazioni. Oltre ai mercati azionari, l’esito del voto britannico influirà anche sulle quotazioni delle valute, dell’oro e del petrolio.

Gli analisti hanno a tal riguardo voluto esaminare in dettaglio quali saranno le conseguenze sia in caso di permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea (Bremain) che nella eventualità di una sua uscita (Brexit).

Gli esperti ritengono, nel primo caso (Bremain), che si possa registrare un incremento degli investimenti sul mercato delle azioni, ribassi per il metallo giallo e rialzi per il petrolio.

Nella seconda ipotesi (Brexit), sono attese svalutazioni della sterlina di circa il 20%, un incremento degli investimenti in oro e nuovi ribassi per il prezzo del greggio.

Vittoria Bremain

Se al referendum in Gran Bretagna dovesse vincere il fronte del “no”, con gli inglesi che resterebbero nell’Unione Europea, si attendono nuovi rimbalzi per la sterlina nel breve termine, destinata a salire sopra area 1,50.

Attese in calo invece le quotazioni del dollaro americano e dello yen. Per quanto riguarda l’oro, la sconfitta della Brexit porterebbe a una nuova fase di ribasso verso area 1.250 dollari.

Con riferimento invece al prezzo del petrolio, gli effetti del “No” alla Brexit comporterebbero, come anticipato, il rafforzarsi della sterlina nei confronti del dollaro, spingendo al rialzo il prezzo del greggio.

Vittoria Brexit

Se il referendum della Brexit avrà successo e il “sì” il voto predominante, si prevedono pesanti svalutazioni della sterlina contro il dollaro e tutte le altre valute, in un range compreso tra il 15 ed il 20%. Previsto, nello specifico, un forte consolidamento del dollaro americano sulla valuta inglese.

Per quanto riguarda le quotazioni dell’oro in caso di Brexit, si stimano forti incrementi di prezzi nel breve termine, fino a quota 1.330 dollari.

Il prezzo del petrolio, con la vittoria del “Sì”, è invece atteso al ribasso. L’addio del Regno Unito alla Unione Europea molto probabilmente si tradurrà in una nuova contrazione del prezzo del greggio.

Giovedì 23 giugno avrà dunque luogo un evento cruciale e di estrema importanza politica ed economica, con effetti su valute, oro e petrolio, soprattutto nel breve termine.

Osservando invece il lungo periodo, le stime al riguardo risultano essere più complicate, anche se al momento l’unica certezza, se il Regno Unito dovesse lasciare l’UE, sarà la crescita della l’instabilità politica in Europa, da sempre una delle cause della diminuzione della domanda di materie prime. In primis il petrolio, i cui prezzi sono in risalita nel 2016 dopo il forte crollo registrato lo scorso anno, ma ora costretto a superare l’esame Brexit.

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