Banche USA, la Fed le promuove tutte

Per la prima volta da quando la lunga crisi economico – finanziaria è scoppiata, generando gli impatti negativi che tutti noi ben conosciamo, la Federal Reserve ha promosso tutte le banche sottoposte ai suoi stress test annuali: 32 esiti positivi su 32 istituti vagliati, con una notizia che non può che far la gioia di analisti e stakeholders, che ora guardano con un po’ più di fiducia al futuro e, in particolar modo, a quello a breve termine.

Appare infatti chiaro come la promozione e la certificazione di poter avere una forza sufficiente a resistere alle nuove tensioni sia un sostanziale via libera alla distribuzione di dividendi “record” per l’ultimo decennio, generando così una boccata d’ossigeno anche per gli azionisti, che da diversi anni si attendono il rilancio di pay-out più generosi rispetto a quelli che la cura dimagrante post-crisi ha imposto.

Insomma, annunciati a mercati chiusi, i risultati degli stress test sono stati quanto di meglio ci si potesse attendere, in un contesto in cui si è ipotizzato di distribuire una cifra vicina al 100% degli utili attesi nei prossimi quattro anni, contro una percentuale di circa il 65% per l’anno scorso. Pertanto, l’esito è una sorta di già preannunciato consenso alla distribuzione di dividendi più generosi per i soci, con qualche distinguo: American Express, per esempio, ha ottenuto il via libera dopo aver rivisto parzialmente i propri piani, mentre Capital One, pur senza ricevere formali obiezioni, deve comunque ripresentare entro la fine del 2017 un piano che risolva la “debolezza notevole nelle sue pratiche di pianificazione sul fronte dei capitali”.

In seguito a quanto sopra, è facile sottolineare come la pubblicazione dei risultati degli stress test abbia coinciso con lo start degli annunci di maxi dividendi delle banche americane ai loro azionisti. Nei minuti successivi alla diffusione degli esiti, ad esempio, Bank of America ha annunciato di aver alzato del 60%, a 48 centesimi di dollaro per azione il proprio dividendo, lanciando poi un piano di buyback da 12,9 miliardi dollari.

Il dividendo di JP Morgan passa invece da 50 centesimi di dollaro a 56 centesimi di dollaro per azione, con buyback da 19,4 miliardi di dollari. Citi vuole invece raddoppiare il proprio dividendo trimestrale a 32 centesimi di dollari per azione, con buyback fino a 15,6 miliardi di dollari. Anche Wells Fargo, nonostante qualche shock legato ai conti “fantasma” ha annunciato un incremento del 36% del suo dividendo trimestrale, con buyback da 2,7 miliardi.

Infine, American Express annuncia incremento del 9% della cedola trimestrale a 35 centesimi di dollaro per azione, con buyback a 4,4 miliardi, mentre Morgan Stanley annuncia dividendo in crescita del 25% a 25 centesimi di dollaro per azione, con buyback per 5 miliardi.

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