Forex, ecco come si è aperta la settimana

Il dollaro statunitense ha aperto la settimana mantenendosi sui massimi livelli dal post-employment report di venerdì scorso: un dossier che ha conferito un buon impulso alla valuta verde, dimostrando che le scarse notizie del report del mese precedente erano del tutto provvisorie e legate a fattori straordinari (e comunque legati alla possibilità di poter cavalcare in maniera più sostenibile un ciclo di crescita rilevante). Negli ultimi giorni l’avversione al rischio è andata inoltre riducendosi significativamente e sui mercati domina un sentimento cautamente positivo dopo la grande incertezza del referendum britannico dello scorso 23 giugno. Questa settimana non prevediamo grandi e rilevanti dati macro USA, con la conseguenza di contribuire a ridurre i rischi di una correzione del biglietto verde, nonostante sia ampiamente prevalente l’idea che la Federal Reserve non procederà ad alzare i tassi di interesse di riferimento nemmeno nel corso della prossima riunione del 27 luglio, e rinviando dunque il tutto a settembre.

A giovare alla forza del dollaro è anche la contestuale debolezza dell’euro, che – pur modesta – non dovrebbe subire alcuna inversione di tendenza nel breve termine. I dati macro in corso di pubblicazione (i pochi che anticiperanno la riunione della BCE) sono infatti attesi deboli, e ancora penalizzati dalla volatilità dei mercati post-referendum britannico. Ricordiamo in tal proposito che nemmeno nel calendario macro euro sembrano esservi grandi spunti rialzisti, e che pertanto da qui alla prossima riunione BCE di giovedì non dovrebbero comparire grandi novità.

Passando alla sterlina, la valuta britannica sembra essere un po’ più supportata, dopo il crollo postreferendum. La valuta ha ripreso lieve forza contro dollaro e contro euro, aiutata anche dalle dichiarazioni di Weale, della Bank of England, secondo cui il proprio istituto monetario non dovrebbe avere fretta di tagliare i tassi di interesse di riferimento. È comunque possibile ritenere, sottolinea una buona parte degli analisti, che le dichiarazioni di Weale non riflettano effettivamente il pensiero prevalente del board BoE, e che pertanto le probabilità di un allentamento monetario alla riunione del 4 agosto siano piuttosto elevate. Per quanto concerne i dati macro che potrebbero influenzare la sterlina, a parte l’inflazione (che dovrebbe risultare in leggera salita) non vi sono grandissimi spunti di merito.

Concludiamo infine con un breve sguardo sullo yen: come era prevedibile, al ridursi dell’avversione al rischio la valuta giapponese è rimasta in calo, non escludendo nuove flessioni delle quotazioni qualora la prossima settimana la Bank of Japan (la riunione è fissata per il 29 luglio) dia seguito a un nuovo aumento dello stimolo monetario.

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