Forex trading, i market mover della settimana 22 – 26 gennaio 2018

Torna anche questa settimana il nostro appuntamento con l’analisi dei principali market mover per chi fa del Forex trading. Cerchiamo dunque di riepilogare quel che potrebbe avvenire sui mercati a partire da domani, considerato che la giornata odierna (lunedì) non sembra poterci fornire moltissimi spunti.

Martedì 23 gennaio 2018

Pochi i dati odierni. In area euro si registra la pubblicazione della nuova stima sul mese di gennaio dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea, che dovrebbe mostrare un tiepido rialzi sotto il punto, considerate le recenti buone notizie positive sul ciclo economico. Tra i dati nazionali, in Germania usciranno i dati dell’indagine ZEW, aggiornata a gennaio, che dovrebbe l’indice sulle attese in recupero sopra quota 18 punti, contro i 17,4 punti della precedente rilevazione. Previsto dato stabile o in lieve calo per l’indice sulla situazione corrente.

Mercoledì 24 gennaio 2018

Qualche dato in più dalla giornata di mercoledì, che in area euro sarà contraddistinta dalla pubblicazione delle nuove indagini PMI, con dati probabilmente in stabilizzazione, dopo le spinte dei mesi precedenti. Il PMI composito potrebbe flettere sotto quota 58 punti, e gli indici forward looking in Germania e in Francia potrebbero subire la stessa sorte. L’indice per i servizi è invece visto stabile intorno a 56,5 punti. Complessivamente, la tendenza degli indici PMI dovrebbe essere coerente con una stabilizzazione della crescita del PIL area euro intorno a 0,45% -0,55% t/t.

C’è inoltre spazio anche per qualche dato dagli Stati Uniti, dove le vendite di case esistenti nel mese di dicembre sono stimate in modesto aumento a 5,85 mln di unità annualizzate, dopo il forte rialzo (5,6% m/m) a 5,81 mln di novembre. Il mercato immobiliare residenziale si confermerà in ripresa, e dunque capace di prolungare ancora il trend positivo iniziato in autunno.

Giovedì 25 gennaio 2018

Sicuramente più densa di spunti è la giornata di giovedì. Cominciamo dall’area euro, i cui il focus sarà determinato dalla riunione della BCE: il Consiglio di politica monetaria lascerà invariata la comunicazione ufficiale, anche per evitare un restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie. I prossimi mesi per la BCE saranno particolarmente cruciali, visto e considerato che da un lato il Consiglio dovrà preparare i mercati alla lenta normalizzazione della politica monetaria, ma dall’altro vorrà limitare un eccessivo rialzo di rendimenti e del cambio, che sta preoccupando – e non poco – molti dei membri dell’Eurotower. Ad ogni modo, almeno per questa riunione di gennaio è molto difficile che possano vedersi dei colpi di scena, come sottolineato da diversi membri. Tuttavia, le cose potrebbero cambiare a marzo: se in quell’occasione le stime dello staff dovessero confermare le previsioni di dicembre di risalita dell’inflazione core verso l’1,7% a fine periodo di previsione, è probabile che l’easing bias sugli acquisti possa essere rimosso.

Per quanto attiene i dati nazionali, brevemente segnaliamo come in Germania dovrebbe esserci una modesta contrazione dell’indice IFO a gennaio sotto quota 117 punti, mentre in Belgio l’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca centrale è stimato in lieve correzione a gennaio -0,8 da 0,1.

Passando agli Stati Uniti, qui le vendite di case nuove a dicembre dovrebbero calare intorno a 700 mila unità, con l’indagine di fiducia dei costruttori che ha messo a segno un significativo aumento a fine 2017, e con i dati di dicembre che dovrebbero confermare il trend verso l’alto registrato da settembre in poi, condotto non solamente dalla volatilità post-uragani, quanto anche da fattori ciclici positivi.

Verrà inoltre pubblicata la nuova analisi sulla bilancia commerciale, con la stima preliminare del deficit dei beni di dicembre che dovrebbe registrare una riduzione a -68,5 mld di dollari, dopo l’ampio allargamento a -70 mld di ottobre.

Venerdì 26 gennaio 2018

Concludiamo infine con la giornata di venerdì, che in area euro porta in dote qualche dato nazionale. Ci riferiamo a quello dell’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere francesi, elaborato dall’INSEE, che si stima in stabilità o lieve correzione dopo la decisa accelerazione dell’attività negli ultimi mesi del 2017. Sui dati aggregati, verrà diramata la nuova stima della dinamica di M3, in lieve rallentamento a causa di un probabile effetto statistico a ridosso di fine anno e dei primi mesi del 2018.

Negli Stati Uniti, l’attesa è invece per la nuova stima del PIL del 4° trimestre, per il quale ci si attende un rallentamento a +3% t/t ann., dopo +3,2% t/t ann. del 3° trimestre, con la domanda domestica che dovrebbe essere in aumento solido, con un’accelerazione significativa dei consumi verso il 3,5% t/t ann., spinta in parte dagli acquisti di auto seguiti agli uragani, una variazione vicina al 7% t/t ann. degli investimenti non residenziali e una ripresa degli investimenti residenziali e della spesa pubblica. Scorte e canale estero contribuiranno negativamente alla dinamica complessiva, per -0,4pp e -0,7pp, rispettivamente.

Ultimo dato della settimana è quello della stima preliminare degli ordini di beni durevoli di dicembre, che dovrebbe mostrare una crescita di 0,2% m/m, dopo +1,3% m/m di novembre. Al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero crescere di 0,6% m/m, dopo la correzione di -0,1% m/m di novembre.

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