Investire in Telecom, buona prospettiva per il futuro a breve termine

Nel corso delle ultime sedute il titolo Telecom Italia si è mosso in maniera ben poco vivace, pagando l’effetto negativo di una serie di determinanti che hanno giocato un ruolo negativo sui suoi spunti al rialzo: tra le principali, la generale debolezza del settore delle telecomunicazioni in Europa, la prospettiva di uno scenario con tassi di interesse al rialzo, e le tecnicalità legate alla conversione del bond da 1,3 miliardi di euro in capitale avviata a metà mese.

Di fatti, le nuove azioni ordinarie Telecom Italia emesse rappresentano circa l’11,2 per cento del capitale sociale ordinario della società, l’8 per cento su base diluita. L’operazione ha la finalità di ridurre il debito netto rispetto al livello di 25,4 miliardi di euro a cui si è attestato a fine settembre.

A pesare sulla quotazione della società anche il deterioramento delle aspettative macroeconomiche in Brasile – dove Telecom è tra i principali gruppi telefonici attraverso Tim Partecipacoes – in seguito alla elezione del presidente Trump negli USA, fattore che ha penalizzato la Borsa brasiliana e deprezzato il cambio real/dollaro.

Una discreta trimestrale

Gli spunti di cui sopra non devono tuttavia far dimenticare agli investitori i buoni fondamentali di Telecom, i cui dati di bilancio recentemente comunicati mostrano comunque una società solida con una stabilizzazione dell’ARPU (ricavi medi per utente) sul mercato domestico, oltre ai buoni dati della controllata brasiliana Tim.

In particolare, nel corso del terzo trimestre l’EBITDA di gruppo è salito dell’8,5 per cento a quota 2,2 miliardi di euro, i ricavi dell’1,4 per cento a 4,8 miliardi di euro. Il nuovo AD, Cattaneo, ha dichiarato di voler accelerare sulla fornitura dei servizi di nuova generazione; il manager ha ritoccato al rialzo i target sulla copertura della rete NGN dal 56 per cento al 60 per cento nel 2016 e dal 75 per cento all’80 per cento nel 2017, senza incrementare il piano di investimenti e confermando il rapporto tra debito ed EBITDA al 2018 inferiore a 2,7 volte.

Anche la rete LTE mobile avrà, secondo i piani, una copertura nel 2016 del 96 per cento anziché del 95 per cento e nel 2017 del 98 per cento anziché del 96 per cento. Entro il 2018 la società si pone l’obiettivo di azzerare le perdite sulle linee fisse registrate negli ultimi anni. Il Gruppo presenterà il nuovo piano industriale il prossimo febbraio.

Telecom Italia : andamento in Borsa

Il settore

Estendendo l’analisi dal singolo titolo (tra i più rappresentativi) all’intero comparto, ricordiamo come il settore ha risentito nelle ultime settimane del movimento sui tassi d’interesse in quanto un aumento del costo del debito, seppur modesto, ha ripercussioni sulla capacità d’investimento dei principali operatori. La Commissione Europea ha proposto un nuovo pacchetto di regole per il settore delle telecomunicazioni, che dovrebbe favorire l’incremento dei ricavi dei grandi operatori e permettere un aumento degli investimenti nei servizi di banda larga. La proposta include licenze di durata più lunga e misure che consentono agli ex monopolisti nazionali di impedire l’accesso alle loro reti da parte di operatori concorrenti a meno di situazioni di inefficienza del mercato. L’esecutivo UE prevede inoltre di estendere le regole di sicurezza del settore telecomunicazioni anche alle applicazioni basate su web come Facebook o WhatsApp.

Appare oramai evidente la convergenza tra TV e telecomunicazioni, tra broadcast e broadband, tra produttori di programmi e contenuti e compagnie telefoniche che possono distribuirli su banda larga e ultra-larga: attraverso la rete fissa alle smart TV e ai PC domestici, e attraverso la rete mobile a tablet e smartphone.

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