Petrolio e Btp ai minimi storici, bene le borse europee

Il petrolio in caduta libera non è più una novità sui mercati, ma ormai le sue quotazioni sono arrivate addirittura ai livelli del 2009, con l’Opec stessa che non è più in grado fare nulla per difenderne i prezzi.

L’abbassamento significativo dei prezzi del petrolio può fare da traino del rilancio dell’economia, ma per i colossi energetici e non solo vorrà dire crollo di ricavi e di utili con conseguenti deprezzamenti significativi dei loro titoli nelle borse mondiali, così da influenzarne in maniera significativa l’andamento(il titolo Saipem a Piazza Affari negli ultimi tempi, ad esempio, è sceso sui valori addirittura di 10 anni fa).

Tornando alle quotazioni precise del petrolio, il Wti è arrivato in giornata ad una quotazione di 44,43 dollari al barile, mentre quello del mare del Nord, il Brent, a 45,23 dollari al barile. Alla chiusura dei mercati entrambi sono risaliti 45,9 dollari / barile. Continua ad influenzarne i prezzi l’abbondante offerta registrata a livello mondiale rispetto ad una domanda che non si giova affatto della fragilità della ripresa economica, in diversi posti quasi inesistente. La banca d’affari Goldman Sachs ha previsto che il prezzo scenderà ancora, per arrivare fino a 41 dollari al barile nei prossimi 3 mesi, ed a 39 nei prossimi 6. Poi però secondo la banca assisteremo ad un rimbalzo nella seconda parte dell’anno, che riporterà il prezzo fino a 65 dollari al barile (anche se le stime precedenti avevano parlato di 80 dollari al barile).

Le altre notizie economiche di giornata che hanno influenzato le borse europee, portandole alla fine su risultati positivi, sono il tasso di disoccupazione stabile al 7,2% nell’area Euro registrato dall’Ocse (su dati del Novembre 2014), mentre la Germania si è permessa il lusso di anticipare di un anno il proprio pareggio di bilancio. E poi ancora, fonti della Bce fanno sapere che il nuovo piano di acquisto di titoli di Stato Europei è prossimo all’accettazione definitiva da parte del board dell’istituto stesso.

Oggi intanto sono arrivate anche buone notizie per il Tesoro italiano che ha collocato Btp con tassi d’interesse ancora inferiori a quelli registrati nello scorso Novembre: il Mef ha collocato tutti i 7 miliardi di euro di Btp a 3 anni, 7 e 15 anni. Il tasso sul tre anni è sceso dallo 0,77% allo 0,61%, quello sui 7 anni è arrivato all’1,29 dal precedente 1,74% , mentre sui titoli di stato a 15 anni si è arrivati ad interessi del 2,46% rispetto al 2,97% di Novembre, con la domanda che è stata per tutti superiore di una volta e mezza rispetto all’offerta. C’è da ricordare che sul mercato secondario, i Btp decennali rendono appena l’1,8% mentre lo spread tra Btp e titoli tedeschi si attesta sui 135 punti base. L’Euro torna a scendere infine, fin sotto quota 1,18 dollari statunitensi.
Veniamo quindi al nocciolo della questione: la Borsa di Milano chiude con un più che soddisfacente + 1,96%, dimostrandosi la migliore in Europa. Ma i risultati sono nel complesso positivi ovunque: Londra termina le operazioni in positivo dello 0,63%, Parigi dell’1,47% e Francoforte dell’1,63%.

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