Petrolio in rialzo, cresce l’attesa per il meeting OPEC

Le quotazioni petrolifere tornano ad imbracciare una strada di moderato rialzo, su cui incidono le incertezze legate ai previsti tagli dell’OPEC e la liquidità ridotta nel giorno della festività del Ringraziamento negli Stati Uniti. Sul mercato prende piede l’indiscrezione del ministro dell’Energia azero, Aliyev, secondo cui il Cartello proporrà agli altri Paesi produttori di tagliare la produzione di 880.000 barili al giorno per sei mesi a partire dal primo gennaio prossimo. In realtà, fonti interne all’OPEC fanno sapere che una vera e proprio proposta ai produttori nonOPEC non è stata ancora formulata e se ne discuterà lunedì a Vienna, in vista del meeting ufficiale OPEC che si terrà poi il 30 novembre.

Dunque, l’incertezza su quel che accadrà nel corso della prossima settimana sta alimentando un grande dinamismo nel mercato. Peraltro, si tenga comunque conto che tali incertezze erano ampiamente prevedibili (ne parlammo a suo tempo, su queste pagine): un tiepido scetticismo circa la possibilità che si possa realmente trovare un accordo in seno all’OPEC, e che da qui si possa poi raggiungere un’intesa con Russia & co., è quanto mai opportuno.

Forex

Per quanto riguarda il Forex, in una seduta caratterizzata dalla chiusura delle piazze statunitensi e da volumi scarsi, movimenti sono molto contenuti anche sul mercato dei cambi. Per quanto riguarda le valute principali, il cambio Eur/Usd ha trattato sostanzialmente poco mosso rispetto alla chiusura di ieri, così come quello Eur/Gbp. Un tono più debole si registra sulla valuta nipponica con Eur/Jpy che sale, anche se non troppo ripidamente. Sul fronte delle valute emergenti si segnala la volatilità della lira turca, seguita all’inattesa decisione della Banca centrale del Paese di alzare i tassi d’intervento mettendo fine alla fase espansiva. La Banca ha alzato il tasso repo a una settimana di 50pb e il tasso sui prestiti overnight di 25pb mentre è rimasto invariato a 7,25% il pavimento del corridoio dei tassi target. La decisione che deriva dalla debolezza della valuta, la quale, secondo quanto si legge nel comunicato, ha peggiorato lo scenario d’inflazione, punta a rafforzare la credibilità della Banca centrale.

Azioni

In una seduta dagli scambi ridotti per la chiusura della Piazza statunitense, i listini europei hanno presentato un andamento contrastato con variazioni contenute. A differenza di altri momenti di mercato, la debolezza dell’euro sembra non aver impatti particolari sull’andamento dell’azionario; a preoccupare è soprattutto l’incertezza circa i prossimi appuntamenti politici, a partire innanzitutto dal voto referendario italiano del prossimo 4 dicembre. Gli operatori si mostrano particolarmente cauti, anche se i principali indici del Vecchio Continente presentano ancora valutazioni particolarmente contenute.

Macroeconomia

Giornata di pubblicazione per le indicazioni stabili dalle indagini di fiducia europee per le imprese: si conferma invariato infatti in novembre l’indice INSEE francese che si attesta a 102 punti, sui livelli di ottobre. Invariato anche il dato per il manifatturiero, fermo a 103 punti in novembre. Il sondaggio si riporta così in linea con i valori di inizio anno dopo alcuni mesi in cui ha oscillato in un intervallo piuttosto compresso, al di sopra dei 100 punti. Stabile anche la lettura dell’IFO tedesco che si attesta a 100,4 punti a in novembre a fronte di una marginale revisione al ribasso del precedente da 110,5 a 110,4 punti. Lo spaccato dell’indagine mostra un modesto miglioramento per la percezione della situazione corrente (sotto-indice in aumento da 115,1 a 115,6 punti) e una contestuale correzione per la componente relativa alle aspettative a sei mesi, scivolata da 105,9 a 105,5 punti. Nel complesso la fiducia per le imprese tedesche rimane su livelli elevati e appare coerente con le prospettive di una ri-accelerazione del ciclo nell’ultima parte dell’anno.

Titoli di debito

Seduta tiepidamente positiva, quella di ieri, per il settore dei governativi, con rendimenti in flessione di qualche punto base sia sui core che sui periferici, in un mercato caratterizzato da scarsi volumi, data la chiusura del mercato statunitense, e da una volatilità sempre piuttosto sostenuta. Sullo sfondo i temi restano l’attesa per le decisioni della BCE e per l’esito del referendum italiano mentre a più stretto giro l’attesa si concentra sul comunicato di questa sera quando, a mercato chiuso, il Tesoro italiano annuncerà i dettagli dell’asta a medio-lungo di martedì prossimo.

Seduta priva di particolari spunti anche per le obbligazioni corporate europee: in un contesto di volumi sottili, anche a causa della chiusura del mercato USA, gli indici derivati di CDS segnano a metà seduta modesti restringimenti nel costo della protezione dal rischio di insolvenza.

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