Quanto vale (davvero) Fca?

Quanto vale davvero Fca, la società automobilistica evoluzione del Lingotto? In questi giorni a domandarselo sono sempre più analisti: merito del rinnovato interesse cinese per il gruppo (o per alcuni suoi pezzi, come Jeep), e merito di una recente stima condotta da Goldman Sachs, con la casa d’affari statunitense che ha fissato il target price di Fcac a 25,9 euro, contro gli attuali 12,5 euro. Insomma, per Goldman Sachs Fca varrebbe oltre il doppio rispetto a quanto oggi quotato in Borsa, con la conseguenza che per gli analisti dell’istituto di credito sarebbe opportuno mettere le mani in portafoglio e fare incetta di titoli azionari.

La galassia Agnelli verso periodo d’oro?

Come abbiamo peraltro brevemente accennato poche ore fa occupandoci della holding, il momento è davvero felice per la galassia Agnelli, con Exor verso i massimi storici e Fca che sta riprendendo quota dopo l’interesse asiatico. Perfino la Juventus, non certo il tassello (finanziariamente) più forte del gruppo Agnelli, è tornata ai livelli di tre mesi fa, e punta a chiudere il semestre in utile per circa 40 milioni di euro.

Ad ogni modo, il pezzo vincente del network Agnelli potrebbe essere la Fca guidata da Sergio Marchionne, su cui diversi operatori internazionali pare stiano mettendo gli occhi. Le potenzialità dell’ex Fiat, poi unitasi in felice matrimonio con Chrysler, sono ancora numerose, e i prossimi anni potrebbero riservare delle gradite sorprese agli stakeholders, presto “orfani” del timoniere, verso fine mandato.

Quanto vale Fca?

Ma quanto vale realmente Fca? Per fornire una risposta quanto meno vicina alla media, non possiamo che prendere spunto dalle dichiarazioni dei principali analisti, con Goldman Sachs che negli ultimi giorni ha consigliato ai propri clienti di acquistare il titolo Fca con target price a 25,9 euro, oltre il doppio dell’attuale valore di capitalizzazione.

È sicuramente più prudente la stima di Equita Sim, che suggerisce ai propri clienti di tenere sotto controllo il titolo Fca con un orizzonte a 14,1 euro per il prezzo obiettivo, senza però sbilanciarsi in segnali di buy, ma solo di hold. In entrambi i casi, sia Goldman Sachs che Equita guardano con attenzione ai possibili spin off delle attività di componentistica, ritenuto oramai quasi certo, con consolidamento di almeno 1,5 miliardi di euro di debito e con aggiunta di circa 1 euro per azione alla valutazione del titolo. Lo spin off dei brand premium MaseratiAlfa Romeo, che alcuni osservatori danno come molto probabile, potrebbe invece dare un’aggiunta di circa 2 euro alla valutazione del titolo.

Per quanto infine riguarda Exor – di cui abbiamo parlato poco fa, e al cui articolo rimandiamo per ulteriori approfondimenti – la holding ha diffuso i conti del primo semestre, con un utile più che raddoppiato a 916 milioni di euro e un incremento del valore degli asset in portafoglio del 17,5% a 17,2 miliardi di dollari.

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