Senza la Tasi tregua fiscale sugli immobili

La scelta di abolire la Tasi ha indotto una tregua fiscale sulla tassazione degli immobili in Italia. Questo è il risultato pubblicato in un documento redatto dal Centro Studi ImpresaLavoro, che ha mostrato come gli introiti fiscali derivati dagli immobili si siano ‘fermati’ nell’anno in corso a quota 49.1 miliardi di euro, contro il gettito di 52.3 miliardi raggiunto nel corso dello scorso anno.

Secondo gli studiosi che hanno analizzato i dati, la pressione fiscale che risulterà alla fine dell’anno sarà però molto lontana dai livelli del 2011, quando il gettito era stato stimato in 11.4 miliardi di ammontare. L’incremento maggiore registrato va ricercato nella quota patrimoniale di prelievo, che è più che raddoppiata toccando la cifra di 173 miliardi di uro. Le entrate derivanti dagli atti di trasferimento è scesa a quota -29% mentre quelle relative al reddito immobiliare sono rimaste pressoché inalterate, nonostante il numero di locazioni sia salito per riflesso dell’introduzione della cedolare secca.

I dati dimostrano quindi che l’abolizione della Tasi non cambia di grosso le carte in tavola e già al tempo della comunicazione del taglio c’era chi chiedeva a gran voce di lavorare sull’imposizione patrimoniale, al fine di liberare risorse, che potrebbero essere state destinate a scopi diversi quali ad esempio il costo del lavoro o gli ammortizzatori sociali.

Analizzando con cura i dati si evince che i tre miliardi e mezzo di calo vanno ricercati nell’abolizione della Tasi per l’abitazione principale che ha portato il gettito da 4.7 miliardi di euro a 1.1 miliardi di euro. Le entrate derivanti dall’IMU sono invece stabili a quota 20.4 miliardi, quindi la componente patrimoniale si rivela essere praticamente raddoppiata rispetto al 2011 quando era quantificata in 9.2 miliardi di euro. All’aumento dell’IMU si associa anche quello relativo alla tassa sui rifiuti, salito a quota 8.4 miliardi di euro rispetto ai 5.6 miliardi dell’anno precedente. La Tasi se ne va ma aumentano le altre tasse, considerando che nell’ultimo anno è stato registrato un aumento della base imponibile totale, da 40 a 40.9 miliardi di euro, con conseguente rialzo della pressione fiscale nell’intero comparto immobiliare.

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